Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00018 presentata da BONO NICOLA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950627
La Camera, esaminato il documento di programmazione economico-finanziaria relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 1996-1998 presentato dal Governo in data 2 giungo 1995; preso atto dei risultati positivi registrati nell'esercizio 1994, sia in termini di aumento del PIL, sia in ragione della diminuzione del tasso di inflazione, nonostante la svalutazione del cambio, che confermano la validita' delle scelte di politica economica del Governo Berlusconi, cosi' come peraltro riconosciuto anche dal Governo nel DPEF; constatato che, pur tuttavia rimane irrisolto il gravissimo problema della disoccupazione specie nelle aree depresse del paese che, malgrado il quasi totale riassorbimento delle forze di lavoro in cassa integrazione e il complessivo buon andamento della produzione, ha registrato un ulteriore incremento di circa 1 per cento, che ha portato il tasso complessivo di disoccupazione alla percentuale dell'11,3 per cento; constatato che a fronte di tale negativo aspetto e dell'altrettanto inquietante condizione complessiva di marginalita' e sottosviluppo in cui versano vaste aree del paese, nei confronti delle quali finora sono apparse inefficaci le iniziative di incentivo e rilancio economico e sociale, il Governo nel DPEF indulge a previsioni ottimistiche, fondate su aspettative incerte e sottovaluta il preoccupante fenomeno di tensione inflazionistica che rischia, al contrario, di vanificare anni di sforzi tesi, pur con le inevitabili luci e ombre delle varie stagioni della politica, a risanare i conti pubblici; rilevato, in particolare, che alle analisi contenute nel DPEF in merito agli obiettivi di bilancio per il triennio 1996-1998 e quindi alla quantificazione dei saldi, non corrisponde una coerenza dei percorsi legislativi e delle linee di indirizzo da seguire in materia di politica economica, specie alla luce della previsione di ricorrere, in sostanza, ad una manovra per l'esercizio 1996 quasi esclusivamente basata sulla leva tributaria, con le inevitabili negative conseguenze che cio' comportera' sull'economia e in termini di incremento del tasso di inflazione; rilevata la sostanziale superficialita', genericita' e ripetitivita' dei riferimenti in materia di lotta all'evasione ed elusione sul fronte delle entrate, nonche' di lotta agli sprechi, blocco delle assunzioni e quanto altro, sul fronte delle spese; considera insufficiente e inadeguato il DPEF e invita il Governo a ritirarlo ed a procedere ad una nuova e piu' corretta formulazione, sulla base dei seguenti impegni: ripresa delle linee di risanamento della finanza pubblica attuate dal Governo Berlusconi puntando per il 1996 ad un'ulteriore progressiva riduzione del rapporto debito-PIL, senza ricorso alla leva di maggiori entrate tributarie e fiscali, ma riqualificando e progressivamente riducendo la spesa e perseguendo politiche di riduzione dei tassi di interesse; riforma del bilancio dello Stato e degli enti pubblici attraverso la presentazione di un disegno di legge che, nell'indicare ruoli, funzioni e competenze dei centri di spesa, determini percorsi per una rivisitazione della spesa consolidata di bilancio e determini le condizioni per la soppressione delle norme e degli stanziamenti ritenuti inutili e comunque non essenziali; avvio urgente di concrete politiche per il lavoro e l'incremento dell'occupazione, che introducano elementi di maggiore flessibilita' in un mercato che, nell'acquisire sempre crescenti elementi di liberalizzazione, non perda di vista i doveri di tutela della dignita' umana dei prestatori d'opera e, soprattutto, non induca a comode superficiali quanto inefficaci scorciatoie ispirate alla logica della differenziazione retributiva per aree geografiche; avvio di una politica di riforma del sistema tributario ispirata ai principi della semplificazione e della umanizzazione del rapporto fisco-contribuenti. In particolare una scelta di continuita' rispetto alle linee che in materia tributaria sono state definite dal Governo Berlusconi e, segnatamente, in tema di lotta ad ogni forma di evasione ed elusione, l'attuazione dei principi dell'accertamento per adesione fondato sugli studi di settore, da completare al piu' presto, oltre all'attuazione di linee di politica tributaria ispirate al cosiddetto federalismo fiscale, che riduca al minimo e razionalizzi il vasto apparato impositivo attuale, senza aggravi per i contribuenti, ma avendo quale obiettivo la corretta responsabilizzazione a livello periferico delle scelte di Governo in funzione dei correlativi costi tributari; attuazione di una riforma previdenziale che sappia coniugare le obiettive necessita' di alleggerimento della spesa pubblica, con l'esigenza di assolvere a fondamentali e ineludibili compiti di equita' sociale; realizzazione di un serio rilancio economico delle aree depresse fondato sull'attuazione di una mirata politica di interventi strutturali che riesca ad utilizzare finalmente i fondi del cofinanziamento UE e veda canalizzate adeguate risorse nazionali. Una politica che punti soprattutto all'attrazione e coinvolgimento di capitali privati, non solo attraverso gli strumenti gia' regolamentati dall'intervento ordinario ma, soprattutto nel settore delle opere pubbliche suscettibili di redditivita', attraverso la corretta regolamentazione dell'istituto della project financing e della definizione del conseguente quadro di politiche tariffarie di riferimento; incentivazione degli stanziamenti in conto capitale, puntando alla selezione e qualificazione della spesa per investimenti; attuazione nel piu' breve tempo possibile di condizioni di stabilita' politica che sono alla base di qualsiasi strategia di governo dell'economica nel medio e lungo periodo, assumendo ogni iniziativa tesa a consentire la fissazione della data delle elezioni legislative non oltre l'autunno del corrente anno, per avviare una politica di effettivo risanamento della finanza pubblica, di rilancio degli investimenti, di riequilibrio delle aree depresse con il resto del territorio nazionale e, conseguentemente, di soluzione ai problemi dell'occupazione. (6-00018)