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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00476 presentata da MELUZZI ALESSANDRO (FORZA ITALIA) in data 19950508

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: con decreto del Presidente della Repubblica 17 marzo 1995 sono stati convocati per domenica 14 maggio 1995 i comizi per l'elezione suppletiva della Camera dei deputati nel collegio uninominale n. 8 della circoscrizione Emilia-Romagna, che comprende parte del comune di Ravenna e per intero i comuni di Lugo, Sant'Agata sul Santerno, Massalombarda, Conselice, Fusignano, Alfonsine, tutti situati nella provincia di Ravenna e con popolazione superiore a 3000 abitanti. Il termine di presentazione delle candidature e' scaduto il giorno 10 aprile alle ore 20; nei venti giorni precedenti tale termine, gli elettori avrebbero potuto sottoscrivere una candidatura, per la presentazione della quale sarebbero state necessarie almeno 500 sottoscrizioni di elettori del collegio, corredate dai relativi certificati elettorali rilasciati dal comune di residenza; e' evidente che la possibilita' di sottoscrizione di una candidatura elettorale attiene la sfera dei diritti costituzionali dei cittadini in materia elettorale; talche' ogni impedimento o limitazione indebiti all'esercizio stesso si configura come elemento di turbativa del corretto svolgimento della consultazione elettorale, inficiandone la regolarita'. E' quanto avvenuto nel caso in oggetto, cosi' come di seguito si espone: uno dei modi per la sottoscrizione delle candidature, il piu' agevole per la piu' parte degli elettori, e' di farlo presso gli uffici del comune. Il quale, durante il periodo dei 20 giorni di cui trattasi, ha il dovere di facilitare l'accesso degli elettori stessi per effettuare la sottoscrizione. Cio' e' tanto vero che la legge 23 febbraio 1995, n. 43: "Nuove norme per la elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario", ha stabilito al riguardo le seguenti regole precise (articolo 1, punto 4): "... nei venti giorni precedenti il termine di presentazione delle liste, tutti i comuni devono assicurare agli elettori di qualunque comune la possibilita' di sottoscrivere celermente le liste dei candidati, per non meno di dieci ore al giorno dal lunedi' al venerdi', otto ore il sabato e la domenica svolgendo tale funzione anche in proprieta' comunali diverse dalla residenza municipale. Le ore di apertura sono ridotte della meta' nei comuni con meno di tremila abitanti". Tali norme, valide per le elezioni regionali dell'11 aprile, hanno un evidente valore indicativo, che non puo', anche per l'immediata vicinanza temporale, non riflettersi nelle elezioni del 14 maggio di cui all'oggetto. Esse stanno almeno ad indicare che durante il periodo di sottoscrizione delle candidature o liste i comuni non possono limitarsi ad osservare il normale orario d'ufficio e soprattutto non possono chiudere gli uffici negli orari pomeridiani ne' tanto meno nei giorni festivi: e cio' perche', con tutta evidenza, e' proprio negli orari di non lavoro che gli elettori possono avere il tempo per svolgere il diritto-dovere della sottoscrizione. Ebbene, di tutti i comuni interessati alla consultazione del 14 maggio, solo Ravenna (allegato) ha disposto l'apertura della sede centrale dell'anagrafe per otto ore giornaliere, compresi i giorni festivi. Tutti gli altri sei comuni, stando alle notizie in nostro possesso che potranno essere agevolmente verificate, hanno osservato solo l'orario normale degli uffici, con chiusura in molti pomeriggi e soprattutto il sabato pomeriggio e l'intera domenica. Si pensi che la scadenza per la presentazione delle liste era lunedi' 10 aprile e si comprende il danno grave della chiusura degli uffici sabato pomeriggio 8 aprile e l'intera domenica 9 aprile, giorni della possibile massima affluenza, dato che notoriamente questa si concentra negli ultimi giorni utili. E' ben vero che, colpevolmente, Parlamento, Ministero degli interni e prefetto hanno "dimenticato" l'elezione suppletiva di cui trattasi, evitando di emettere norme o di impartire disposizioni e indicazioni ai comuni da applicarsi alla specifica consultazione. Ma cio' non significa che i comuni stessi non sapessero di dovere e non dovessero far fronte agli obblighi logici e impliciti connessi ai loro doveri di legge: come del resto ha dimostrato di sapere il comune di Ravenna. Il fatto grave sopra esposto e' stata la maggiore causa dell'esclusione di un candidato, come si argomentera' piu' avanti. Ma c'e' una norma di legge ancor piu' imperativa che e' stata violata. L'articolo 20, primo comma, del testo unico 30 marzo 1957, n. 361, stabilisce che "ai fini della presentazione delle liste e delle candidature, la cancelleria della Corte d'appello ... resta aperta, nei due giorni compresi nell'anzidetto (il giorno del termine della presentazione delle liste o candidature e' quello precedente), dalle ore 8 alle ore 20". Siccome i due giorni di cui trattasi sono quelli utilizzati per raccogliere i certificati elettorali dei sottoscrittori, la norma significa (come da sempre universalmente ritenuto e applicato) che anche gli uffici elettorali dei comuni devono osservare il medesimo