Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01406 presentata da OSTINELLI GABRIELE (LEGA NORD) in data 19950710
Al Ministro dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: il decreto del Ministro dell'industria del 24 aprile 1986 ha attribuito il permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi convenzionalmente denominato "Castel Seprio" in territorio delle province di Como e Varese alla societa' Pretex SpA, per la durata di anni quattro; il decreto del Ministro dell'industria del 7 novembre 1988 ha trasferito la titolarita' del permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi denominato "Castel Seprio 2" dalla Soc. Petrex S.p.A. alla Soc. Agip S.p.A.; la soc. Agip ha iniziato in data 23 maggio 1989 i lavori per l'allestimento della postazione del pozzo "Binago 1" in territorio del comune di Binago; il 17 agosto 1989 sono effettivamente iniziati i lavori di perforazione del pozzo "Binago 1" con battitura della colonna da 32"; il sindaco del comune di Binago, con ordinanza n. 102 del 15 agosto 1989, ha ordinato alla soc. Agip la sospensione dei lavori, paventando un rischio di inquinamento delle falde acquifere superficiali in osservanza del decreto del Presidente della Repubblica 236/88; il 24 aprile 1990 scadeva il 1^ periodo di vigenza ed aveva inizio il II periodo, la soc. Agip riduceva l'area interessata da 31.787 ha a 23.719 ha e rinviava l'esecuzione del pozzo esplorativo "Binago 1"; il TAR della Lombardia, con decisione n. 1.329/91, ha accolto il ricorso proposto dalla societa' Agip avverso l'ordinanza sindacale; il 16 gennaio 1992 con decreto ministeriale il II^ periodo di vigenza e' stato prolungato di un anno, cioe' fino al 24.04.1993; in data 14 maggio 1992 il sindaco del comune di Binago ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sopramenzionata sentenza del TAR; il 29 dicembre 1992 il Ministero dell'industria ha abilitato la Soc. Agip ad operare essendo stata annullata per illegittimita' l'ordinanza presentata dal sindaco di Binago al TAR. A tale data la societa' Agip ha gia' investito 6.300 milioni di lire e si accinge ad investire 15.000 milioni di lire per la perforazione del pozzo; il 10 settembre 1993 il Ministero dell'Industria su richiesta della Soc. Agip accoglie la domanda di sospensione temporale del II^ periodo di vigenza portando la relativa data di scadenza al 12 agosto 1995; il 12 giugno 1995 la societa' Agip presenta un'istanza per ottenere una seconda proroga con decorrenza del II periodo di vigenza dal 12 agosto 1995 e scadenza definitiva il 12 agosto 1998 sotto condizione che la Soc. Agip riprenda la perforazione del pozzo "Binago 1". a tutt'oggi il Consiglio di Stato non si e' ancora pronunciato in merito al ricorso del comune di Binago; qualora i lavori di perforazione e ricerca non inizino entro la data del 12.08.1995 la Soc. Agip perdera' il titolo minerario; il territorio interessato dalla presenza dei pozzi - zona del Seprio - e' caratterizzato da rilevanti insediamenti abitativi e da una forte attivita' industriale e commerciale. Si evidenzia altresi' che allegata alla comunicazione di inizio dei lavori del 27 marzo 1989, trasmessa dalla Soc. Agip al comune di Binago, c'era una cartografia datata 1950, epoca in cui la zona del Seprio era nota per la pesca e la caccia; i gravi problemi attuali di viabilita' interessanti l'area delle province di Como e Varese sarebbero ulteriormente incrementati dall'entrata a regime dell'impianto in oggetto; la realizzazione del progetto della societa' Agip non avrebbe ricadute positive di alcun tipo, ne' occupazionale ne' produttivo per la zona interessata, bensi' un solo sicuro danno ambientale per un'area gia' pesantemente urbanizzata; il pozzo dell'Agip e' situato ad una distanza di 120 metri dal pozzo "Acacia 3" e di 205 metri dal pozzo n. 2 della rete di approvvigionamento idropotabile del comune di Binago, nonche' ad una distanza di 240 metri circa da un elettrodotto avente una capacita' di 380.000 volt; lo scorso anno si e' verificato un grave incidente all'impianto di Trecate della succitata societa' Agip, che ha comportato un notevole danno all'ambiente, oltre alla giustificata preoccupazione della cittadinanza che risiede in prossimita' di impianti di questa natura -: se sia stato predisposto, prima dell'inizio dei lavori nel 1989, uno studio di valutazione di impatto ambientale per il progetto in questione, in considerazione anche degli scarichi da combustione gia' nella fase di trivellazione (circa 5.000 litri di gasolio consumati al giorno); se lo studio di fattibilita' ha previsto altre alternative rispetto alla localizzazione attuale del pozzo, considerato che la perforazione dovra' raggiungere almeno una profondita' di 5.500 metri e quali le ragioni di scelte antieconomiche visto che lo strato di gonfolite risulta essere inferiore in zone limitrofe; se il Ministero per l'ambiente abbia effettuato o intenda effettuure tramite gli uffici preposti dei controlli su un possibile inquinamento della falda idrica che alimenti i pozzi del comune di Binago e se abbia verificato l'esistenza di misure protettive da tale inquinamento previste e approntate dalla societa' Agip; se il Ministero dell'interno abbia predisposto, tramite gli uffici della Protezione Civile, un piano di intervento nel caso di incidente. (5-01406)