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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01108 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD) in data 19950503

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: gli archivi notarili distrettuali svolgono un'azione estremamente delicata dato che sono preposti ad operare sia in termini di controllo, ogni due anni, su tutti gli atti posti in essere dai notai in esercizio, che in termini di custodia, per almeno 100 anni, per gli atti dei notai che si sono trasferiti, che sono andati in quiescenza o che sono deceduti; al nord gli archivi notarili soffrono di una carenza endemica di personale, cui non si sottrae neppure Treviso che, a fronte di una pianta organica prevista di 7 dipendenti piu' un direttivo, si trova ad essere composta da 3 dipendenti piu' un direttivo (conservatore) che ha anche la reggenza dell'archivio notarile di Belluno; alla carenza di personale si deve aggiungere che lo stabile in cui e' sito l'archivio notarile distrettuale di Treviso e' in condizioni a dir poco pietose non solo a livello di decoro (l'ultima tinteggiatura degli uffici si perde nella notte dei tempi), ma anche dal punto di vista statico, dato che sono presenti vistose nonche' preoccupanti fessurazioni sulle pareti ed in particolare sui pavimenti dei saloni ove sono conservati gli atti -: come e con quali tempi intenda agire al fine di garantire ai dipendenti dell'archivio notarile di Treviso di poter operare sia in condizioni dignitose che in piena sicurezza, al fine di permettere loro di svolgere al meglio un lavoro che consente, tra l'altro, un cospicuo recupero di somme di denaro a favore dell'erario. (5-01108)

 
Cronologia
mercoledì 26 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si apre all'Aia, dinanzi al Tribunale internazionale dell'ONU, il primo processo per i crimini di guerra nella ex Iugoslavia.

lunedì 8 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il Governo e le confederazioni sindacali raggiungono un accordo sulla riforma del sistema pensionistico, che fa riferimento al criterio contributivo e disincentiva le pensioni di anzianità. La Confindustria non firma l'accordo, che sarà approvato da una consultazione tra i lavoratori con circa il 65% dei voti.