Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00491 presentata da LA SAPONARA FRANCESCO (PROG.FEDER.) in data 19950517
Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri dell'industria, commercio ed artigianato e delle poste e telecomunicazioni, per sapere - premesso che: la legge 29 gennaio 1992 n. 58 disponeva l'unificazione nell'ambito del Gruppo IRI della gestione del servizio pubblico di telecomunicazioni; l'IRI S.p.a., in conformita' del disposto CIPE del 2 aprile 1993, definiva il 30 giugno 1993 un "Piano di Riassetto del settore delle telecomunicazioni", che prevedeva la creazione del Gestore Unico nazionale di telecomunicazioni mediante la unificazione delle 5 concessionarie IRITEL, ITALCABLE, SIP, SIRM e TELESPAZIO; il Ministro delle poste e telecomunicazioni, il 30 luglio 1993, accertava la conformita' del PIANO IRI alle condizioni stabilite dal CIPE, confermando l'operazione di unificazione; i Consigli di Amministrazione delle 5 Societa' hanno espressamente previsto che l'unificazione delle 5 concessionarie dovesse avvenire mediante fusione per incorporazione, nella SIP, dell'IRITEL, dell'ITALCABLE, della SIRM e della TELESPAZIO; il DL 10 novembre 1993 n. 444, convertito con la Legge 20 dicembre 1993 n. 531, ha previsto "l'unificazione delle attuali Societa' concessionarie dei servizi di telecomunicazioni, compresa l'IRITEL, appartenenti al Gruppo IRI" non solo, ma anche il conferimento in apporto di capitale sociale del Gestore Unico del credito dello Stato maturato a seguito del trasferimento del complesso aziendale ex ASST ed Amministrazione PT alla Societa' IRITEL, credito successivamente quantificato in lire 4.496 Miliardi; il Consiglio di Amministrazione TELECOM ITALIA ha deliberato la scissione della telefonia cellulare ed enucleato le attivita' satellitari -: per quanto concerne la scissione, in quali logiche di investimento della capofila STET si inquadri il trasferimento del patrimonio della "Societa' madre" ad un'altra societa' con soci della societa' scissa. Non si creano infatti, in tal modo, una duplicazione degli investimenti ed una dispersione di attivita'. A fronte di questa realta', TELECOM ITALIA dichiara 2.500 esuberi e 6000 mobilita' territoriali. Peraltro una sigla sindacale, la FIALTEL-CISAL, all'assemblea degli azionisti TELECOM del 9 dicembre 1994 manifestava dubbi circa la liceita' dell'operazione in termini giuridici, sostenendo che si sarebbe contravvenuti ad una serie di articoli c.c., come risulta dal verbale dell'assemblea ordinaria e straordinaria registrato dal notaio ASTORE a Torino il 15 dicembre 1994 al n. 31869. In sintesi si ravvisa da parte della predetta sigla sindacale un'ottimizzazione dei profitti a fronte di una socializzazione delle perdite, contrariando di fatto l'iter legislativo fin qui seguito, e potendo cosi' spiegare pienamente la manovra, annunciata, dei 2.500 esuberi e dei 6.000 addetti in mobilita' territoriale; se, alla luce delle azioni prima indicate, non si stia perseguendo una politica eccessivamente mortificante per le forze lavoro TELECOM, che sono scese da 107.000 unita' a 95.000, e quindi privilegiare la STET in vista della sua imminente privatizzazione; quale sia la posizione del Governo in proposito, stante la profonda turbativa tra i lavoratori TELECOM ITALIA. (2-00491)