Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00390 presentata da CHIAVACCI FRANCESCA (PROG.FEDER.) in data 19950719
La Commissione speciale competente in materia d'infanzia, considerato che la tragedia che si sta consumando nella ex Jugoslavia subisce in questi giorni una brusca accelerazione, che si esplica nell'attacco criminale e scellerato da parte dei serbo bosniaci alle "aree protette", nelle atrocita' che vengono compiute nei confronti della popolazione civile che si configurano anche come vera e propria pulizia etnica, nel dramma di migliaia di profughi costretti a fuggire dalle loro citta' senza nessun mezzo di sostentamento materiale e in quello di chi e' costretto a rimanere confinato in un territorio obbligato; considerato altresi' che dentro questa tragedia se ne consuma una di dimensioni incalcolabili: quella dei crimini compiuti contro i bambini. Le immagini atroci provenienti dalla Bosnia ci mostrano infatti bambini uccisi, feriri, orfani, comunque segnati per sempre dall'esperienza drammatica di una guerra che ha interrotto la loro infanzia; ritenuto che, di fronte a questo, le istituzioni di ogni paese non possono rimanere a guardare, anche in relazione al comma 4 dell'articolo 38 della Convenzione sui diritti dei fanciulli di New York dei 1989, ratificata dal nostro paese con legge 27 maggio 1991, n. 176, che parla di obbligo per gli Stati, in virtu' del diritto umanitario internazionale, di proteggere la popolazione civile in caso di conflitto armato, di adottare ogni misura possibile a livello pratico affinche' i fanciulli coinvolti in un conflitto armato possano beneficiare di cure e protezione"; ricordato inoltre che la sentenza del Tribunale permanente dei popoli sulla violazione dei diritti fondamentali dell'infanzia e dei minori pubblicata il 4 aprile di questo anno fa presente che "sono 15.000 i bambini feriti nei territori dell'ex Jugoslavia; i cecchini di Serajevo sparano preferibilmente ai bambini, perche' l'uccisione di un adulto non fa piu notizia, mentre l'uccisione di un bambino ancora ma forse non piu' per molto a causa dell'assuefazione - fa notizia". Il che deve responsabilizzare maggiormente gli organi di informazione rispetto alla spettacolarizzazione della guerra ed ai rischi di stumentalizzazione; ritenuto che, di fronte ai rischi di' indifferenza e di assuefazione, il Governo deve innanzitutto adoperarsi in tutte le forme che gli sono possibili perche' alle popolazioni colpite e in particolare alla parte piu' debole di queste (donne e bambini) giungano gli aiuti umanitari provenienti dal nostro Paese. Da mesi lavorano infatti in questo senso centinaia di associazioni, gruppi di volontariato, enti locali, parrocchie, comitati autorganizzati di cittadini. Molto del lavoro attivato da questo settore della societa' ha riguardato proprio i bambini della ex Jugoslavia ed ha coinvolto migliaia di famiglie italiane negli affidi a distanza, decine di enti locali in progetti di accoglienza per periodi medio-lunghi, centinaia di bambini italiani in gemellaggi tra scuole, scambi epistolari. Invio di materiale didattico. In questi giorni, questa materia di solidarieta' umana va rafforzandosi, di fronte all'acuirsi del conflitto. E' una catena che vive comunque solo del sostegno del volontariato. delle famiglie affidatarie e dei gesti di solidarieta' dei singoli cittadini; ritenuta pertanto la necessita' di un forte impegno inteso a sostenere e a promuovere tutte queste azioni, impegna il Governo a sostenere concretamente, con forza e con attenzione maggiori, tutti i progetti e le azioni rivolte all'infanzia, con l'obiettivo futuro di veder rispettato anche nella ex Jugoslavia il diritto dei banibini a vivere nella propria citta' e con la propria famiglia; ed in particolare; a migliorare ed aumentare le capacita' recettive per i profughi provenienti dalle zone di guerra, mettendo prioritariamente a disposizione di questi ultimi le strutture ricettive alberghiere e di soggiorno di cui dispongono lo Stato o altri enti pubblici; ad avviare una campagna nazionale di informazione volta ad incoraggiare gli affidi e/o i programmi di ospitalita' presso famiglie italiane, utilizzando il servizio pubblico radiotelevisivo ed istituendo un numero verde che fornisca notizie al riguardo; a realizzare, per quanto possibile, il mantenimento dei nuclei familiari e la vicinanza tra genitori e figli nei progetti di ospitalita' e accoglienza; a coinvolgere attraverso forme di consultazione permanente e a stimolare, assumendosene il coordinamento, gli enti locali nella realizzazione di detti progetti; a potenziare e agevolare il lavoro, che finora. E' stato svolto in maniera positiva ma non ancora sufficiente, dal Comitato per i minori istituito presso la Presidenza del Consiglio; a rendere meno difficili e piu' spediti tenendo conto anche della fase attuale di grande emergenza, i procedimenti di approvazione dei progetti da parte della Presidenza del Consiglio; a rendere operative e, laddove non sia stato fatto, a promuovere la conclusione di convenzioni tra Ministero della difesa ed enti interessati riguardanti il trasporto dei bambini dai posti di frontiera ai vari Comuni di destinazione; a fare da tramite e da garante attraverso il Ministero degli affari esteri, con i Governi Croato e Sloveno per il transito di questi bambini nel loro viaggio verso l'Italia, transito che attualmente comporta invece ingenti costi per il volontariato; a sostenere e ad attivare tutti i progetti che in quei territori intendano operare per la ricostruzione del tessuto scolastico (dalla vera e propria ricostruzione degli edifici, ai gemellaggi "epistolari" tra scuole italiane e scuole della ex Jugoslavia, all'invio di materiale didattico); a sostenere e attivare progetti (gia' felicemente sperimentati) che prevedono il soggiorno di gruppi interetnici di bambini della ex Jugoslavia finalizzato allo studio, allo sport, alle cure; a sostenere ed attivare tutte le azioni che prevedono l'assistenza, sanitaria e le cure mediche di bambini nei malati o gravemente feriti, consentendo comunque la presenza accanto a questi di un accompagnatore a cui vengano assicurate garanzie di mezzi di sussistenza durante il periodo di permanenza nel nostro paese. (7-00390)