Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00512 presentata da ANDREATTA BENIAMINO (PART.POP.ITAL.) in data 19950531
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: la gravissima crisi prodotta dall'irrigidimento del Governo Serbo bosniaco e dagli attacchi militari effettuati dalle sue forze armate nei confronti dei caschi blu di Sarajevo, rende sempre meno praticabile sotto l'attuale mandato delle Nazioni Unite lo svolgimento delle funzioni di interposizione e di garanzia dei soccorsi umanitari cosi' coraggiosamente svolte finora dal UNPROFOR 2; il Governo della Federazione russa non ha favorito l'isolamento diplomatico dei serbi bosniaci inducendoli nella convinzione di poter trarre vantaggio dai contrasti di valutazione tra le potenze dei Gruppo di Contatto; non e' stato superato lo stallo nelle relazioni con la Serbia che non ha finora ne' riconosciuto formalmente i confini assicurati dal piano di pace allo Stato serbo bosniaco come componente della piu' vasta entita' bosniaca ne' ha efficacemente tagliato gli afflussi di materiali militari ed economicamente strategici alle Forze armate del Governo di Pale; non si e', sulla base delle proposte presentate gia' nel novembre 1993 dai Governi italiano e tedesco, proceduto sulla strada di un progressivo alleggerimento dell'embargo, ovvero, nel caso di un rifiuto serbo ad adeguarsi alle richieste della comunita' internazionale, non si e' al contrario proceduto ad un suo inasprimento, previa intesa con tutti i paesi confinanti -: quali iniziative il Governo italiano come Membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, della NATO, dell'UE e del G8, che si e' speso per l'allargamento alla Russia del Club delle maggiori potenze del mondo, intenda svolgere per evitare che il fallimento dell'intervento in Bosnia non determini una drammatica regressione della fiducia dei popoli negli obiettivi dalla sicurezza collettiva e della funzione umanizzante dell'ONU e per impedire che i crimini contro la pace e l'umanita' rimangano impuniti e che al metodo della soluzione pacifica delle crisi si sostituisca quello dell'uso della forza al di fuori di ogni considerazione di diritto; quale sia il livello di predisposizione di programmi, di organizzazione logistica e di forze nel caso che un ulteriore impegno ci fosse richiesto dalle Nazioni Unite e dalla Nato sia per far fronte ai problemi connessi all'eventuale - e non auspicabile - ritiro dell'UNPROFOR 2, sia per un piu' impegnativo mandato della comunita' internazionale per garantire la pace in Bosnia. (2-00512)