Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00397 presentata da GIACCO LUIGI (PROG.FEDER.) in data 19950720
La XII Commissione, premesso che: la sanita' pubblica, baluardo per la difesa dello stato sociale e indicatore principe del livello della qualita' della vita, in molte aziende sanitarie locali della Regione Campania viene gestita senza una vera progettualita' globale ma nella sola ottica di fronteggiare le emergenze sanitarie quotidiane; la divisione in 13 aziende sanitarie locali del territorio regionale ha creato di fatto uno squilibrio di livello assistenziale tra gli utenti di aziende sanitarie locali sedi di aziende ospedaliere ad alta specialita' e gli utenti di aziende sanitarie locali sedi di ospedali inquadrati come DEA di I livello o PSA con limitato numero di branche specialistiche; in quasi tutte le aziende sanitarie locali campane l'attivazione dei distretti sanitari di base, intesi come comprensori sanitari nei quali l'interazione tra medicina di base e specialistica territoriale dovrebbe condurre a una diminuzione del numero dei ricoveri, di fatto non e' stata mai realizzata; la spesa sanitaria per il convenzionamento esterno continua a lievitare, anche in relazione alla confusione e inadempienza legislativa per quanto attiene gli accreditamenti (manca ancora DMS); la Regione Campania non ha ancora pubblicato i ruoli sanitri regionali cosi' come previsto dalla legge; per il blocco dei concorsi per sanitari alcuni ospedali hanno a disposizione un numero di sanitari al di sotto dell'organico previsto, con squilibri tra poli urbani e realta' decentrate nel territorio; tra le aziende sanitarie locali campane Caserta 2 e' una di quelle che piu' evidenzia le negativita' sanitarie sopra dette per totale immobilismo amministrativo a fronte di progettualita' mediche pur presenti; nella suddetta azienda sanitaria locale e' in funzione un presidio ospedaliero, sito in Aversa, inquadrato come DEA di I livello, privo di reparto di rianimazione, di unita' coronarica, di patologia neonatale e di tomografia assiale computerizzata. Ben sette divisioni specialistiche sono prive di primari e la divisione di chirurgia generale e' praticamente paralizzata perche' orfana oltre che del primario, anche di tre aiuti; negli altri tre ospedali dell'azienda sanitaria locale Ce2 manca totalmente la razionalizzazione delle risorse logistiche, strumentali e del personale, tanto che diventa addirittura problematico anche di assicurare l'urgenza; non vi e' in tutta l'azienda sanitaria locale Ce2 un centro di dialisi pubblico, ne' un centro emotrasfusionale, ne' una efficiente informatizzazione che permetterebbe una gestione razionale dei bisogni e delle risorse; moltissime urgenze afferenti al pronto soccorso vengono dirottate a mezzo ambulanza presso Ospedali napoletani con grosso rischio per gli ammalati (cio' e' stato riportato anche dalla stampa nazionale); nel servizio di emergenza territoriale sono presenti ben cinque sanitari per ogni turno di servizio coadiuvati da un solo infermiere, da un ausiliario e da un autista con l'utilizzo di una obsoleta e malfunzionante ambulanza, in disaccordo totale con quanto previsto dall'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica n. 41 del 1991; molti ambulatori del servizio di guardia medica sono fatiscenti e in qualche paese anche decentrati, per cui gli operatori sono soggetti non di rado a subire rapine o cosa gravissima, addirittura violenza fisica (vedi il caso della dottoressa stuprata nell'ambulatorio della Guardia medica di Cellole nel giugno 1995); l'attivazione dei DSB si e' tradotta in pratica nella sola delimitazione territoriale e nella nomina dei responsabili amministrativi e sanitari; i quali hanno allo stato attuale a disposizione un ridottissimo personale e in qualche caso non hanno neppure una sede in quanto la stessa non e' stata nemmeno individuata cio' anche a seguito di una politica nazionale che e' stata disattenta ai problemi territoriali; non si e' provveduto alla dimissione degli ammalati psichiatrici degenti presso l'Ospedale S.M. Maddalena di Aversa, ne' sono ancora disponibili strutture intermedie per gli stessi ammalati; il recupero dei disabili (legge regionale 11 del 1984) e' appannaggio esclusivo dei centri convenzionati. Nulla si e' fatto per fare funzionare strutture pubbliche con personale dipendente o convenzionato che, a fronte di irrisori investimenti, produrrebbero il 50 per cento di risparmio sull'odierna spesa e con migliore qualita' di prestazioni. Eclatante e' il non utilizzo di un attrezzato centro riabilitativo di proprieta' del servizio sanitario nazionale sito in S. Maria Capua Vetere; il poliambulatorio specialistico di Aversa, al limite della agibilita' igienica, presenta attrezzature sanitarie obsolete e malfunzionanti, per cui e' scarsamente competitivo nei confronti dei moderni e attrezzati studi dei privati convenzionati; a fronte di un riconosciuto livello qualitativo degli operatori costretti a lavorare in condizioni precarie, spesso degradanti, senza che siano messi in condizioni di realizzare una sana competizione, vi e' un privato ingrassato dai fondi di un pubblico a volte altamente inefficiente; impegna il Governo: a predisporre immediatamente un'ispezione ministeriale per la verifica delle inadempienze in materia di assistenza sanitaria esistenti presso l'azienda sanitaria locale Ce2 e le altre aziende sanitarie locali della regione Campania; a sollecitare il Presidente della Giunta Regionale Campana; a pubblicare in tempi brevi i ruoli sanitari regionali; ad espletare in tempi brevi i concorsi per sanitari e parasanitari gia' banditi in tutte le aziende sanitarie locali; ad attivare i DSB; a distribuire razionalmente il personale nelle stesse aziende sanitarie locali; a sollecitare le procedure per l'acquisto di attrezzature sanitarie; a una eventuale revisione della legge 11 del 1984; ad applicare la legge regionale 2 del 1994 (istituzione dei SAUT), riorganizzando i servizi di guardia medica, emergenza territoriale, assistenza agli anziani e ai tossicodipendenti; organizzare la psichiatria sul territorio; trasformare eventualmente gli enti ospedalieri identificati come DEA di I livello in AO di rilevanza nazionale; a rimuovere quei direttori generali che dimostrino manifesta incompetenza nella gestione della azienda sanitaria locale. (7-00397)