Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00127 presentata da DILIBERTO OLIVIERO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950524
La Camera, considerato che: la recrudescenza del fenomeno dei sequestri di persona in Sardegna ha assunto, nelle ultime settimane, aspetti di particolare gravita' ed ha attualizzato una situazione di emergenza che consegna nelle mani delle organizzazioni criminali quattro ostaggi; dal dicembre 1994 ad oggi, in meno di sei mesi, Giuseppe Vinci, Giuseppe Sircana, Vanna Licheri Leone e Ferruccio Checchi sono le vittime di episodi delinquenziali che si sono svolti in diverse aree geografiche del centro e del nord della Sardegna e che presentano particolari e specifiche modalita' di attuazione; finora, in nessuno di questi casi di rapimento, l'intervento delle Forze di Pubblica Sicurezza, di reparti dell'Esercito o di Nuclei Speciali e' valso a ritrovare gli ostaggi, a ridare loro la liberta' o a sgominare le bande dei sequestratori; del resto, nel corso degli ultimi trenta anni, la storia dei rapimenti in Sardegna ha avuto un andamento ciclico e persistente, denunciando periodi di forte ripresa delle attivita' criminali (11 sequestri nel 1966, 12 nel 1967, 11 nel 1968, 13 nel 1975, 10 nel 1978, 16 nel 1978, 8 nel 1984) che si sono alternati a fasi di piu' moderata incidenza, con due o tre sequestri per anno dalla meta' degli anni Ottanta ad oggi; in questo contesto le comunita' locali, soprattutto quelle dei centri montani e dei piccoli paesi vivono in una situazione di costante disagio e di isolamento che acuisce gli effetti e le conseguenze della crisi economica e sociale; la soppressione delle preture locali, il blocco delle attivita' dei tribunali, la precarieta' dei presidi sanitari e ospedalieri, la mancanza di una moderna e funzionale rete di trasporti e di collegamenti fino alla chiusura di molti istituti di scuole medie inferiori sono i segnali piu' estremi di un sistema ancora legato a condizioni di dipendenza economica e di sottosviluppo sociale; in questa situazione, mancando i presupposti essenziali, emergono i limiti strutturali e le vistose carenze che impediscono la convivenza civile e la solidarieta'; tutto cio' non rappresenta solo un generico incentivo alla delinquenza o a comportamenti criminali, ma crea un clima di illegalita' diffusa, allenta i vincoli interni di riconoscimento e di appartenenza alla comunita', rende instabili i rapporti sociali e individuali, provoca un arretramento culturale e una devastante azione diseducativa soprattutto a livello giovanile; la crisi delle attivita' tradizionali legate ai modelli dell'economia agropastorale ha incoraggiato l'abbandono delle campagne e la desertificazione produttiva e sociale di interi territori dove per decine e decine di chilometri non esiste piu' alcuna forma stabile di presenza umana; questa situazione spiega la facilita' con la quale i sequestratori possono agire nell'ambiente rurale in condizioni di "naturale" impunita' e riservatezza, anche nella gestione di quelle fasi molto delicate che ogni rapimento comporta, dal sequestro, al trasferimento, alla custodia, spesso per lunghi periodi, degli ostaggi; su questo carattere endemico e cronico non hanno avuto effetti apprezzabili gli interventi repressivi e le misure di carattere eccezionale che, anche quando si e' riusciti nell'intento piu' immediato della liberazione dell'ostaggio, non hanno perseguito lo scopo principale di bloccare la riproduzione del fenomeno; il necessario potenziamento di mezzi, uomini e apparati delle forze di Pubblica Sicurezza non puo' rappresentare un richiamo occasionale e una soluzione improvvisata delle situazioni di emergenza che, come nel caso di questi giorni, vengano a prodursi, fuori da una strategia programmata di interventi di sviluppo, di sicurezza e di prevenzione che spetta allo Stato garantire; il fallimento dell'opera di prevenzione e', dunque, il dato piu' evidente che i gravissimi fatti di questi giorni richiamano, in maniera perentoria e ormai ineludibile, all'attenzione del Governo, impegna il Governo a predisporre un organico piano di interventi che, avendo come obiettivo la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, preveda l'adozione di provvedimenti di immediata e sicura applicazione tali da garantire la presenza costante, anche in rapporto alla particolare conformazione geografica del territorio, il potenziamento, il coordinamento e la funzionalita' degli apparati di controllo e delle forze di pubblica sicurezza, il loro insediamento sociale e la riconoscibilita' del ruolo istituzionale che esse svolgono, evitando il ricorso a misure eccezionali (quali l'intervento dell'esercito) che non rispondono alle finalita' repressive del fenomeno dei sequestri e che acuirebbero le reazioni di rifiuto e di disagio da parte delle popolazioni locali; a porre allo studio una revisione del quadro legislativo che definisce le norme relative ai controlli patrimoniali e al blocco dei beni dei familiari delle persone sequestrate; allo scopo di stroncare la nuova ondata e la crescita dei sequestri di persona e' indispensabile l'indagine sugli arricchimenti facili, sulle tecniche e le modalita' del riciclaggio, sui collegamenti che si stanno innestando tra il sequestro inteso come modalita' tradizionale della delinquenza in Sardegna e le nuove e ancor piu' pericolose forme della criminalita' moderna e metropolitana come il traffico di droga o le infiltrazioni mafiose. Le restrizioni imposte alle famiglie dei rapiti con il sequestro e il blocco dei beni hanno finora funzionato quasi esclusivamente come elemento di costrizione e di intralcio, specie nella fase piu' delicata e difficile delle trattative per il rilascio dell'ostaggio. Queste stesse misure hanno, d'altronde, favorito un trattamento particolare di alcuni sequestri, richiamando interferenze e attivita' parallele da parte dei servizi segreti come e' gia' avvenuto per il sequestro di Farouk Kassam; a programmare un piano di interventi a sostegno dell'occupazione e dello sviluppo che aggredisca le strozzature economiche e infrastrutturali che stanno alla base del disagio sociale e del malessere e che impediscono l'evoluzione della coscienza civile e della cultura della solidarieta'. (1-00127)