Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00593 presentata da GAGGIOLI STEFANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950711
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: da documenti ufficiali del Ministero dell'interno risulta che a tutt'oggi sono ancora incredibilmente numerosi i servizi di vigilanza preposti alla tutela di obiettivi politici ed istituzionali, di Ambasciate e Consolati, di abitazioni e residenze di personaggi della politica, dello spettacolo, dell'imprenditoria e dell'industria, del giornalismo, etc; tali servizi di "scorta" vengono garantiti paradossalmente anche a magistrati non piu' tali, a ministri e parlamentari decaduti o indagati (si pensi, ad esempio, all'ex onorevole Claudio Martelli), a direttori di taluni organi di stampa e, addirittura, alle vedove di deceduti Presidenti della Repubblica (mi riferisco alle vedove Gronchi e Pertini); tutto cio', oltre a gravare paurosamente sulle gia' esangui casse dello Stato, sottrae risorse umane che per istituto dovrebbero assicurare la lotta al fenomeno della criminalita' attraverso un reale e piu' efficiente controllo dell'intero territorio nazionale; le procedure utilizzate per assegnare una "scorta" sembrano obbedire piu' ad una concezione clientelare, che ad una rigorosa osservanza degli orientamenti espressi dai competenti organi tecnico-investigativi dell'Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato che, molto spesso, dichiarano ingiustificata la concessione del "beneficio" de quo per la manifesta non risultanza di elementi di pericolo verso questa o quella personalita'; l'attuale Governo continua a disattendere vergognosamente le innumerevoli iniziative che il Sindacato Autonomo di Polizia assume per richiamare gli organismi preposti alla gestione di questo delicato settore a porre un freno moralizzatore alla concessione di questo vecchio "beneficio di Stato" -: se il Governo non ritenga di dover procedere con la massima urgenza alla "riorganizzazione" dei servizi di cui sopra attraverso una revisione delle metodologie finora adottate dal Ministero dell'interno e dai Comitati provinciali dell'Ordine e Sicurezza Pubblica nella individuazione dei casi in cui la "scorta" o il "posto fisso sotto casa" sono da ritenersi indispensabili per la tutela dell'incolumita' fisica del soggetto verosimilmente considerato a rischio. (2-00593)