Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00553 presentata da DILIBERTO OLIVIERO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950620
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dei trasporti e della navigazione, per sapere - premesso che: nei trasporti il Governo ha provveduto con un'ordinanza a sospendere per una settimana gli scioperi e con effetti di piu' lunga durata, considerando la stessa come azzeramento totale delle procedure previste dalla legge n. 146 del 1990; questo provvedimento sposta le azioni sindacali qualora non si giungesse ad accordi tra le parti, ad un momento ancor piu' delicato e gia', infatti, si preannunciano ulteriori provvedimenti coercitivi, tal che il diritto di sciopero sarebbe sospeso per due mesi e solo per alcune parti sindacali; la sospensione generalizzata e prolungata del diritto di sciopero e' un precedente pericoloso ed inaccettabile, preludio a soluzioni autoritarie del conflitto sociale e sindacale; gran parte delle vertenze attuali nel settore dei trasporti non sono legate a mere vertenze contrattuali, ma a piani di ristrutturazione Alitalia, FS, Trasporto marittimo, basati sulla privatizzazione, lo smembramento, la terziarizzazione, la perdita di migliaia di posti di lavoro; da questi motivi dipende la ripresa della conflittualita' in tutto il comparto, la continuita' del conflitto stesso, l'asprezza delle forme di lotta, anche estreme, adottate dai lavoratori; altro motivo del conflitto sta nell'inaffidabilita' delle aziende circa il rispetto degli accordi sottoscritti e nei ripetuti comportamentali antisindacali (recentemente il Pretore di Bologna ha condannato le FS Spa per azioni antisindacali nella gestione unilaterale dei prepensionamenti, gestione che metteva in pericolo la continuita' e la sicurezza del servizio e dell'esercizio); spesso e volentieri le aziende hanno usato strumentalmente la legge n. 146 del 1990, al fine di rendere inefficace il diritto di sciopero, nonche' applicando la stessa legge in modo arbitrario e unilaterale; il provvedimento lascia perplessi anche per altri motivi e solleva numerosi interrogativi: 1) per quale motivo l'ordinanza sospende tutti gli scioperi del settore; se vi era una concomitanza indebita, perche' non si sono sospesi gli scioperi proclamati per ultimi; 2) per quali motivi sui mass media si afferma che il non rispetto dell'ordinanza comporta conseguenze penali, quando proprio la depenalizzazione e' stata fatta per far rientrare i reati nella legge n. 146 del 1990; 3) per quali motivi e' stato tenuto fuori, come sembra, dal periodo di sospensione lo sciopero del trasporto aereo indetto da CGIL-CISL-UIL per il 26 giugno 1995; con le modalita' di decisione in questione sembra quasi che si sia deciso di sostenere uno dei soggetti sindacali della vertenza, soggetto in crisi di rappresentativita' interna all'azienda (vedi anche il risultato del referendum sulle pensioni sul quale fra il personale di terra e di volo hanno vinto i NO al 70 per cento, per non citare il referendum nazionale sulle rappresentanze); le forme di protesta dei piloti sono state prese a pretesto, visto che l'ordinanza non interviene e non puo' intervenire nelle malattie al fine di creare le meritabili e comprensibili proteste degli utenti, per una azione di parte; la decisione di modificare la legge n. 146, contraddice le stesse dichiarazioni del Ministro e tende ad impedire per via legislativa l'agibilita' delle sole organizzazioni sindacali; per quanto riguarda Alitalia, appare del tutto evidente che qualsiasi soluzione della vertenza passa per il ritiro del piano di ristrutturazione e per il cambiamento della dirigenza -: se non intenda riferire con urgenza al Parlamento; se non intenda ritirare l'ordinanza e procedere con decisioni legislative e politicamente piu' corrette; quali interventi si intendano adottare per la soluzione delle varie vertenze nel settore dei trasporti; se non intenda recedere dall'intenzione di modificare la legge n. 146 del 1990. (2-00553)