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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00133 presentata da LIUZZI FRANCESCO PAOLO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950614

La Camera, premesso: che con D.L. n. 786 del 30 dicembre 1985, poi convertito in legge il 28 febbraio 1986 n. 44, al fine di favorire lo sviluppo di una nuova imprenditorialita' giovanile nel Mezzogiorno, venivano predisposte dal Governo misure straordinarie ed incentivazioni finanziarie tese ad ampliare la base produttiva ed occupazionale, attraverso la formazione di progetti da ammettere a finanziamento; che molti di questi progetti, presentati da giovani imprenditori e societa', ritenuti validi alla istruttoria preliminare, hanno ottenuto il decreto di ammissione alle predette agevolazioni ed i finanziamenti conseguenziali, sono operativamente partiti, utilizzando cospicue somme dello Stato, ma che solo pochissimi di questi progetti sono arrivati a conclusione e sono gia' operativi, mentre la maggior parte, dopo i primi finanziamenti ottenuti ed utilizzati, hanno incontrato ed incontrano grandi difficolta' ad essere portati a termine; che per la necessita' di anticipare le somme per gli stati di avanzamento dei lavori, in quanto l'erogazione dei finanziamenti da parte dello Stato avviene a presentazione di fattura dei lavori eseguiti, ha determinato che la quasi totalita' degli imprenditori ha dovuto fare ricorso agli Istituti di Credito che praticano interessi elevati, ma soprattutto pretendono garanzie reali e personali che, nella stragrande maggioranza dei casi, non sussistono o sussistono in modo limitato, dal momento che si tratta di giovani imprenditori in possesso solo della voglia di lavorare; che gli aumenti dei costi imprevisti che si sono verificati dalla fase progettuale alla realizzazione (quasi sempre lontane per anni) non sono finanziabili e, quindi, hanno portato gli stessi Istituti di Credito a desistere da ulteriori anticipazioni; che il blocco delle anticipazioni bancarie comporta per le societa' interessate, come si e' detto, l'impossibilita' a presentare gli stati di avanzamento dei lavori e, di conseguenza, il mancato completamento dei progetti, determinando in tal modo la paralisi totale delle iniziative imprenditoriali gia' intraprese e moltissime sono ormai ferme proprio nella fase di completamento o, addirittura, gia' con le attrezzature acquistate e pronte per iniziare il ciclo produttivo; che non e' praticabile la possibilita' di fare accendere ipoteca agli Istituti di Credito per le ulteriori anticipazioni che consentirebbero il completamento e l'inizio delle attivita', dato che sugli immobili realizzati grava gia' l'ipoteca di primo grado e sulle attrezzature il privilegio di cui all'articolo 3 del D.L. 1^ ottobre 1947 n. 1075 e successive modificazioni, a favore della Cassa Depositi e Prestiti e le banche non accettano iscrizioni ipotecarie di secondo grado; che, in questa impressionante sinergia di concause negative, non avendo potuto portare a compimento le iniziative intraprese, gli imprenditori, in molti casi, sono gia' sottoposti a procedure fallimentari e in moltissimi altri casi si sono visti revocare il decreto di finanziamento; che lo Stato italiano, avendo impegnato e gia' erogato ingenti risorse economiche per finanziare progetti per l'imprenditoria giovanile e per creare posti di lavoro, non solo vedra' vanificate le aspettative della legge 44/86 ma, paradossalmente, avendo bruciato centinaia di miliardi gia' erogati, di fatto contribuira' solo a creare imprenditori falliti ed ulteriori disoccupati; che e' necessario tenere conto delle preoccupazioni allarmanti provenienti dalla imprenditorialita' giovanile del Mezzogiorno e facendosi carico di siffatta situazione di pericolo reale, predisporre rimedi urgenti, adeguati e concreti per non vanificare gli sforzi fin qui sostenuti, impegna il Governo 1) a predisporre provvedimenti adeguati per la concessione in favore delle societa' ammesse alle agevolazioni di cui alla L. 44/86 e che trovansi in gravi difficolta' economico-finanziarie, che non consentono il completamento dell'investimento e, quindi, l'inizio della attivita', di un mutuo da erogarsi da parte dello Stato pari ad almeno la meta' delle agevolazioni (contributo a fondo perduto e mutuo) gia' ottenute con il decreto di finanziamento; 2) a determinare il tasso di interesse del mutuo a concedersi pari al trenta per cento del tasso di riferimento per il bimestre nel quale avverra' la concessione; 3) a prevedere la restituzione del capitale mutuato con il versamento di sei semestralita' posticipate costanti di soli interessi e di successive quattordici mensilita' posticipate costanti comprensive di capitale e interessi alle scadenze del 30 giugno e del 31 dicembre di ciascun anno a cominciare dal 30 giugno dell'anno successivo a quello della erogazione in unica soluzione del mutuo da effettuarsi nel termine massimo di sessanta giorni dalla data di presentazione della relazione del tutore esterno a ciascuna impresa assegnato; 4) a prevedere la estensione dell'ipoteca e/o del privilegio di cui all'articolo 3 del D.L. 1^ ottobre 1947, n. 1075 e successive modificazioni, gia' esistente a favore della Cassa Depositi e Prestiti, a garanzia dell'ulteriore mutuo, degli interessi, anche di mora, nonche' delle spese e accessori. (1-00133)

 
Cronologia
domenica 11 giugno
  • Politica, cultura e società
    Si svolgono 12 referendum e il 58% degli aventi diritto si reca alle urne. Gli elettori respingono i quesiti relativi al divieto delle concentrazioni televisive, all'interruzione pubblicitaria durante la proiezione dei film e alla restrizione della raccolta pubblicitaria a due canali nazionali. Gli elettori respingono anche la richiesta di abolire il doppio turno nell'elezione dei sindaci di comuni con più di 15.000 abitanti. Viene invece approvato il quesito sulla privatizzazione della RAI e la richiesta di abrogazione della legge che disponeva la trattenuta automatica d'iscrizione al sindacato sullo stipendio

mercoledì 14 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Scissione dei Comunisti unitari dal Partito della Rifondazione comunista, per sostenere il Governo Dini nella contrapposizione con il centro-destra.

martedì 20 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla vicenda dell'ACNA di Cengio (doc. XXII, n. 14). Nella stessa seduta la Camera approva l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (Doc. XXII, n. 16).