Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01362 presentata da CALDEROLI ROBERTO (LEGA NORD) in data 19950703
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: presso il comune di Codogno (Lodi) esiste l'opera pia casa di riposo. In piu' sedute del collegio commissariale e' stata posta all'ordine del giorno la richiesta di contributi regionali per l'acquisto di arredi e attrezzature secondo la circolare della regione Lombardia n. 18 del 19 aprile 1995; secondo la circolare di cui sopra il termine per la presentazione delle domande era fissato al 31 maggio 1995; nel corso di tali sedute e' stato comunicato che la trattazione della delibera in oggetto sarebbe stata differita a periodo successivo in conseguenza di una proroga regionale che spostava il termine di cui sopra al 31 luglio 1995; in data 30 maggio 1995 il segretario dell'ente comunicava telefonicamente ai singoli commissari che la scadenza non era stata prorogata e richiedeva l'espressione di un loro voto sulla delibera in oggetto da confermarsi mediante la sottoscrizione della bozza di delibera; un commissario, sollevando dubbi sulla legittimita' della delibera non approvata in sede di consiglio ma bensi' per via telefonica, segnalando l'imprecisione relativa ai termini di scadenza della presentazione, ha rifiutato di sottoscrivere la delibera richiedendo che il proprio rifiuto fosse motivato per iscritto nella delibera stessa; e' stato impedito di motivare tale rifiuto e il responsabile dell'ente ha deciso di sospendere l'iter della delibera; un altro commissario, contattato telefonicamente e raggiunto presso il proprio domicilio dal segretario dell'ente, ha sottoscritto la presunta delibera esprimendo un voto di astensione motivato; all'episodio di cui al precedente punto hanno assistito due testimoni; l'episodio in questione e' stato oggetto di precedente interrogazione al Ministro; con delibera del 1^ giugno 1995 la regione Lombardia ha prorogato la scadenza delle domande al 31 luglio 1995; in seguito agli episodi di cui sopra il Presidente dell'ente ha inviato due lettere al sindaco di Codogno in cui si dichiara che "la stessa delibera aveva gia' avuto l'assenso da parte di tutto il collegio commissariale nella seduta del 26 maggio 1995" e con cui si chiede la eventuale revoca dei due commissari in oggetto rei di "opposizione politica"; il Presidente, contrariamente a quanto sopra, in relazione alla votazione della delibera in oggetto, ha dichiarato, in altra sede, contraddicendosi in piu' punti: "l'ha chiesta il segretario"; "prima di tutto non e' lui (il segretario) che deve fare votare"; "e' il Presidente che deve fare votare"; "non potevo metterla in votazione in quanto non era ancora quantificata"; il segretario, in merito alla sua visita a casa della Ganelli, ha dichiarato: "non ha firmato niente, non e' stata fatta la delibera"; il segretario mette in dubbio addirittura l'esistenza del documento sottoscritto dalla Ganelli; alla luce dei fatti di cui sopra appare evidente, per affermazione degli stessi interessati, che non si e' proceduto alla votazione in questione e che quindi fosse inverificabile se la delibera avesse o meno avuto l'assenso commissariale; nel maggio '93 e' stata presentata denuncia nei confronti di un dipendente della casa di riposo per maltrattamenti e lesioni a carico di una paziente degente presso l'opera pia; il mese successivo a quello della denuncia la degente e' deceduta per crisi cardiaca; i denuncianti hanno richiesto, in tale occasione, che la congiunta potesse essere visitata dal medico di famiglia ricevendo il rifuto da parte del Presidente; le lesioni sono state certificate dal medico della casa di riposo e gli stessi carabinieri di Codogno hanno effettuato un sopralluogo e fotografie presso l'ente; l'interrogante e' in possesso di una dichiarazione firmata dai denuncianti in merito all'episodio del '93 e lo stesso e' oltretutto testimoniato da altra dichiarazione sottoscritta da un sacerdote; la dipendente accusata e' stata destinata a piano diverso rispetto a quello dove precedentemente operava ma non risulta allo scrivente che sia stato preso altro provvedimento disciplinare nei suoi confronti; in quel periodo non era nemmeno insediata la Commissione disciplinare prevista dalla normativa in vigore -: se non siano da considerare illegittime delibere valutate per via telefonica e non in sede di consiglio; come sia possibile che vengano fornite da parte dei rappresentanti dell'ente informazioni ai commissari cosi' imprecise se non addirittura false; a chi debbano essere attribuite le responsabilita' dei comportamenti di cui sopra; se non si ravvisi estremi di illiceita' nei comportamenti medesimi e, in caso affermativo, se non ritenga opportuno darne comunicazione all'autorita' competente; se non ritenga opportuna un'immediata ispezione dell'ente in oggetto; come sia possibile che la regione Lombardia possa deliberare una proroga di termini il giorno successivo alla data di scadenza dei termini stessi; se non ritenga che le contraddizioni in cui sono incorsi il Presidente e il segretario contraddistinguano una volonta' di inquinamento dell'episodio in questione; quali siano stati gli esiti della denuncia del maggio '93 di cui in premessa; perche' non sia stata preventivamente sospesa dal servizio la dipendente dell'ente accusata di maltrattamenti e lesioni; se corrisponda a verita' il fatto che nel maggio 1995 non era stata insediata la commissione disciplinare prevista dalla legge e, in caso affermativo, per quale motivo; se fosse noto o meno al Sindaco e ai Consiglieri comunali l'episodio riferito nella denuncia in oggetto al momento del rinnovo del collegio commissariale avvenuto nell'anno 1995; se non ritenga che la richiesta di decadenza di cui in premessa per "opposizione politica" indichi, da parte del Presidente, una pretestuosa volonta' di allontanare dal collegio commissariale i commissari che non concordano con le sue decisioni. (5-01362)