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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00614 presentata da TOFANI ORESTE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950724

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, per sapere - premesso che: la riforma delle pensioni, nel testo licenziato dalla Camera dei Deputati, risultante dall'approvazione con voto di fiducia di tre maxiemendamenti presentati dal Governo, ha introdotto norme che anche a giudizio degli esperti piu' qualificati avranno effetti ulteriormente destabilizzanti sull'efficienza e l'efficacia del sistema previdenziale pubblico; in particolare, l'obbligo per tutti gli enti previdenziali pubblici di cedere il patrimonio immobiliare ed il contemporaneo divieto di investire in altri immobili, si configura come un chiaro tentativo di indebolire economicamente gli istituti del sistema previdenziale pubblico; se da un lato e' impossibile motivare logicamente una tale norma, dall'altro e' facilissimo individuare gli interessi di parte, finanziari e politici che l'hanno determinata; infatti, l'obbligo e il divieto sopra richiamati sono chiaramente finalizzati ad eliminare in tempi brevi e in modo indiscriminato un patrimonio che garantisce le prestazioni erogate dagli istituti previdenziali, evidentemente in favore di soggetti finanziari alternativi non vincolati alle finalita' dello Stato sociale, i quali puntano anche ad impossessarsi al di fuori delle regole del mercato di un enorme patrimonio immobiliare; parallelamente, sul versante politico, la pratica estromissione della DIEP dal processo di dismissione del patrimonio immobiliare degli enti, rimuove il vincolo del contemperamento delle esigenze private con gli interessi pubblici in tale operazione, ed il contestuale passaggio della facolta' di gestire il provvedimento ad organismi a prevalente composizione sindacale si muove nel solco di una rinnovata stagione di consociativismo politico-sindacale di puro stampo affaristico; sempre sullo stesso versante, appare evidente il disegno finalizzato a smantellare Istituti essenziali per il mantenimento dello Stato sociale ed alla creazione di un super carrozzone sindacal-politico imperniato sull'INPS, disegno perseguito operando contemporaneamente attraverso la destabilizzazione degli Enti economicamente solidi, la "normalizzazione" della loro gestione con l'inserimento ai loro vertici di burocrati del sindacato ed il controllo dell'attivita' con una riorganizzazione dei sistemi informatici da "grande fratello" -: se ritengano di dover assumere opportune iniziative per: garantire la corretta gestione delle risorse e del patrimonio degli Enti previdenziali, consentendo agli stessi di stare nel mercato economico e finanziario nel rispetto delle regole dello stesso e senza vincoli tendenti a porli in condizione subordinata rispetto ad altri interessi; assicurare la continuita' e la qualita' dei servizi che, come nel caso dell'INAIL, garantiscano prestazioni efficienti anche ai datori di lavoro; rendere produttive, mediante il reinvestimento anche immobiliare, le risorse finanziarie degli Enti previdenziali e restituire la competenza per le procedure di dismissione dei beni alla DIEP; tutelare la professionalita' degli organi di gestione degli Enti sbarrando l'accesso agli stessi a portatori di interessi particolari finanziari, politici e sindacali; sviluppare il sistema di informatizzazione degli Enti perseguendo le piu' opportune forme di integrazione, ma salvsguardando l'autonomia operativa delle singole gestioni. (2-00614)

 
Cronologia
venerdì 21 luglio
  • Politica, cultura e società
    I popolari di Rocco Buttiglione, ribadiscono la scelta di allearsi al centrodestra e danno vita a una nuova formazione: i Cristiano Democratici Uniti (CDU).

martedì 25 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia spicca un mandato di cattura per genocidio contro i capi serbo-bosniaci Radovan Karadžić e Ratko Mladić.