orario. La dimostrazione di cui sopra e' data dalle elezioni politiche del 17 marzo 1994 (a cui le suppletive di cui trattasi sono ben collegate), quando il Ministero degli interni dispose, con circolare telegrafica 15566 del 20 febbraio 1994, che "Amministrazioni comunali at fine tempestivo rilascio richieste certificazioni iscrizioni liste elettorali restino aperte giorno 20 febbraio e giorno 21 febbraio rispettivamente da ore 8 at ore 20 e da ore 8 at ore 19,30" (la mezz'ora in meno dell'ultimo giorno evidentemente tiene conto del tempo necessario per portare poi i certificati alla Corte d'appello insieme alle sottoscrizioni). Ebbene, solo il comune di Ravenna ha rispettato (peraltro, la domenica 9 aprile solo fino alle 18,30) la norma. Tutti gli altri sei comuni interessati domenica 9 aprile sono stati chiusi, stando alle notizie in nostro possesso che potranno essere facilmente verificate, anche come uffici elettorali, e quindi, non solo per le sottoscrizioni, ma anche per il rilascio dei certificati elettorali dei sottoscrittori. Cio' ha reso affannoso il rilascio e poi la consegna dei certificati nel giorno successivo, ultimo utile, tenuto anche conto che la Corte d'appello e' a Bologna, ad almeno un'ora di tempo per arrivarci da Ravenna. Anche tale fatto grave e' stato causa dell'esclusione di un candidato; il candidato Gian Luca Mancini, presentato da "Forza Italia" e "Alleanza nazionale", e' stato escluso dalla competizione elettorale sostanzialmente perche' la sua dichiarazione di accettazione della candidatura e' stata depositata alle 20,18 del 10 aprile anziche' entro le 20 e perche', delle 505 sottoscrizioni raccolte (come e' dimostrato) entro il termine, 42 sono state consegnate in ritardo; appare evidente che cio' e' avvenuto per gli impedimenti addebitabili ai comuni cosi' come sopra descritti, essendo egli stato impegnato nella giornata di lunedi' a rimediare alle chiusure degli uffici comunali di sabato pomeriggio e domenica (si pensi che lunedi' pomeriggio e' stato fermo per mezz'ora davanti ad un computer del comune di Lugo che doveva rilasciare i certificati elettorali e che non funzionava: causa ultima, ma non unica, del ritardo con cui si e' presentato alla Corte d'appello con l'accettazione della candidatura; tutta la giornata e' stata da lui dedicata alla organizzazione della raccolta delle sottoscrizioni mancanti e dei certificati elettorali); se gli uffici dei comuni fossero stati aperti, in qualche modo, anche sabato pomeriggio e domenica, le 37 sottoscrizioni mancanti al numero di 500, con i relativi certificati elettorali, sarebbero state agevolmente consegnate entro il termine; basti dire che la stragrande parte delle 505 sottoscrizioni (comprese le 42 non consegnate regolarmente) e' stata raccolta lunedi' 10 aprile; infatti, il deposito della candidatura nei comuni di Mancini e' avvenuto tra venerdi' 8 aprile sera e sabato 9 aprile mattina, nella certezza che bastassero sabato e domenica (e in ultima analisi lunedi' mattina) per la raccolta delle sottoscrizioni, ebbene, proprio sabato pomeriggio e domenica, sei comuni su sette sono stati chiusi e la corsa dell'ultimo giorno, con la raccolta di oltre 400 sottoscrizioni, non e' stata sufficiente, anche se eccezionale; e' stato leso il diritto di elettorato attivo di molti elettori che non hanno potuto sottoscrivere una candidatura per l'impedimento opposto dalla mancata apertura in termini almeno minimamente adeguati di sei comuni su sette; e' stato leso il diritto di elettorato attivo di 505 elettori che, pur sottoscrivendo una candidatura, non hanno potuto far valere la sottoscrizione; e' stato leso il diritto di elettorato passivo del candidato Gian Luca Mancini ad essere candidato all'elezione; e' stato leso il diritto di elettorato attivo di tutti gli elettori che avrebbero potuto e voluto votare il candidato Mancini e/o riconoscersi nel simbolo a lui collegato; dunque le elezioni di cui trattasi avverrebbero viziate da grave irregolarita', e cio' non e' legittimo ne' accettabile -: quali iniziative o misure intenda porre in essere, come suo dovere, per rimediare alle irregolarita' di cui trattasi e far si' che le elezioni suppletive nel collegio n. 8 dell'Emilia-Romagna per la Camera dei deputati avvengano coi crismi della legittimita'. Si fa riserva di ogni altro atto necessario nel caso che le elezioni avvengano viziate da cosi' gravi irregolarita', non esclusa la richiesta, all'autorita' competente, di invalidazione. (2-00476)

 
Cronologia
mercoledì 26 aprile
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si apre all'Aia, dinanzi al Tribunale internazionale dell'ONU, il primo processo per i crimini di guerra nella ex Iugoslavia.

lunedì 8 maggio
  • Politica, cultura e società
    Il Governo e le confederazioni sindacali raggiungono un accordo sulla riforma del sistema pensionistico, che fa riferimento al criterio contributivo e disincentiva le pensioni di anzianità. La Confindustria non firma l'accordo, che sarà approvato da una consultazione tra i lavoratori con circa il 65% dei voti.

sabato 20 maggio
  • Politica, cultura e società
    La Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi e per altre venti persone per corruzione.