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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00541 presentata da LUMIA GIUSEPPE (PROG.FEDER.) in data 19950615

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro del tesoro, per sapere - premesso che: una reale crescita dell'economia siciliana necessita di un sistema creditizio orientato allo sviluppo di un tessuto di piccole e medie imprese con cui rapportarsi in termini avanzati e non assistenzialistici. In tal senso, la capillare presenza del BdS sul territorio e la capacita' di offrire servizi finanziari innovativi a costi accessibili possono costituire gli elementi per mantenere il ruolo del BdS come banca siciliana con una significativa proiezione nazionale; per contro, a distanza di due anni dall'insediamento del nuovo Consiglio di Amministrazione e del nuovo Direttore Generale del Banco di Sicilia S.p.A., manca ancora una chiara e visibile strategia di rilancio dell'Istituto, che ne preservi l'autonomia e le dimensioni; inoltre, la scelta del nuovo vertice e' stata quella di penalizzare fortemente l'accesso al credito da parte degli operatori economici siciliani, riducendo drasticamente gli impieghi e spingendo cosi' molte aziende nel vortice dell'usura, vera piaga contro cui le banche dovrebbero costituire l'arma principale e ne sono spesso, invece, l'anticamera; non sono state varate iniziative utili a riguadagnare competitivita' e quote di mercato, anche attraverso innovazioni di prodotto e di processo; in particolare, e' dato riscontrare l'assenza di un progetto organico che - pur con le modeste risorse patrimoniali disponibili - avrebbe potuto e dovuto essere varato dai vertici aziendali e che costituisce presupposto indispensabile al mantenimento dell'autonomia del Banco; si sono accumulati errori gestionali ed organizzativi che hanno ulteriormente appesantito le perdite del Banco, mentre diversi consulenti e dirigenti a contratto, gia' profumatamente pagati, sono stati gratificati paradossalmente con erogazioni di premi, pur avendo prodotto risultati negativi; le professionalita' pur ampiamente presenti tra gli impiegati vengono mortificate da oltre tre anni, e non e' stato attivato alcun incentivo o riconoscimento; non e' stato avviato un reale confronto con le OO.SS. dei lavoratori, proprio nella fase piu' delicata della vita dell'Istituto, mentre si e' proceduto alla sistematica violazione degli accordi lavoristici in essere, da ultimo l'intesa tra azienda ed OO.SS. del luglio '93; i vertici aziendali hanno mostrato incapacita' o disinteresse ad instaurare un corretto rapporto con il gruppo dirigente preesistente, rispetto al quale hanno adottato una linea di comportamento ambigua, assumendo una neutralita' sospetta anche riguardo a talune situazioni particolarmente delicate verificatesi nel tempo, alcune delle quali oggetto di indagini giudiziarie. Tale ambiguita' ha impedito una reale discontinuita' ed un giudizio di merito del Banco su tutti gli alti gradi, dando corpo - cosi' - all'ipotesi di una responsabilita' solidale esclusiva del vecchio gruppo dirigente, che maschera quella dell'attuale vertice aziendale; non e' stato ancora portato a compimento l'indispensabile rafforzamento patrimoniale del Banco, mentre emergono pretestuose difficolta'. Esemplare, in tal senso, e' la mancata cessione al Gruppo Creditizio BdS; al perdurante e pernicioso contrasto di interessi tra Fondazione BdS, Regione Siciliana e Tesoro, si aggiunge la confusione determinata dalle divergenze piu' volte manifestatesi tra il vertice della Fondazione e gli amministratori della S.p.A.; tutto cio' e' ancora piu' preoccupante perche' si svolge in una fase delicatissima della vita politica del Paese, mentre gli assetti del settore vengono radicalmente modificati dall'impetuoso processo di concentrazioni e fusioni e l'economia siciliana risente ancora pesantemente della recessione e dei drammatici problemi da questa aperti; i dati del bilancio 1994, con la perdita di esercizio di 659 miliardi e la sensibile riduzione del patrimonio netto ad 837,4 miliardi, la riduzione progressiva della raccolta (- 1,4 miliardi) e degli impieghi (- 10,3 miliardi), la dimensione dei crediti in sofferenza (3.057 miliardi, pari all'11,7 per cento degli impieghi), sono indicatori di una persistente e rilevante precarieta', nonche' fonte di motivate apprensioni circa la volonta' e capacita' di garantire il futuro di un'azienda che conta 7.950 dipendenti e dovrebbe fungere da volano per il rilancio dell'economia siciliana -: quali scelte il Governo e la Banca d'Italia ritengano di adottare nell'immediato, esclusivamente in funzione del rilancio del Banco e della salvaguardia dell'autonomia dell'Istituto; se il Governo e la Banca d'Italia, in vista di tali obiettivi, ritengano che i vertici aziendali siano ancora in grado di raggiungere i tre obiettivi fissati dalla Banca d'Italia nella relazione del 1993: credibilita' di bilancio, rilancio e affidabilita' sul mercato, recupero di redditivita'; se il Governo e la Banca d'Italia ritengano utile ed opportuna la ricerca di un partner affidabile, che accompagni il processo di rilancio, inquadrando la soluzione alla crisi del BdS all'interno del sistema creditizio nazionale e non confinandola in un ambito esclusivamente regionale; quali iniziative intendono adottare il Governo e la Banca d'Italia per impedire il definitivo stravolgimento, operato nell'apposito capitolo del bilancio 1994, degli accantonamenti dovuti al Fondo Integrativo Pensionistico Aziendale e disciplinati dal verbale d'intesa sindacale del 21 dicembre 1991, i quali hanno subi'to una sostanziosa riduzione, senza che fossero stati rinegoziati i contenuti dell'accordo, il tutto in aperta violazione della legge n. 218 del 1990 (cosiddetta "legge Amato"). (2-00541)

 
Cronologia
mercoledì 14 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    Scissione dei Comunisti unitari dal Partito della Rifondazione comunista, per sostenere il Governo Dini nella contrapposizione con il centro-destra.

martedì 20 giugno
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva la proposta di istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla vicenda dell'ACNA di Cengio (doc. XXII, n. 14). Nella stessa seduta la Camera approva l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse (Doc. XXII, n. 16).