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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00016 presentata da BERLINGUER LUIGI (PROG.FEDER.) in data 19950523

La Camera, consapevole che i profondi mutamenti intervenuti in Europa dal 1989 ad oggi e, per altro verso, l'allargamento dell'Unione impongono una ulteriore precisazione degli obiettivi, delle politiche e un riesame degli assetti istituzionali dell'Unione europea, tanto piu' necessari in vista di probabili nuovi ampliamenti; consapevole peraltro che in un mondo percorso da spinte disgregatrici e in un'Europa in cui tornano a manifestarsi inquietanti fenomeni di nazionalismo, di chiusura protezionistica e corporativa, nessun problema di un qualche rilievo puo' trovare soluzione su sola base nazionale, imponendosi invece sempre di piu' l'inscindibile legame tra dimensione nazionale e dimensione europea; consapevole della straordinaria importanza della Conferenza intergovernativa 1996 per la realizzazione del Trattato di Maastricht che dovra' far fronte, in particolare, ad una triplice sfida istituzionale: colmare il deficit democratico, sociale e ambientale; ridefinire i processi decisionali; approfondire il processo di integrazione per conseguire con successo l'allargamento a nuovi paesi; ricordando che il 18 giugno 1989 l'88 per cento degli italiani si pronucio' a favore - con referendum consultivo - della costruzione dell'Unione europea in senso federale attraverso l'affidamento di un mandato costituente al Parlamento europeo e considerando che l'indicazione di quel referendum continua a rappresentare la direttrice fondamentale della politica italiana per la costruzione europea; udite le comunicazioni del ministro degli esteri, ne apprezza la netta impostazione europeista e le approva; riconferma la vocazione europeista dell'Italia e la precisa volonta' di essere partecipe di tutte le tappe del processo di realizzazione dell'Unione europea; ribadisce che per l'Italia ogni prospettiva di crescita economica, di progresso sociale, di stabilita' democratica e' inscindibilmente legata all'essere partecipe della realizzazione dell'Unione europea; e che, anzi, proprio tale piena partecipazione del nostro paese a tutte le politiche di integrazione europea e' condizione e opportunita' per consentire all'Italia di superare le proprie debolezze strutturali; condivide percio' l'obiettivo - posto dal Presidente del Consiglio nella presentazione dell'attuale Governo alle Camere - di realizzare sollecitamente le condizioni per il rientro della lira nello SME; chiede che nel prossimo Documento di programmazione economica e finanziaria - e in ogni caso nel quadro dell'iter parlamentare della prossima legge finanziaria - il Governo indichi la strategia e i provvedimenti con cui l'Italia intende realizzare i criteri di convergenza ed essere percio' nelle condizioni di partecipare a tutte le tappe previste della Unione economica e monetaria; condivide e fa propri gli obiettivi indicati nella risoluzione Bourlanges-Martin approvata in questi giorni, dal Parlamento europeo, in particolare l'obiettivo di realizzare progressivamente un quadro istituzionale unico; sottolinea la necessita' che si adotti un metodo di revisione che accanto ai rappresentanti dei paesi associ i rappresentanti del Parlamento europeo; auspica vivamente che la Conferenza intergovernativa 1996 sia inaugurata durante il semestre di Presidenza italiana; indica, in vista della Conferenza di Messina che insediera' il "Gruppo di riflessione", la necessita' che - nelle diverse fasi di preparazione e di realizzazione della CIG '96 - i rappresentanti dell'Italia si impegnino per: 1) la riconferma del patrimonio comunitario fin qui acquisito nel processo di integrazione, opponendosi ad ogni spinta disgregatrice che mini o riduca la necessaria coesione europea; 2) la realizzazione della riforma istituzionale dell'Unione europea a vocazione federale, dotandola di personalita' giuridica propria e di proprie competenze, come vera e propria "Federazione di Stati" ed espressione dell'Europa delle regioni e dei popoli, con l'obiettivo di giungere ad una Costituzione europea, democraticamente sanzionata dal Parlamento europeo, dai Parlamenti nazionali e da referendum; 3) la realizzazione del processo di integrazione secondo il criterio della "flessibilita' nell'unita'" in ragione da: consentire ad ogni paese membro dell'Unione - sulla base dei criteri comunemente stabiliti - di partecipare ad ogni fase del processo di integrazione; consentire, al tempo stesso, a quei paesi - che lo ritenessero - di non partecipare a singoli aspetti del processo di integrazione, senza che questo impedisca agli altri paesi membri di procedere nelle tappe di integrazione decise; promuovere i provvedimenti e le procedure che rendano compatibili eventuali differenti gradi di partecipazione alle politiche di integrazione e facilitino la progressiva armonizzazione, nell'ambito della realizzazione progressiva di un quadro istituzionale unico; 4) il rafforzamento dei dispositivi che consentano all'Unione di realizzare una vera politica estera e di sicurezza comune (PESC), anche perseguendo: l'integrazione della politica commerciale comune e della politica di cooperazione allo sviluppo; una strategia permanente dell'Unione e dei suoi paesi membri in seno all'ONU e alle altre organizzazioni internazionali, agendo altresi' per la loro riforma e per il rafforzamento della loro efficacia; la piena inclusione della PESC nel sistema comunitario, riconoscendo alla Commissione una funzione nella