Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00552 presentata da MELE FRANCESCO GIOVANNI MARIA (FORZA ITALIA) in data 19950511
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro dell'industria, commercio ed artigianato. - Per sapere - premesso che: in seguito alla chiusura dello stabilimento Eni-Enichem di Manfredonia si e' venuta a creare una situazione di tensione sociale sboccata con i gravi fatti accaduti oggi con l'occupazione dello stabilimento pugliese da parte delle maestranze e con un drappello di lavoratori incatenatisi sotto la sede dell'Eni, a Roma; la chiusura della fabbrica di Manfredonia, capace di produrre un margine operativo netto di ben 120 miliardi all'anno, pare essere stata il grimaldello usato dall'Eni per accedere ai 3.000 miliardi che la CEE ha messo a disposizione della ristrutturazione del settore e che pertanto, nonostante gli sforzi di Eni-Enichem per tenere nascosti i probabili acquirenti dell'azienda, e' emerso che, subito dopo l'accordo per la chiusura la fabbrica abbia destato notevoli interessi economici e industriali in gruppi di rilevanza internazionale; quanto sopra dimostra che le motivazioni addotte dall'azienda per la chiusura dello stabilimento erano e sono tuttora false e precostituite e per questo motivo le organizzazioni sindacali dei lavoratori hanno rigettato l'accordo stipulato in data 28 luglio 1994 con la proprieta'; parimenti, si e' registrata una rottura al tavolo delle trattative in fabbrica, il 28 aprile scorso, nel mentre a livello romano l'Eni-Enichem si e' incontrata con la "task force" di Palazzo Chigi, il giorno 2 c.m., evidentemente con l'intento di apportare gli ultimi correttivi a danno dei lavoratori: tale task force, infatti, in oltre nove mesi non ha avuto la capacita' di fare rispettare gli impegni assunti dalla proprieta', ma ha soltanto, attraverso funambolismi ed equilibrismi politici, consentito all'azienda di procedere come meglio credesse, in barba alla volonta' ed alle preoccupazioni per il posto di lavoro degli addetti; si considera il ritiro dalla trattativa per l'acquisto dello stabilimento da parte della "PUGLIA NYLON" del Gruppo Beaulieu e l'interessamento della CARBOCHIMICA, che parrebbe intenzionata al riavvio della produzione in tempi brevi e che entro il 10 giugno prossimo dovrebbe presentare un progetto di fattibilita' per la riattivazione della lavorazione del caprolattame, nonche' un'offerta all'Enichem per rilevare lo stabilimento di Manfredonia, tuttora improduttivo -: quale sia la posizione nella vicenda della Presidenza del Consiglio che, con l'autorevolezza del suo ruolo politico-istituzionale dovrebbe fare piena luce sulle responsabilita' dell'Eni-Enichem ed emettere un giudizio di merito sull'atteggiamento dell'azienda, un atteggiamento che pregiudica gravemente il destino della fabbrica pugliese, dei lavoratori e di un intero territorio, mettendo in crisi anche il riavvio dell'economia in una vasta area della Puglia; quali provvedimenti intenda assumere la Presidenza del Consiglio in merito all'assenza quasi totale della "task force" di Palazzo Chigi nei rapporti con i lavoratori per la determinazione della spinosa, delicata e difficile vicenda; quali provvedimenti intenda assumere il ministro dell'Industria in merito alla grave situazione di stallo in cui si trova quello che doveva essere uno dei poli industriali del Meridione; che tempi siano previsti, auspicabilmente brevissimi, affinche' possa tornare la pace sociale e i lavoratori possano tornare a lavorare presso lo stabilimento Eni-Enichem di Manfredonia. (3-00552)