Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01416 presentata da DE SIMONE ALBERTA (PROG.FEDER.) in data 19950712
Al Ministro dei beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: studi molto approfonditi documentano che il Ciborio bronzeo attribuito a Jacopo del Duca allievo di Michelangelo Buonarroti, e' ascrivibile alla Certosa di San Lorenzo di Padula; durante il restauro sono state scoperte le date di fusione del ciborio, tracciate nella cera esistenti all'interno dello sportello con la Crocifissione (27 gennaio 1574) e nell'elemento superiore del piede strombato (30 marzo 1572); l'appartenenza alla Certosa suddetta e' documentata dai seguenti dati: a) la graticola, simbolo della dedicazione laurenziana - ed in particolare della Certosa di San Lorenzo alla Padula - fusa nel bronzo delle pelte della cupola; b) la tradizione e le descrizioni del ciborio in loco (1763, Salmon); c) la vicenda, documentata, dello spostamento del ciborio nelle sue parti - perfettamente descritte - da Padula a Napoli nel 1813, in seguito alla soppressione napoleonica del convento (La Certosa, 1985, p. 80; revisione nella relazione di restauro 1984: confrontare allegati); d) l'esistenza, nella Certosa di Padula, di una base in pietra ad esso perfettamente adattata sia per dimensioni che per misure. In conseguenza di tale certezza e del fatto che il Ciborio puo' considerarsi l'unico manufatto superstite del prezioso arredo della Certosa di Padula andato disperso. Dal 1988 e' stato, con disposizione scritta del direttore generale pro tempore dell'ufficio centrale per i beni ambientali, archeologici, architettonici, artistici e storici del Ministero per i beni culturali e ambientali, definitivamente sistemato in Certosa, trasferendolo dal Museo Capodimonte dove era; il Ciborio a Padula ha trovato dunque la sua collocazione esattamente dov'era nel secolo XVIII: sull'altare della sagrestia, dove fu descritto all'epoca da cronisti e viaggiatori -: se sia vero che l'attuale sovrintendente ai BAAS di Napoli rivendica presso gli organi ministeriali, con veemente insistenza, la proprieta' al museo napoletano di Capodimonte di tale Ciborio richiedendone un nuovo trasferimento da Padula a Capodimonte in contraddizione con quanto disposto nel 1988 dal direttore generale pro tempore; in caso di risposta affermativa, quali iniziative intenda assumere codesto Ministero per contrastare una visione cosi' miope e personalistica della gestione del patrimonio culturale e artistico nazionale e garantire che il Ciborio che e' proprieta' del Demanio dello Stato rimanga nella Certosa di San Lorenzo. (5-01416)