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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00597 presentata da BRUNETTI MARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA - PROGRESSISTI) in data 19950712

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della pubblica istruzione, per sapere - premesso che: in data 8 febbraio 1995 con interrogazione del sottoscritto diretta a codesto Ministro si chiedeva un intervento tempestivo per bloccare i propositi di chiusura della scuola media di Plataci, paese di origine albanese in provincia di Cosenza, insediato dal XV secolo nelle montagne dell'Alto Jonio cosentino. Le ragioni di tale intervento traevano origine dal fatto che il depotenziamento delle attuali strutture scolastiche avrebbe accelerato il processo di omologazione e la conseguente perdita di una preziosita' etnico-linguistica che costituisce, oggi, un patrimonio culturale divenuto laboratorio di ricerca e punto di riferimento per studiosi italiani e stranieri; ad una prima fase di sospensione della decisione, derivante da un malinteso processo di "razionalizzazione della rete scolastica" della provincia, pare ora si stia concretizzando il proposito della chiusura della scuola che avrebbe come conseguenza la mortalita' scolastica degli alunni frequentanti la medesima, giacche', per le condizioni economiche precarie della popolazione e le difficolta' di comunicazione con il comune a cui quegli alunni verrebbero aggregati, indurrebbe i medesimi all'abbandono, producendo un deplorevole analfabetismo di ritorno; come l'interpellante ha avuto modo di precisare nella precedente iniziativa ispettiva, la decisione di chiudere la scuola non trova ragioni formali se non evidenziare una volonta' punitiva deprecabile perche' l'ordinanza 315 del 9 novembre 1994 del Ministro della pubblica istruzione, in deroga ai criteri generali, sostiene che "ai sensi di quanto previsto dall'articolo 21 della legge 31 gennaio 1994, n. 97, nei comuni montani (Plataci e' collocato nello Sparviero a circa 1000 metri di altitudine), classificati come tali dall'articolo 1, comma 3, della legge richiamata ed aventi meno di 5000 abitanti (il comune in discussione non arriva ai 1500 abitanti), possono essere costituiti istituti autonomi comprensivi di scuola materna, elementare e secondaria di primo grado e, all'articolo 9, richiamando il decreto del Presidente della Repubblica 419 del 1974 - articolo 3 - estende gli interventi "mirati ad assicurare piena continuita' educativa tra i diversi gradi di istruzione" anche "nelle piccole isole e nelle aree geografiche con peculiari caratteristiche etniche o linguistiche"; sarebbe bizzarro, tra l'altro, se proprio dalle autorita' scolastiche venissero decisioni in contrasto con le leggi dello Stato (la cosiddetta legge sulla montagna) e si riscontrassero nello stesso Ministero della pubblica istruzione atteggiamenti che disattendessero ordinanze da esso stesso emanate (indirizzi in deroga per la salvaguardia delle minoranze lingusitiche). E cio', proprio nel momento in cui il Parlamento e' impegnato ad esaminare un progetto di legge, presentato dall'interpellante, che detta norme in materia di salvaguardia delle lingue minoritarie che prevede, tra l'altro, l'insegnamento della lingua materna nelle scuole dell'obbligo in sintonia, del resto, con le direttive del Parlamento Europeo. In questo contesto, operare per lo smantellamento della scuola media esistente, disvelerebbe un attacco tanto premeditato quanto ingiustificato a precise norme costituzionali che stanno alla base dell'ordinamento democratico del nostro Paese -: cosa abbia fatto o cosa intenda fare in proposito e, in ogni caso, quali siano i provvedimenti che immediatamente intenda assumere per impedire atti, atteggiamenti o decisioni in contrasto con la normativa vigente, alimentando un "genocidio linguistico" che colpirebbe gli interessati, ma offenderebbe, se realizzato, l'intera cultura italiana. (2-00597)

 
Cronologia
martedì 11 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Dopo un'offensiva durata alcuni giorni l'esercito serbo-bosniaco riesce ad entrare definitivamente nella città di Sebrenica. Nei giorni successivi i militari metteranno in atto una strage che costerà la vita ad oltre 8.000 civili.

giovedì 13 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Presidente del Consiglio Dini invia una nota al Presidente francese Chirac contro la decisione della Francia di riprendere i test nucleari nell'atollo di Mururoa.