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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01237 presentata da STROILI FRANCESCO (LEGA NORD) in data 19950531

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del tesoro e delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere - premesso che: con la legge 12 febbraio 1982, n. 41, e con il regolamento CEE n. 4028 del 18 dicembre 1986, e' stato istituito l'istituto del fermo biologico obbligatorio, per il quale viene corrisposto un premio a favore delle imprese di pesca; con la legge n. 278 del 1988 e con le successive leggi di rifinanziamento, lo Stato italiano ha predisposto le misure dell'indennita' a favore delle imprese di pesca e dei pescatori componenti l'equipaggio delle navi; a seguito di alcune verifiche amministrativo-contabili eseguite dal Ministero del tesoro - Ispettorato generale di finanza - e' stata rilevata ed evidenziata l'illegittimita' del cumulo dell'indennita' giornaliera e del premio di fermo temporaneo a favore dell'armatore e/o proprietario che sia anche membro dell'equipaggio; agli armatori e/o proprietari imbarcati e' stato richiesto il rimborso delle somme percepite a titolo di indennita' di imbarco per il fermo biologico dell'attivita' di pesca dell'anno 1987; a tale riguardo, il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali - Direzione generale della pesca marittima e dell'acquicoltura - ha sostenuto che il pagamento dell'indennita' giornaliera agli armatori e/o ai proprietari imbarcati debba invece ritenersi legittimo, in quanto "il cumulo in capo all'armatore-componente dell'equipagio del premio di fermo temporaneo e dell'indennita' giornaliera si giustifica in virtu' della diversa finalita' che le due forme di indennizzo si propongono e delle distinte figure giuridiche di proprietario-armatore e membro dell'equipaggio"; la legge n. 278 del 1988 e le successive leggi di rifinanziamento dell'istituto del fermo biologico dell'attivita' di pesca non escludono la possibilita' che in capo allo stesso soggetto possa cumularsi l'indennita' giornaliera, prevista per i componenti dell'equipaggio a titolo di indennizzo per il periodo di fermo, ed il relativo premio, previsto per i proprietari-armatori per la mancata commercializzazione del pescato; nel comparto pesca italiano, a carattere prevalentemente familiare ed artigianale, i proprietari delle navi, il piu' delle volte, prestano lo loro opera anche in qualita' di membri dell'equipaggio; il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali ha ravvisato l'opportunita' di richiedere in merito alla questione il parere del Consiglio di Stato; il Consiglio di Stato non si e' ancora pronunciato sulla questione, ritenendo di dover acquisire l'avviso del Ministero del tesoro, ai fini dell'emanazione del definitivo parere -: se, alla luce di quanto sopra esposto e ritenuta, in assenza di una precisa disposizione di legge, implicita la legittimita' del pagamento dell'indennita' giornaliera corrisposta agli armatori e/o proprietari imbarcati, non si ritenga piu' opportuno attendere il parere del Consiglio di Stato, prima di richiedere la restituzione delle somme percepite dagli armatori e/o proprietari per il fermo biologico dell'attivita' di pesca; se l'interpretazione data dal Ministero del tesoro, circa l'illegittimita' del pagamento dell'indennita' giornaliera per gli armatori e/o proprietari, non si ritenga in contrasto con la finalita' perseguita dalla normativa in materia di fermo biologico, volta a ristorare le imprese di pesca dal danno causato dal periodo di fermo; se, considerando la peculiarita' del comparto pesca italiano, a carattere prevalentemente familiare ed artigianale, non si ritengano quantomai penalizzanti per gli armatori e/o proprietari, che dal fermo ricevono un danno diretto, le misure richieste dal Ministero del tesoro. (5-01237)

 
Cronologia
martedì 30 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Nel quadro di una correzione dei conti pubblici di oltre 80.000 miliardi in tre anni, il Governo annuncia per il 1996 una manovra da 32.500 miliardi.

domenica 11 giugno
  • Politica, cultura e società
    Si svolgono 12 referendum e il 58% degli aventi diritto si reca alle urne. Gli elettori respingono i quesiti relativi al divieto delle concentrazioni televisive, all'interruzione pubblicitaria durante la proiezione dei film e alla restrizione della raccolta pubblicitaria a due canali nazionali. Gli elettori respingono anche la richiesta di abolire il doppio turno nell'elezione dei sindaci di comuni con più di 15.000 abitanti. Viene invece approvato il quesito sulla privatizzazione della RAI e la richiesta di abrogazione della legge che disponeva la trattenuta automatica d'iscrizione al sindacato sullo stipendio