Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00113 presentata da MARTINAT UGO GIOVANNI (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950502
La Camera, premesso che: la problematica relativa alla fornitura e quindi al prezzo del metano in Italia ebbe inizio con l'entrata in funzione del gasdotto con l'Olanda il 1^ aprile 1974; un mese dopo, il 1^ maggio si inaugurava, invece, il gasdotto Unione Sovietica-Italia. In quegli anni il fabbisogno italiano di gas metano era in costante aumento in quanto il progetto strategico prevedeva da tempo la metanizzazione di tutto il paese. Pertanto verso la fine degli anni '70 si iniziarono i lavori per un nuovo gasdotto, questa volta con l'Algeria. Tale impianto era frutto di lunghe trattative, soprattutto per questioni concernenti il prezzo di acquisto del prodotto: infatti una volta ultimato (1981), il gasdotto con l'Algeria rimarra' inattivo per un paio di anni proprio per conflitti di interesse. La linea di gran parte dei vertici Eni, per ottenere un prezzo piu' conveniente dagli algerini, era quella di far loro capire che, qualora non avessero ridotto le loro pretese, si poteva procedere ad un nuovo accordo con l'Unione Sovietica, il cui gasdotto era gia' in funzione da quasi un decennio. Questa del maggior rapporto con l'Urss era una strada perseguibile, anzitutto in quanto il raddoppio della fornitura sovietica si poteva considerare gia' impostato sotto forma di compromesso verbale (verra' poi attuato nel 1987) e, essendo esso il prosieguo di un accordo gia' negoziato, non avrebbe implicato particolari difficolta' nella definizione del prezzo del gas da fornire. In secondo luogo, la Snam - non piu' costretta dalla necessita' di un approvvigionamento ad ogni costo - avrebbe negoziato con l'Algeria da una posizione di maggior forza. La strategia dei vertici Eni non venne pero' recepita dal Governo italiano e si procedette a perfezionare nel 1983 l'accordo con l'Algeria accettando condizioni peggiorative rispetto a quelle del contratto con l'Urss. Non si dimentichi che in quell'epoca tutte le transazioni dell'Eni in URSS avevano come tramite obbligato il Pci. Anche il rappresentante permanente dell'Eni a Mosca veniva scelto, dopo aver avuto il "gradimento" da parte delle autorita' sovietiche, in accordo con Botteghe Oscure. I socialisti, in particolare De Michelis (Ministro delle partecipazioni statali) e Capria (Ministro del commercio estero), individuarono quindi nell'Algeria un fornitore da cui avrebbero potuto avere trattamenti privilegiati, ovviamente favorevoli al Partito, al pari di quanto gia' avveniva con l'Urss a favore dei comunisti. L'accordo con l'Algeria venne comunque definitivamente ratificato il 13 marzo 1983. Le attivita' concernenti il metano sono suddivise all'interno del gruppo Eni nel modo seguente: l'Agip S.p.a. si occupa dell'estrazione; la Snam invece acquista il prodotto da terzi, lo trasporta tramite i suoi metanodotti ed effettua la grande distribuzione; infine l'Italgas realizza la distribuzione ramificata all'utenza finale. L'utilizzo del metano in Italia si aggirava al novembre 1994 intorno ai 50 miliardi di mc., di cui 32 miliardi provenienti dall'estero, ovvero: 5 miliardi dall'Olanda; 13 miliardi dall'Urss; 14 miliardi dall'Algeria. La Snam effettua due tipi di forniture: 1) Metano per utilizzatori industriali; 2) Metano per utilizzatori civili. Il prezzo e' approssimativamente costituito da: un 40 per cento da imposte; un 30 per cento dal costo della materia prima ed un altro 30 per cento dal costo di distribuzione. Per quanto riguarda le condizioni di fornitura praticate da aziende che distribuiscono il gas attraverso le reti urbane, sono da tempo in vigore accordi fra la Snam e le Associazioni delle aziende distributrici validi su scala nazionale. In particolare per quanto riguarda il prezzo praticato dalla Snam alle aziende relativamente alle forniture civili, esso e' articolato secondo una formula binomia, con un termine "proporzionale" ai prelievi effettuati e un termine fisso legato alla portata oraria resa disponibile annualmente per ciascuna azienda. L'aggiornamento