Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00392 presentata da MORSELLI STEFANO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950719
Le Commissioni III e IV, premesso che: la situazione della ex-jugoslavia e' ormai precipitata dimostrando il totale fallimento delle risoluzioni dell'ONU. Anche il Papa definisce la carneficina bosniaca "l'abisso della abiezione" e ci sprona ad un intervento, anche militare, che serva a por fine al genocidio in atto e a sottrarre quelle terre martoriate alla barbarie di una guerra che sembra ben lontana dal risolversi senza innumerevoli stragi tra le diverse etnie; tutte le trattative di mediazione internazionale non hanno dato esito positivo, a parte temporanee tregue, anzi, sono risultate peggiorative sul morale di quelle popolazioni che credevano di poter giungere alla pace grazie all'intervento dei diplomatici e che hanno dovuto constatare col sangue, sotto i colpi dei cecchini e dei mortai, che la soluzione era ancora ben lontana; a questo punto bisogna prendere atto dell'impotenza e dell'inefficienza dell'ONU delle azioni finora intraprese e occorre analizzare le mosse future attraverso due punti di vista: 1) se il contingente di pace dell'ONU dovesse ritirarsi abbandonando quelle terre alla barbarie e ad una inevitabile catastrofe, la ritirata determinerebbe non solo una irrimediabile e definitiva crisi delle Nazioni Unite, ma una situazione incontrollabile tale da mettere in pericolo la pace e gli equilibri internazionali. Non e' pertanto un percorso attuabile. Allora tanto varrebbe chiedersi perche' non sia stato fatto prima evitando di illudere quelle popolazioni che, fiduciose nell'organizzazione internazionale, hanno sperato in una pace imposta dall'ordine mondiale; 2) se si decide che l'unico intervento possibile per riportare la pace e' quello di una azione militare nella ex-jugoslavia, allora gli Stati dell'Unione europea e le forze della NATO e la Russia dovranno studiare attentamente la fattibilita' e l'efficacia di un piano militare di pronto intervento per obbligare i contendenti alla pace, liberando le citta' occupate e ristabilendo i confini fra i territori; solamente dopo aver ristabilito l'ordine potranno essere riprese le trattative diplomatiche con le diverse fazioni in lotta; in questo caso e' necessario che anche l'Italia faccia la sua parte, ben sapendo della delicatezza e della difficolta' di un intervento armato, ma nella consapevolezza che e' in gioco la stessa sopravvivenza di intere popolazioni, la credibilita' dell'Europa e del mondo civile e la stabilita' politica nei rapporti internazionali; impegnano il Governo: a tale scopo a coordinare con i partners europei, con gli alleati della NATO e in accordo con la Russia, un piano di intervento militare immediato, al quale deve partecipare anche l'Italia. (7-00392)