Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01166 presentata da RICCIO EUGENIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950517
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: in riferimento alla risposta scritta del sottosegretario Walter Gardini alla interrogazione n. 4-05770 -: quale motivo spinga il sottosegretario ad affermare che "non risulta dalla documentazione in possesso del Ministero alcuna richiesta ufficiale da parte del Governo albanese che sollecitasse impegni della cooperazione italiana per un progetto di costituzione di un polo universitario cattolico", quando, invece, il Ministro dell'educazione albanese, prof. Ylli Vejsiu indirizzo', in data 13 ottobre 1992, una lettera al Ministro degli affari esteri pro tempore, Colombo, in cui si faceva esplicito riferimento "all'accordo-quadro firmato il 27 maggio fra questo Ministero (albanese) e l'Istituto di studi politici "San Pio V" di Roma", confermando l'interesse primario per il progetto di creare in Albania un libero polo universitario di area umanistica cattolico ma non confessionale, specializzato nei settori linguistici e delle scienze politiche, con corsi specifici in relazioni internazionali, pubblica amministrazione ed economia bancaria"; se non ritenga per lo meno singolare nei rapporti internazionali - qualora l'obiezione consistesse nel fatto che la richiesta era stata presentata direttamente al Ministro degli affari esteri italiano anziche' all'Ambasciata d'Italia in loco, come era prassi consolidata per l'applicazione della legge n. 49 del 1987 (prassi alla quale, come e' noto, venivano fatte, in quel periodo, e precedentemente, cospicue eccezioni, fino a trattare ingenti finanziamenti in uffici privati o in segreterie particolari di uomini politici) - non averne dato notizia all'interlocutore albanese, suggerendo le vie piu' opportune per procedere; se abbia accertato - qualora la lettera del Ministro Vejsiu non sia pervenuta all'attenzione diretta del Ministro Colombo o del suo Gabinetto - le responsabilita' di tale operazione; se abbia valutato il danno provocato - non tanto all'Istituto di studi politici "San Pio V", quanto alla presenza italiana in Albania - da tale negligenza, impedendo la realizzazione di un progetto che non comportava oneri finanziari per il contribuente italiano, anzi, avrebbe mobilitato risorse aggiuntive, finanziarie e umane; se costituisca prassi costante del Ministero degli affari esteri negare interesse ed appoggio ad iniziative non comportanti oneri per il Ministero stesso, e se non dovrebbe, invece, essere prodigata ogni energia, da parte dell'amministrazione centrale e delle rappresentanze periferiche, per favorire l'affermazione di iniziative private, sia in campo economico cha culturale; se - qualora tale trattamento sia stato riservato solo all'iniziativa dell'Istituto di studi politici "San Pio V" (come sembra, se si considera l'attenzione riservata ad iniziative squisitamente commerciali, come quelle nel campo della moda, pur giustificate dall'esigenza di potenziare le nostre esportazioni, o come quelle di certi istituti culturali e/o fondazioni, pur abbondantemente dotati di mezzi) - non appaia leggermente strano, in assenza di altre proposte concorrenziali per l'Albania, avere impedito la considerazione del progetto di polo universitario cattolico dell'Istituto di studi politici "San Pio V" nell'ambito della commissione mista del novembre 1992, che, come e' noto, non ha affrontato solo progetti ricadenti nell'ambito della legge n. 49 del 1987, e per la quale, come e' noto, vennero effettuate ampie consultazioni con operatori pubblici e privati (come, del resto giustamente, e prassi in circostanze analoghe); se, in riferimento alla risposta del sottosegretario Walter Gardini alla seconda parte dell'interrogazione, sia a conoscenza della lettera scritta dal Direttore generale delle relazioni culturali, Alessandro Vattani, in data 8 marzo 1993, al presidente dell'Istituto di studi politici "San Pio V", in cui si affermava che, pur non disponendo la direzione generale delle relazioni culturali di strumenti finanziari "per sostenere tale iniziativa (del polo universitario cattolico di area umanistica) in quanto tale" e si dichiarava disponibile a valutare, in un incontro, "le altre possibilita' di appoggio, nell'ambito di quanto concordato con le autorita' albanesi nella riunione della commissione mista svoltasi nel novembre scorso" - in contraddizione, quindi, con quanto affermato nella risposta del sottosegretario Walter Gardini, secondo cui, nel programma triennale di cooperazione, concordato in sede di commissione mista italo-albanese, "non sono comprese iniziative nel settore della collaborazione interuniversitaria, salvo un programma per la concessione di borse di studio" - il che conferma la pervicacia del Ministero degli affari esteri, ostinato - in questo caso - a prendere in considerazione soltanto iniziative comportanti oneri finanziari; se percepisca la contraddizione fra la citata lettera del direttore generale Vattani e l'affermazione del sottosegretario Walter Gardini, secondo cui "la problematica dell'attivazione del polo universitario proposto esulava dalle competenze di quella direzione generale essendo un intervento di cooperazione allo sviluppo e non di relazioni culturali", nonche' la contraddizione fra ambedue le precedenti affermazioni e la risposta contenuta nel punto 2b della risposta del sottosegretario Walter Gardini, in quanto appariva evidente la necessita' di un chiarimento preliminare sul "valore legale da attribuire in Italia ai titoli" rilasciati in Albania o, almeno, l'indicazione delle procedure da seguire (ed e' noto che, su tale argomento esistono numerosi accordi fra il Governo italiano e Governi stranieri); se sia a conoscenza che non una delegazione, ma solo il presidente dell'Istituto di studi politici "San Pio V" venne a suo tempo ricevuto dal vice direttore generale delle relazioni culturali, assistito dalla dottoressa Maria Assunta Accili Sabatini, e che, durante il suddetto incontro, si inseri' il Ministro Plenipotenziario Francesco Lo Prinzi, il quale, assumendo di fatto la gestione e la direzione di esso, prodigo' tutti i suoi sforzi per indirizzarlo a quanto pare su un binario morto; se, infine, non ritenga sia giunto il momento di cessare di considerare l'Albania terreno di caccia riservato a gruppi ristretti e se non sia meglio aprire il Ministero a tutte le energie disponibili e interessate, invece di modificarle e respingerle. (5-01166)