del termine "fisso" viene effettuato a cadenza annuale (1^ luglio), con riferimento a indici di inflazione. Per il termine "proporzionale" e', invece, prevista una revisione bimestrale (a partire dal 1^ gennaio), che viene effettuata in caso di variazioni del prezzo del gasolio per uso riscaldamento superiori ad un prefissato valore di soglia. Le tariffe praticate dalle aziende distributrici ai consumatori finali vengono determinate sulla base di una procedura convenzionale fissata dal Cip. L'attuale struttura delle tariffe finali e' di tipo binomio con una quota proporzionale al consumo ed una quota fissa mensile corrisposta indipendentemente dai prelievi di gas effettuati. Le tariffe, differenziate in funzione dell'uso, sono strutturate su piu' livelli di valore decrescente: uso domestico di cottura cibi e produzione di acqua calda; uso riscaldamento individuale; uso riscaldamento centralizzato. Questa tariffa e' articolata su piu' livelli di prezzo di valore decrescente, da applicarsi a volumi decrescenti di consumo. Le tariffe per usi domestici di cottura e produzione di acqua calda vengono di norma aggiornate una volta l'anno, in concomitanza con l'adeguamento del costo di produzione. Le tariffe per riscaldamento individuale, centralizzato e altri usi vengono invece aggiornate bimestralmente, in coerenza con l'evoluzione del prezzo di cessione del gas dalla Snam alle aziende distributrici. Analizzando la costruzione del prezzo del metano sembra che la Snam acquisti il gas algerino, che ricordiamo dovrebbe essere piu' caro di quello sovietico, a lire 150-200 ca. per metro cubo; esso viene venduto a sua volta dalla Snam all'Italgas a ca. lire 250-300 al mc. L'Italgas e le sue consociate, che operano in Italia in regime monopolistico, lo distribuiscono all'utilizzatore finale con tariffe che variano da regione a regione anche con un differenziale di lire 150-180 al mc.. Ora se e' vero che le tariffe vengono fissate dal Ministero dell'industria, a prescindere dai profitti di Snam ed Italgas, perche' - a differenza di altre utenze primarie con tariffa uniforme da Nord a Sud - il cittadino ligure che vuole riscaldare la propria abitazione deve pagare il gas lire 1.149 al mc., quando il cittadino piemontese lo paga lire 980 al mc., il calabrese lire 891, il toscano lire 1.088, il friulano lire 892 al mc? impegna il Governo: ad intervenire sull'Eni, azionista di maggioranza della Snam e, quindi, anche della Italgas, affinche' - non sacrificando per questo i sempre fortissimi utili di quelle societa' - determini un prezzo uniforme in tutto il territorio nazionale e, pertanto, piu' equo per tutti i cittadini, specie quando il metano e' fonte di energia per attivita' produttive (specialmente nel Mezzogiorno) che vanno incoraggiate e non penalizzate, affinche' esse siano fonte di nuova e piu' ampia occupazione; a rivedere l'intero sistema di distribuzione del metano in Italia, qualora la Snam intendesse vendere le sue azioni Italgas al gruppo Agnelli, che acquisterebbe insieme ad una societa' francese impegnata nei settori del gas e degli acquedotti e ad un'altra societa' che si dice faccia capo addirittura ad un membro dell'attuale C.d.A. della stessa Italgas, essendo stato in passato suo Presidente; nella ipotesi che questa soluzione, se vera, si facesse strada - a parte la riserva di giudizio sul fatto che tale operazione prefigurerebbe una ulteriore forte concentrazione di potere economico presso il primo gruppo finanziario e industriale italiano, mentre le privatizzazioni dovrebbero favorire tendenzialmente il capitalismo diffuso e la costruzione di altri validi gruppi economici nazionali, diversi dai "soliti noti" - a condizionare la cessione a privati dell'Italgas all'abbinamento del "piano acqua" con la capillare distribuzione del metano su tutto il territorio nazionale, praticando tariffe omogenee; a varare, prima della cessione ai privati del predetto settore metanifero, l'Authority settoriale per il controllo delle tariffe e della qualita' del servizio all'utenza, in modo da evitare discriminazioni e da incentivare i consumi per usi produttivi. (1-00113)