Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00523 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (PROG.FEDER.) in data 19950601

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro del tesoro, per sapere - premesso che: l'Ente Cinema spa, derivato dalla trasformazione dell'Ente Autonomo Gestione Cinema (gia' vigilato dal disciolto Ministero delle partecipazioni statali, ed oggi rientrante tra gli enti vigilati dal Dipartimento Spettacolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, nonostante il Tesoro sia l'azionista unico), ha registrato nel 1994 un deficit complessivo, a livello di bilancio consolidato, di oltre 15 miliardi di lire; tale deficit, a causa di una gestione incapace di controllare i costi, emerge nonostante lo Stato abbia fornito una sovvenzione, sempre per l'anno 1994, di oltre 27 miliardi di lire, attraverso una apposita subdotazione del Fondo Unico per lo Spettacolo (legge n. 183/1985); la capacita' di incidenza dell'Ente e delle tre societa' controllate (Cinecitta', Istituto Luce, Cinecitta' International) sul mercato cinematografico nazionale, in termini di qualificazione culturale-artistica della produzione e dell'offerta e di stimolazione del pluralismo espressivo, e' insignificante (quote di mercato inferiori all'1 per cento, per esempio, nel settore della distribuzione cinematografica); nel consiglio di amministrazione dell'Ente Cinema spa (nominato nel dicembre 1993 dall'allora Ministro del tesoro Barucci, in seno al Governo Ciampi), siedono almeno tre membri la cui incompatibilita', in termini di legge e di opportunita', appare evidente: lo stesso Capo del Dipartimento dello Spettacolo della Pdcm Rocca (responsabile dell'Amministrazione che sovvenziona l'Ente Cinema), il Direttore della Sezione Credito Cinematografico della Bnl Di Cristina, il Consigliere di Amministrazione Rai Miccio -: per quali motivi la Corte dei Conti ritardi nella elaborazione e nella trasmissione al Parlamento della relazione che la legge n. 259/1958 prevede dover essere presentata annualmente sugli enti sottoposti a controllo, tra i quali rientra l'Ente Cinema spa; si segnala che l'ultima relazione disponibile risale all'anno 1989; se corrisponda al vero che sono state effettuate operazioni disinvolte, come la concessione di una anticipazione ad un possibile coproduttore tedesco, per un importo superiore a 3,5 miliardi di lire, come spese di pre-produzione di un film da affidare alla regia di Oliver Stone, allorquando Stone non era nemmeno a conoscenza del progetto; tale somma non e' stata restituita dal coproduttore tedesco, resosi latitante; se corrisponda al vero che il livello degli sprechi della gestione attuale dell'Ente suscita allarme e preoccupazione: esemplare il dato secondo il quale risulta che l'autista (auto a noleggio e compenso dello chauffer) del Presidente dell'Ente Cinema spa Grazzini determinerebbe un costo, nel bilancio della societa', di oltre 100 milioni di lire all'anno; se corrisponda al vero che l'amministratore delegato della societa' controllata Istituto Luce, Silvio Clementelli, continuerebbe a svolgere normalmente la propria attivita' di imprenditore privato con la societa' di produzione cinematografica Clesi srl, nonostante il palese conflitto d'interessi; se corrisponda al vero che oscure manovre (anche di natura speculativa immobiliare) sembrerebbero celarsi dietro le procedure per una sbrigativa privatizzazione dell'Ente Cinema, in particolare della societa' Cinecitta', verso la quale risulta all'interrogante un interesse dell'imprenditore cinetelevisivo Cecchi-Gori; se in considerazione delle dimensioni del deficit economico di cui e' responsabile l'attuale consiglio di amministrazione ed in considerazione del livello insignificante di presenza culturale sul mercato, non ritenga il Presidente del Consiglio di dover richiedere al Ministero del tesoro di procedere all'attivazione di una indagine approfondita sulla gestione attuale e all'assunzione di ogni misura necessaria per garantire condizioni minimali di efficienza economica e di efficacia culturale rispetto alle funzioni che lo Stato attribuisce all'Ente Cinema. (2-00523)

 
Cronologia
martedì 30 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Nel quadro di una correzione dei conti pubblici di oltre 80.000 miliardi in tre anni, il Governo annuncia per il 1996 una manovra da 32.500 miliardi.

domenica 11 giugno
  • Politica, cultura e società
    Si svolgono 12 referendum e il 58% degli aventi diritto si reca alle urne. Gli elettori respingono i quesiti relativi al divieto delle concentrazioni televisive, all'interruzione pubblicitaria durante la proiezione dei film e alla restrizione della raccolta pubblicitaria a due canali nazionali. Gli elettori respingono anche la richiesta di abolire il doppio turno nell'elezione dei sindaci di comuni con più di 15.000 abitanti. Viene invece approvato il quesito sulla privatizzazione della RAI e la richiesta di abrogazione della legge che disponeva la trattenuta automatica d'iscrizione al sindacato sullo stipendio