Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00465 presentata da DILIBERTO OLIVIERO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950503

I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri degli affari esteri e della difesa, per sapere, premesso che: il drammatico riacutizzarsi della guerra tra le truppe del presidente croato Tudjman e le forze serbo/croate dell'autoproclamata repubblica di Krajina, rischiano di far precipitare l'intera ex-Jugoslavia in una guerra totale; le implicazioni dell'offensiva delle truppe di Zagabria, anche a detta degli osservatori dell'Onu in Krajina, sono gravissime. L'iniziativa militare, massiccia in termini di truppe e di mezzi utilizzati, sull'autostrada Belgrado-Zagabria e' tale da pregiudicare gli sforzi compiuti per tre anni dalla comunita' internazionale e dall'Umprofor per creare le condizioni del dialogo e della riconciliazione tra i croati delle diverse etnie; i mezzi di Zagabria si sarebbero mossi su tre fronti lungo l'autostrada, nel settore ovest con movimenti di truppe massicci, armi pesanti, artiglieria e tanks. Gli osservatori Onu hanno registrato bombardamenti da parte croata sulle citta' di Okucani e Nova Gradiska. In quest'ultima citta', si sarebbe verificato piu' di un attacco dal cielo da parte dell'aviazione croata con lo scopo di distruggere il ponte sul fiume Sava; i croati avrebbero inoltre circondato alcuni posti di osservazione dell'Onu nel settore nord: i caschi blu hanno dovuto lasciare alcune delle postazioni in seguito a questo accerchiamento; i serbo/croati hanno risposto all'attacco bombardando la citta' di Karlovac, Sisak, Nova Gradiska e Kutina e anche il nordovest di Dubrovnik. Nella mattinata di oggi e' scattata la rappresaglia serba anche nei confronti della capitale croata. Zagabria e' stata raggiunta da colpi di artiglieria e forse da missili. Si contano nella capitale 4 morti e una sessantina di feriti; la situazione sta rapidamente degenerando. Una nuova catena di sangue e di lutti, nuove ed odiose pulizie etniche rischiano di profilarsi in assenza di una decisa iniziativa di pace; appare presumibile che Zagabria abbia deciso l'attacco non semplicemente per "saggiare" la capacita' di risposta dei serbo/croati di Krajina. Forse gli uomini di Tudjman si sentono con le spalle coperte dalla comunita' internazionale, in particolar modo da Stati Uniti e Germania; a questa situazione si somma il riacutizzarsi del conflitto in tutta la Bosnia, dalla sacca di Bihac a Tuzla e alla stessa Sarajevo; spicca la totale assenza di una forte iniziativa diplomatica da parte dell'Unione europea. La "No fly zona", la zona d'interdizione aerea operata dalla Nato in attuazione delle disposizioni Onu sulle zone protette, ha funzionato solo a senso unico; l'Unione europea non ha saputo o voluto prendere le distanze dalla decisione Usa di non rispettare piu' l'embargo sulle armi nei confronti di tutti i belligeranti. Gli USA per loro ammissione hanno rifornito di armi direttamente o tramite Iran e Turchia, i bosniaco-musulmani e la Repubblica Croata, vanificando gli sforzi dell'Onu e il faticoso percorso di pace iniziato nell'estate scorsa anche grazie all'importante dissociazione di Milosevic dai "fratelli" serbi dell'autoproclamata Repubblica di Pale; sulla materia attende ancora risposta una dettagliata interpellanza del gruppo di Rifondazione comunista-progressisti (la 2-00340); la stessa risoluzione 7/00145 approvata nel novembre del 1994 dalla III Commissione permanente della Camera e' rimasta in larga parte inattuata -: quali iniziative intenda assumere l'Italia per arrivare al piu' presto ad un cessate il fuoco e alla ripresa delle trattative di pace; in particolare quali sanzioni intenda proporre al Consiglio di sicurezza dell'Onu nei confronti dei paesi che hanno violato l'embargo sulle armi; se il Governo abbia predisposto un piano straordinario di aiuti umanitari da inviare alle popolazioni colpite da questo conflitto e quali disposizioni sono state impartite in merito all'accoglienza dei profughi di guerra con particolare attenzione nei confronti dei giovani disertori ed obiettori di coscienza. (2-00465)

 
Cronologia
mercoledì 26 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si apre all'Aia, dinanzi al Tribunale internazionale dell'ONU, il primo processo per i crimini di guerra nella ex Iugoslavia.

lunedì 8 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il Governo e le confederazioni sindacali raggiungono un accordo sulla riforma del sistema pensionistico, che fa riferimento al criterio contributivo e disincentiva le pensioni di anzianità. La Confindustria non firma l'accordo, che sarà approvato da una consultazione tra i lavoratori con circa il 65% dei voti.