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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00398 presentata da MELANDRI GIOVANNA (PROG.FEDER.) in data 19950720

La III Commissione, considerato che: dal 4 al 15 settembre 1995 si terra' a Pechino la Quarta Conferenza mondiale sulle donne organizzata dall'ONU; dal 1^ giugno 1995 e' entrata in vigore in Cina, paese ospitante la Conferenza, una legge recante "Legge 27 ottobre 1994, n. 33, in materia di assistenza materna ed infantile"; tale legge prevede agli articoli 8 e 9 l'obbligatorieta' di un esame medico prematrimoniale per le coppie che intendono sposarsi, esame volto ad identificare l'eventuale presenza di non meglio specificate "gravi malattie genetiche, particolari malattie infettive o malattie mentali", con obbligo, per la coppia a cui siano state diagnosticate "malattie genetiche considerate incompatibili con la procreazione" di posticipare la data del matrimonio e di sposarsi solo "qualora si impegni a fare uso di misure contraccettive a lungo termine o a sottoporsi ad un intervento di sterilizzazione"; tale legge prevede altresi' agli articoli 18 e seguenti l'obbligo per le gestanti di sottoporsi ad un esame prenatale, volto all'identificazione nel feto delle ugualmente non meglio specificate "gravi malattie genetiche" di cui sopra, o di "gravi anomalie", con conseguente obbligo del medico "di consigliare alla coppia di interrompere la gravidanza" in tale evenienza; tale legge prevede infine per le donne che abbiano dato alla luce un bambino con gravi anomalie, di "sottoporsi ad esami medici obbligatori prima di una seconda gravidanza"; risultano palesi, sia pur nella genericita' di alcune di queste prescrizioni normative, gli intenti chiaramente eugenetici di tale legge, cosi' come piu' in generale della politica demografica "una coppia, un figlio" attuata in Cina gia' dal 1979, che vuole dare una risposta al problema, pur grave, della crescita demografica in Cina attraverso l'imposizione forzosa di forme di controllo coattive che mortificano la dignita' della persona e scelte libere e responsabili in materia di procreazione; e' altresi' noto, cosi' come denunciato a piu' riprese da Amnesty International, come la politica di controllo demografico in vigore dal 1979 in Cina sia caratterizzata da una pratica quotidiana di pressioni morali e psicologiche nei confronti delle coppie per incentivare il ricorso alla sterilizzazione e al rispetto della regola "una coppia, un figlio", dal ricorso all'aborto forzato per donne immigrate che non garantiscano il loro ritorno nelle aree geografiche di origine e per donne sole e infine dalla definizione di "quote" consentite di figli per unita' produttiva; inoltre tali prescrizioni sono tanto piu' gravi nella misura in cui affidano ai singoli medici e alle singole strutture sanitarie territoriali il compito di identificare piu' precisamente le modalita' attuative a seconda delle specificita' territoriali, prevedendo forme di applicazione territorialmente diverse e palesando, per cio' solo, l'intento delle autorita' cinesi di attuare con ogni mezzo forme di eliminazione di alcune minoranze etniche, prima tra tutte quella tibetana; proprio dal Tibet provengono sempre piu' insistentemente notizie terribili circa l'imposizione coatta da parte delle autorita' cinesi di forme di controllo demografico aberranti (sterilizzazioni forzate, imposizione di aborti, addirittura infanticidi in caso di nascita di bambine); in tal senso, dobbiamo altresi' registrare il fenomeno delle "bambine mancanti", determinato dalla mancata registrazione all'anagrafe delle bambine, da aborti selettivi, da infanticidi di neonati di sesso femminile e dall'abbandono di queste ultime, insieme con i bambini malati o handicappati, in orfanotrofi che non e' sbagliato paragonare a vere e proprie "camere della morte", nelle quali i bambini, abbandonati a loro stessi e privi delle piu' elementari forme di assistenza diventano facilmente vittime di ogni sorta di malattie; si registra attraverso questa politica di controllo demografico una palese violazione dei diritti umani, in particolare con una discriminazione delle bambine che inizia gia' prima della nascita; cosi' facendo la Cina si pone apertamente in contrasto con il Programma d'Azione approvato dalla conferenza del Cairo sulla popolazione del 1994, programma peraltro da tale Paese sottoscritto, che vieta ogni forma di politica di controllo demografico ispirata a principi di coercizione; se cio' non bastasse la Cina si pone altresi' in contrasto con le convenzioni internazionali sui diritti umani e sulla tutela delle minoranze, come peraltro gia' da tempo denunciato ad esempio da Amnesty International; cio' e' molto piu' grave qualora si consideri che, a poche settimane dall'avvio dei lavori della conferenza di Pechino, la Cina, Paese ospitante, ha approvato la legge del 27 ottobre 1994 in materia di assistenza materna ed infantile, chiaramente lesiva di scelte libere e responsabili sulla procreazione e che introduce una pericolosa affermazione di valutazioni eugenetiche nella "selezione" delle nascite; risulta che ad alcune Organizzazioni non governative di donne tibetane e di Taiwan sarebbe stato posto dal governo cinese il veto per la loro partecipazione al Forum delle ONG che si svolgera' parallelamente alla Conferenza di Pechino; impegna il Governo: nel sollevare in ogni occasione utile sul piano bilaterale la questione del rispetto dei diritti umani in Cina, a portare all'attenzione del Governo di Pechino anche la criticabile formulazione della legge 27 ottobre 1994 in materia di assistenza materna ed infantile, cosi' come di ogni altra pratica forzosa attualmente in essere di controllo demografico, soprattutto di quelle praticate in forma discriminatoria nei confronti delle minoranze etniche e delle bambine; ad attivarsi in ogni sede multilaterale ed in particolare nell'ambito dell'Unione Europea, affinche' venga richiamata l'attenzione del Governo cinese sull'importanza del rispetto, anche sul piano normativo interno, dei principi affermati nel Programma d'azione approvato al Cairo da esso condiviso; ad attivarsi, infine, nei confronti delle autorita' cinesi affinche' sia garantita la piu' ampia e libera partecipazione di tutte le ONG - in particolare senza l'esclusione del Tibet e di Taiwan - al Forum delle ONG che si svolgera' contemporaneamente ai lavori della Conferenza. (7-00398)

 
Cronologia
venerdì 14 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva con due distinte votazioni, gli emendamenti 12.91 e 23.9 del Governo al disegno di legge A.C. 2549 recante riforma del sistema pensionistico, su cui il Governo ha posto la questione di fiducia.

venerdì 21 luglio
  • Politica, cultura e società
    I popolari di Rocco Buttiglione, ribadiscono la scelta di allearsi al centrodestra e danno vita a una nuova formazione: i Cristiano Democratici Uniti (CDU).