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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01246 presentata da TURCO LIVIA (PROG.FEDER.) in data 19950601

Al Ministro della funzione pubblica e affari regionali. - Per sapere - premesso che: il Ministro della funzione pubblica Franco Frattini, con circolare, ha introdotto importanti modifiche del sistema degli orari e dell'organizzazione del lavoro; l'intervento disposto attraverso il provvedimento del Ministro stabilisce criteri rigidi per l'introduzione dell'orario spezzato, dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 15,00 alle 16,30, ed e' stato recepito direttamente dai Ministeri del resoro, delle finanze e del lavoro, nonche' dai Ministeri della pubblica istruzione, della sanita' e della giustizia che hanno inviato circolari attuative della disposizione della circolare del Ministro della funzione pubblica; le modalita' di imposizione dell'orario spezzato hanno suscitato forti reazioni da parte dei lavoratori e perplessita' da parte delle organizzazioni sindacali, in quanto la disposizione non e' collegata ad una strategia complessiva sui tempi di lavoro e non recepisce quindi gli obiettivi contenuti nell'intesa del luglio 1993 e negli accordi sulla riforma del pubblico impiego definiti con il Ministro Sabino Cassese; pur non essendo indispensabile l'approvazione da parte delle organizzazioni sindacali e' peraltro da prevedere una consultazione che colleghi il metodo scelto per la riorganizzazione degli orari al processo in atto di riforma del rapporto di lavoro e di organizzazione dei tempi nella nostra Pubblica amministrazione; il metodo scelto non pare prevedere un adeguato coinvolgimento delle organizzazioni dei lavoratori, e soprattutto l'intervento, nella sua rigidita' non pare combinarsi con una organizzazione dei tempi di lavoro che tenga in adeguato conto la necessita' di prevedere meccanismi di flessibilita', che rispondano alle richieste dei lavoratori e degli utenti; la disposizione, peraltro, non si coordina con l'organizzazione dei tempi degli enti locali e della Pubblica amministrazione prevista dalla legge n. 142 sulle autonomie locali (tempi della citta') proprio per la drastica rigidita' che pare introdurre; in alcune situazioni addirittura l'indicazione della circolare del Ministro Frattini si traduce in una riduzione nei fatti dell'orario di apertura verso il pubblico ed ostacola alcune sperimentazioni di orario in corso presso importanti enti pubblici; il mancato coinvolgimento nella definizione del sistema di orari delle organizzazioni sindacali favorisce peraltro posizioni strumentali e demagogiche contrarie pregiudizialmente alla riorganizzazione degli orari -: se non intenda affrontare le questioni sovraesposte attraverso un adeguato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nel rispetto dei criteri di flessibilita' previsti dagli accordi tra le parti sociali e dalla legge n. 142 sulle autonomie locali; se non ritenga opportuno sospendere l'immediata applicazione della circolare fino alla definizione di criteri di coordinamento con le specificita' delle singole amministrazioni, rispettando le esigenze degli utenti e dei lavoratori; se non ritenga inoltre opportuno affrontare la questione del rimborso della spesa per il pranzo e dell'estensione delle norme sull'indennita' di mensa ai lavoratori nel pubblico impiego. (5-01246)

 
Cronologia
martedì 30 maggio
  • Parlamento e istituzioni
    Nel quadro di una correzione dei conti pubblici di oltre 80.000 miliardi in tre anni, il Governo annuncia per il 1996 una manovra da 32.500 miliardi.

domenica 11 giugno
  • Politica, cultura e società
    Si svolgono 12 referendum e il 58% degli aventi diritto si reca alle urne. Gli elettori respingono i quesiti relativi al divieto delle concentrazioni televisive, all'interruzione pubblicitaria durante la proiezione dei film e alla restrizione della raccolta pubblicitaria a due canali nazionali. Gli elettori respingono anche la richiesta di abolire il doppio turno nell'elezione dei sindaci di comuni con più di 15.000 abitanti. Viene invece approvato il quesito sulla privatizzazione della RAI e la richiesta di abrogazione della legge che disponeva la trattenuta automatica d'iscrizione al sindacato sullo stipendio