Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00604 presentata da NARDINI MARIA CELESTE (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950613
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: addi' 11 maggio 1995 Aran e CGIL CISL-UIL-scuola sottoscrivevano l'ipotesi di accordo collettivo di lavoro per il comparto scuola 1994-1997; tale ipotesi di accordo si verificava dopo una lunga e immotivata vacanza contrattuale, essendo il precedente contratto (decreto del Presidente della Repubblica n. 399 del 1988) scaduto il 31 dicembre 1990; numerose organizzazioni sindacali, legittimate a partecipare alle trattative, si rifiutavano di sottoscrivere l'intesa; pur non essendo stata organizzata dalle parti contraenti alcuna forma di verifica della validita' dell'accordo mediante indizione di referendum, come - viceversa - previsto per altri accordi Governo-Sindacati; attraverso assemblee indette dalle organizzazioni firmatarie e non firmatarie emerge con chiarezza un netto rifiuto dell'intesa espresso dalla stragrande maggioranza di tutte le componenti del comparto scuola (presidi, insegnanti, personale a.t.a.); in numerose istituzioni scolastiche sono stati effettuati regolari referendum i cui risultati indicano la forte e inequivocabile necessita' della immediata riapertura delle trattative; l'interrogante, facendo salva la piena autonomia negoziale di tutte le parti, non intende esprimere giudizi di alcun tipo in merito ai contenuti della ipotesi di accordo, riservandosi di farlo, anche mediante idonei atti parlamentari, a conclusione della intera vicenda -: se ritenga legittimamente valida una ipotesi di accordo ne' sottoscritta da tutti i soggetti ammessi a trattare, ne' soprattutto legittimata dal consenso dei soggetti rappresentati; se l'intesa siglata addi' 11 maggio sia un libero accordo tra parti liberamente contraenti o una imposizione della parte governativa che, sotto specie di accordo contrattuale, ha inteso imporre, in forma impropria, un decreto governativo sottratto - peraltro - a normale controllo parlamentare; se ritenga piu' utile e produttivo impegnare le energie del Governo e dei Ministri interessati in esercizi di demagogia attraverso i tradizionali e vagamente terroristici decreti "salva-scrutini" o, viceversa, impegnarsi direttamente, d'intesa con i Ministri competenti, onde ripristinare, attraverso urgenti e concrete iniziative, una corretta dialettica effettivamente negoziale tra le parti al fine di pervenire ad una intesa negoziale che goda effettivamente del consenso della maggioranza dei soggetti interessati. EssendoLe ben noto che misure "salva-scrutini" possono al massimo occultare il dissenso, non certo produrre il miracolo di inesistenti consensi. (3-00604)