definizione elaborazione della PESC e delle scelte di difesa comune; una comune azione e capacita' di intervento nel mantenimento della pace e nel ristabilimento del diritto a livello internazionale; la predisposizione di strutture comuni e integrate di difesa, in vista del progressivo assorbimento delle competenze UEO da parte dell'Unione europea; la creazione, a questi fini, di una unita' congiunta Commissione - Consiglio di Pianificazione e Analisi; 5) un netto rafforzamento della proiezione mediterranea dell'Unione europea, sviluppando in tutti i campi una cooperazione con i paesi del bacino, lungo le direttrici che saranno indicate dalla prossima Conferenza euromediterranea; 6) l'ulteriore rafforzamento di politiche comuni nei settori della giustizia e degli affari interni, attraverso la comunitarizzazione delle politiche relative all'asilo, all'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri, alla politica di immigrazione, nonche' comuni strategie nella lotta alle forme di criminalita' organizzata internazionale; 7) il rafforzamento dell'azione comunitaria nel campo della cultura, dell'educazione, dell'istruzione dell'informazione, anche istituendo - accanto ai sistemi formativi nazionali o regionali esistenti - prime opzioni di "scuola europea" accessibile a tutti i giovani che lo desiderino; 8) la realizzazione dell'Unione economica e monetaria - secondo le tappe e i criteri di convergenza gia' stabiliti - caratterizzandola con politiche volte a promuovere un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, il miglioramento del tenore e della qualita' della vita, le pari opportunita' tra uomo e donna, la coesione economica e sociale, lungo le indicazioni contenute nel libro bianco di Delors, promuovendo cosi' una crescita economica "sostenibile" che comporti una maggiore intensita' occupazionale, una minore intensita' di energia e un minor consumo di risorse naturali; 9) la piena autonomia della costituenda Banca centrale europea che dovra' affermarsi tenendo conto delle scelte di politica economica comunitarie; 10) l'attuazione di una politica integrata e globale per l'ambiente e per uno sviluppo sostenibile, realizzando gli indirizzi del libro bianco Delors e superando l'utilizzo subottimale delle risorse naturali e umane, anche perseguendo una permanente valutazione di impatto ambientale, sociale e culturale, di tutte le misure e le politiche dell'unione, la chiusura dei cicli ecologici di base al livello piu' basso possibile, una politica dei trasporti compatibile con i parametri ambientali, una legislazione rigorosa a tutela dell'identita' biogenetica degli esseri viventi, il divieto di esportazione al di fuori dell'Unione di sostanze chimiche o biochimiche non ancora conosciute nei loro effetti, di materiale nucleare di ogni genere e di rifiuti di ogni genere; 11) la progressiva realizzazione - nei diversi campi di applicazione dei diritti dei cittadini e delle pari opportunita' tra uomo e donna - della cittadinanza europea; 12) il superamento del deficit democratico registrato in questi anni, attraverso: una piu' chiara e conseguente applicazione del principio di "sussidiarieta'", valorizzando gli specifici ambiti di competenza delle regioni; semplificazione e trasparenza delle procedure; il riconoscimento al Parlamento europeo del diritto di avanzare proposte di modifica del Trattato, nonche' della funzione di controllo sulle materie attualmente non rientranti nel primo pilastro; l'accrescimento del ruolo legislativo e di codecisione del Parlamento europeo e la valorizzazione della funzione del Comitato delle regioni; un piu' forte coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nella definizione e nel controllo delle decisioni dell'Unione, in un rapporto piu' stretto con il Parlamento europeo; 13) la riforma dei meccanismi decisionali, anche prevedendo un ampliamento del ricorso alla maggioranza qualificata nel Consiglio europeo, anche attraverso modalita' che tengano conto sia del numero dei paesi membri, sia della popolazione di ciascuno di essi; 14) l'ulteriore rafforzamento delle politiche di piena integrazione nei settori dell'energia, dei trasporti, della politica agricola, della pesca, dell'ambiente, del turismo, dell'educazione e della formazione, ove gia' in questi anni si e' perseguita una strategia comunitaria, nonche' l'armonizzazione progressiva dell'accessibilita' ai pubblici servizi per ogni cittadino dell'Unione; 15) la definizione nella CIG di un calendario di massima per l'ampliamento all'adesione di nuovi membri - in primo luogo Malta, Cipro e i paesi dell'Europa centrale gia' oggi "associati" - e di un "programma di azione" volto a favorire il raggiungimento da parte di quei paesi delle condizioni e delle compatibilita' necessarie; entro sei mesi dalla conclusione della CIG dovranno essere avviate le trattative per l'adesione di quei paesi che lo desiderano e ne abbiano le condizioni; impegna il Governo a riferire periodicamente sull'avanzamento dei lavori di preparazione della CIG e a presentare entro il 30 ottobre prossimo le linee di azione su cui il Governo intende caratterizzare il semestre di Presidenza italiana dell'Unione europea. (6-00016)

 
Cronologia
sabato 20 maggio
  • Politica, cultura e società
    La Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi e per altre venti persone per corruzione.

martedì 30 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Nel quadro di una correzione dei conti pubblici di oltre 80.000 miliardi in tre anni, il Governo annuncia per il 1996 una manovra da 32.500 miliardi.