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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00574 presentata da ROSSI ORESTE (LEGA NORD) in data 19950523

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: dal 13 giugno 1995 non potra' piu' essere esercitata l'azione di risanamento nei confronti degli amministratori e dipendenti degli enti locali, per tutte le ipotesi di danno verificatesi anteriormente al 13 giugno 1990; lo stesso riferimento temporale e' stato fissato nei riguardi degli amministratori e dipendenti delle Unita' sanitarie locali e delle regioni; il Procuratore generale della Corte dei conti ha stilato una relazione fortemente negativa, in merito ai provvedimenti sopra citati: "...Altro capitolo importante riguarda il termine di prescrizione del diritto al risarcimento, e quindi per l'esercizio della relativa azione, che e' stato ridotto da 10 a 5 anni. La riduzione - che, sotto vari profili, merita consenso pur se puo' creare seri problemi soprattutto in sede di prima applicazione ed e' stata generalizzata successivamente dalla legge n. 20 del 14 gennaio 1994 - venne stabilita per la prima volta con l'articolo 58 della legge n. 142 del 1990, per effetto del quale il 13 giugno prossimo non potra' piu' essere esercitata l'azione di risarcimento nei confronti degli amministratori e dipendenti degli enti locali per tutte le ipotesi di danno verificatesi anteriormente al 13 giugno 1990. Oltre tre anni dopo, lo stesso riferimento temporale, e' stato fissato nei riguardi degli amministratori e dipendenti delle Unita' sanitarie locali e delle regioni mediante una norma contenuta nella legge 27 ottobre 1993 n. 423, alla quale, pero', immotivatamente, e' stata attribuita valenza retroattiva (al 13 giugno 1990). L'anno scorso, ho denunciato questo episodio, qualificandolo come un fenomeno di "schizofrenia legislativa" e tale qualificazione devo confermare oggi. La disposizione, infatti, era stata introdotta, dal Parlamento, in sede di conversione in legge del decreto-legge 27 agosto 1993 n. 324, contenente norme in materia sanitaria. Il Governo, che in verita' non era responsabile dell'accaduto, intervenne immediatamente col decreto-legge dell'8 novembre 1993 n. 438, nell'intento di eliminare l'eccezione e ricondurre ad unita' il complesso normativo che frattanto andava maturando sull'argomento. Il decreto incontro' forti resistenze in sede di conversione e dovette essere reiterato prima col decreto-legge del 7 gennaio 1994 n. 8, poi col decreto-legge dell'8 marzo 1994 n. 164 ed infine col decreto-legge del 6 maggio 1994 n. 273. Quest'ultimo e' stato boicottato dalla Camera dei Deputati il 2 giugno 1994 (avviso nella Gazzetta Ufficiale n. 129 del 4 giugno). Allo stato, dunque, ha ripreso vigore la legge n. 423 sopra ricordata: e' desolante! Lo e' non solo per il fatto in se', che costituisce un pessimo esempio di incertezza del diritto, ma anche, e soprattutto, per il premio che si e' inteso dare ad amministratori disonesti" -: se siano allo studio del Governo iniziative finalizzate a modificare le suddette norme di legge, che sembrano premiare gli "amministratori disonesti" per tutelare tutti coloro che vivono onestamente. (3-00574)

 
Cronologia
sabato 20 maggio
  • Politica, cultura e società
    La Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi e per altre venti persone per corruzione.

martedì 30 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Nel quadro di una correzione dei conti pubblici di oltre 80.000 miliardi in tre anni, il Governo annuncia per il 1996 una manovra da 32.500 miliardi.