Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00594 presentata da SITRA GIANCARLO (PROG.FEDER.) in data 19950711
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dell'ambiente e dei trasporti e della navigazione, per sapere - premesso che: con decreto 27 dicembre 1991 del Ministro dell'ambiente veniva istituita la riserva naturale marina, denominata "Capo Rizzuto", che interessa l'area marina costiera dei comuni di Crotone e di Isola Capo Rizzuto, da Capo Donato a Barco Vercillio per una superficie complessiva di circa 13.500 ettari; all'interno dell'area di riserva, detta "generale" o zona B, estesa fino alla profondita' di 100 metri, sono state individuate due zona di riserva "integrale" o zona A: la prima posta nella baia di Cicala-Scifo e la seconda intorno al promontorio di Capo Cimiti fino all'isobata dei 30-35 metri; le due zone, A e B, sono caratterizzate da un diverso regime di tutela e conseguenti vincoli; la gestione della riserva marina e' affidata provvisoriamente all'Ispettorato centrale per la difesa del mare che si avvale, a tal fine, della competente Capitaneria di Porto di Crotone; nel regolamento di organizzazione e' stata prevista l'istituzione di un comitato tecnico-scientifico con compiti di ausilio all'Ente gestore ed alla Commissione di riserva; in realta', ad oggi, esiste solo la Commissione di riserva, la quale e' carente nei suoi componenti della pluralita' dei soggetti interessati: in particolare e' carente la rappresentativita' dei pescatori e degli operatori economici locali; la gestione fin qui attuata della riserva e' stata caratterizzata esclusivamente dal governo dei vincoli. Infatti la riserva lungi dal rappresentare un'occasione di valorizzazione ambientale e di sviluppo socio economico del territorio sta generando ostilita' e malcontento tra le popolazioni locali, gli operatori turistici ed i pescatori dal momento che i vincoli e le limitazioni poste penalizzano fortemente le attivita' economiche esistenti. Basti pensare che lungo le coste interessate della zona A di riserva integrale gia' sede di numerosi insediamenti turistici (campeggi, villaggi, alberghi ecc.) e' vietata la balneazione, la navigazione a remi, l'accesso e la sosta di navi anche per motivi di rifugio dall'imperversare delle cattive condizioni del mare ed atmosferiche in un tratto di mare di forte pericolo per i naviganti come e' appunto quello al largo di Capo Colonna; il previsto divieto della pesca anche oltre l'isobata di 65 metri e fino a quella dei 100 metri per tutto il perimetro della riserva (tratto di mare per altro non significativo ai fini della riserva stessa), secondo l'esperienza realizzata dai pescatori, e' motivo ne' di valorizzazione ne' di ripopolazione ittica, ma di desertificazione con crescita impetuosa della mucillaggine; la carenza di elementi conoscitivi (scientifici) e l'assenza di un Ente gestore sono causa del mancato decollo della riserva e degli obiettivi positivi posti nel decreto istitutivo, cosi' come sono motivo di ritardo e di confusione il continuo mutamento di indirizzo della Consulta per la difesa del mare ed il recente accorpamento dell'Ispettorato centrale per la difesa del mare al Ministero dell'ambiente -: quali iniziative i Ministri interpellati intendano assumere perche' la riserva marina Capo Rizzuto, lungi dall'essere una occasione di nuove tensione ribellistiche in un'area assetata di lavoro ed individuata con legge dello Stato "area di crisi" ed un nuovo ostacolo allo sviluppo, diventi invece il volano di un nuovo modello di sviluppo compatibile con la valorizzazione dell'ambiente in un territorio a forte vocazione turistica; in particolare se il governo non ritenga urgente assumere i provvedimenti necessari atti a: 1) superare la gestione provvisoria della riserva da parte dell'Ispettorato centrale per la difesa del mare del Ministero della marina mercantile ed affidare la stessa ad un Ente gestore che veda protagonisti gli Enti locali, quali la provincia ed il comune di Crotone, il comune di Isola Capo Rizzuto, le Associazioni competenti in materia, le Categorie degli operatori locali direttamente ed indirettamente coinvolti; 2) attuare uno studio dettagliato di tutta l'area della riserva che superi le improvvisazioni che hanno portato ad una perimetrazione dell'area di riserva assai discutibile, anche sotto il profilo scientifico; 3) conseguentemente modificare il perimetro della riserva; 4) istituire il Comitato tecnico-scientifico di cui all'articolo 8 del decreto; 5) modificare ed integrare la Commissione di riserva con l'ingresso di rappresentanze dei pescatori e degli operatori turistici. (2-00594)