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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00586 presentata da STRIK LIEVERS LORENZO (FORZA ITALIA) in data 19950531

Al Ministro degli affari esteri. - Per conoscere - premesso che: gli eventi drammatici degli ultimi giorni in Bosnia, caratterizzati dalla nuova sfida da parte delle autoproclamate repubbliche serbo-bosniache contro ogni legge, legalita' e principio del diritto, confermano una volta di piu' quanto sia drammaticamente sbagliato, illusorio e pericoloso seguire la strada dell'arrendevolezza nei confronti dell'aggressione, la strada del riconoscimento in pratica del fatto compiuto, come in cosi' larga misura la comunita' internazionale ha fatto dall'inizio del conflitto nella ex-Jugoslavia; sempre piu' emerge quanto fosse fondata la proposta che il Partito radicale trasnazionale ha cominciato ad avanzare dalla fine degli anni ottanta - quando ancora era integra la federazione jugoslava, ma si manifestavano i primi segni delle tensioni che dovevano sfociare nella sua dissoluzione - di considerare il problema jugoslavo come problema europeo, promuovendo allora l'adesione della Jugoslavia alla comunita' Europea, in tal modo governando il processo che andava delineandosi, e successivamente impegnando nel modo piu' fermo e solenne il prestigio dell'Unione europea nel rifiuto di ogni forma di riconoscimento ed avallo, anche solo tacito, a ogni forma di aggressione e a ogni conseguenza che ne derivasse, cosi' scoraggiando il tentativo di realizzare con le armi una Grande Serbia; una della vittime della nuova fase di aggressione terroristica, il vice-ministro della giustizia della Repubblica di Bosnia Izet Muhamedig, si era iscritto al Partito radicale trasnazionale con la motivazione che "credeva negli Stati Uniti d'Europa" e in questo spirito operava per promuovere una richiesta di adesione della Bosnia all'Unione europea; un appello volto a ottenere l'adesione della Bosnia all'Unione europea e' stato sottoscritto da molte autorevoli personalita' europee, tra cui oltre ottanta parlamentari europei -: quali siano gli orientamenti del Governo e quali iniziative esso abbia assunto o sia per assumere al fine di dar forza alle ragioni del diritto - del diritto internazionale e dei diritti della persona - in Bosnia e in tutta la ex-Jugoslavia, per costruire la pace su quella base; se e quali iniziative il Governo abbia assunto per dar seguito a quanto indicato nell'ordine del giorno accettato dal Governo e votato dalla Camera il 16 maggio, ordine del giorno che impegna il Governo ad avviare una verifica ai fini di un'iniziativa volta ad associare la repubblica di Bosnia all'Unione europea e a promuovere "una solenne dichiarazione di principio da parte dell'Unione europea che ne sancisca l'impegno a garantire l'integrita' territoriale della Bosnia Erzegovina in un quadro di rispetto, tutela dei diritti dell'uomo e di tutte le minoranze, pena la possibile esclusione a tempo indeterminato da ogni forma di relazione con l'Unione europea di quelle parti e di quegli stati che continuassero a perseguire con la forza lo smembramento del territorio bosniaco". (3-00586)





 
Cronologia
martedì 30 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Nel quadro di una correzione dei conti pubblici di oltre 80.000 miliardi in tre anni, il Governo annuncia per il 1996 una manovra da 32.500 miliardi.

domenica 11 giugno
  • Politica, cultura e società
    Si svolgono 12 referendum e il 58% degli aventi diritto si reca alle urne. Gli elettori respingono i quesiti relativi al divieto delle concentrazioni televisive, all'interruzione pubblicitaria durante la proiezione dei film e alla restrizione della raccolta pubblicitaria a due canali nazionali. Gli elettori respingono anche la richiesta di abolire il doppio turno nell'elezione dei sindaci di comuni con più di 15.000 abitanti. Viene invece approvato il quesito sulla privatizzazione della RAI e la richiesta di abrogazione della legge che disponeva la trattenuta automatica d'iscrizione al sindacato sullo stipendio