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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00401 presentata da LEMBO ALBERTO (LEGA NORD) in data 19950725

La XIII Commissione, considerato che: le zone di montagna occupano vasti territori in Europa e assumono importanti funzioni di interesse generale, in particolare a livello ambientale, economico, sociale e culturale; le zone montane, nonostante la loro diversita', sono soggette a problemi economici sociali ed ambientali comuni derivanti dalle loro situazioni geomorfologiche e climatiche particolari; le condizioni particolari delle zone di montagna rendono piu' difficile la soddisfazione dei bisogni di base dei loro abitanti; le risorse umane e naturali costituiscono il fondamento della ricchezza delle regioni di montagna e la valorizzazione di questa ricchezza e' stata l'obiettivo delle politiche di sviluppo adottate in sede nazionale e comunitaria. Tuttavia l'esperienza mostra i limiti delle strumentazioni che hanno affidato gli incentivi e i sostegni ad un indifferenziato accostamento delle specificita' delle zone di montagna alle zone marginali o svantaggiate. Occorre, allora, una inversione di tendenza per valorizzare specificita' ed omogeneita' dei problemi delle zone montane. Inversione conseguibile solo attraverso una visione globale ed integrata dello sviluppo; queste regioni non possono assumere le loro funzioni di interesse generale senza che siano salvaguardati i loro paesaggi e le loro risorse naturali e senza che vi sia mantenuta una presenza umana e vi sia promosso lo sviluppo ed un'adeguata protezione e gestione dell'ambiente, come obiettivo che assume una valenza generale e decisiva per lo sviluppo di tutto il territorio, non solo di quello montano; e' opportuno garantire alla popolazione di montagna il diritto di vivere e lavorare in montagna, la preservazione del loro ambiente di vita nonche' un quadro di condizioni equivalente a quello delle altre zone rurali e urbane piu' favorite; il mantenimento in montagna delle popolazioni e' direttamente collegato alla perennita' delle attivita' economiche di cui l'agricoltura, la silvicoltura, l'artigianato e il turismo costituiscono le basi tradizionali ed allo sviluppo permanente delle relazioni umane, sociali, culturali ed economiche con il resto del territorio; e' un'insieme delle risoluzioni e raccomandazioni relative alla montagna, al mondo rurale, all'assetto del territorio e alla protezione dell'ambiente adottate dalla Conferenza europea dei Ministri competenti, dalla Conferenza permanente dei poteri locali e regionali d'Europa, dall'Assemblea parlamentare e dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa; in particolare, il Comitato economico e sociale delle Comunita' Europee ha adottato il 28 aprile 1988 un articolato parere d'iniziativa su "Una politica per le aree montane", che costituisce importante ed emblematico documento sulla situazione in atto nei vari Paesi e sulle possibili direzioni di sviluppo verso le quali far convergere gli sforzi comuni; la sezione "Sviluppo regionale" del medesimo Comitato ha in proposito ampiamente motivato, in una esemplare relazione informativa, la necessita' di rivolgere specifica attenzione alle aree montane d'Europa con lo scopo di formulare proposte di merito per una unificante politica comunitaria della montagna volta a: la sezione "sviluppo regionale" del CESCE ha ampiamente motivato la necessita' di rivolgere specifica attenzione alle aree montane d'Europa con lo scopo di formulare proposte di merito per una unificante politica comunitaria della montagna al fine di: salvare il patrimonio naturale, umano e culturale della montagna; fermare lo spopolamento delle aree montane; proseguire una strategia dello sviluppo che aggredisca le cause strutturali e non solo gli effetti dello squilibrio; rendere competitive le condizioni di vita nelle aree montane; sviluppare l'occupazione; mantenere, potenziare e migliorare la rete dei servizi pubblici e privati e garantire agli abitanti l'accesso ai servizi di base come l'istruzione, la cura della salute, i trasporti pubblici locali, la posta e le telecomunicazioni insieme alla sicurezza; definire strumenti di intervento volti a promuovere l'integrazione dello sviluppo e dei servizi; adottare misure per garantire ai comuni di montagna le infrastrutture di base necessarie a determinare un piu' agevole collegamento con il resto del territorio ed una qualita' della vita e dei servizi adeguata alle altre zone rurali ed urbane (viabilita', telecomunicazioni, etc.); il parere d'iniziativa del Comitato economico e sociale individua inoltre alcuni "criteri guida" necessari per raggiungere con il massimo di efficacia gli obiettivi posti: approccio globale ed integrato allo sviluppo, intervenendo sui vari aspetti dello sviluppo: economico, sociale, culturale, ecologico, tecnologico, istituzionale; azione delle strutture di produzione e creazione di nuove imprenditorialita', aggregando forze imprenditoriali locali insieme a managerialita' esterne; valorizzazione di tutte le risorse endogene, sia naturali che umane; tecnologie appropriate ma non povere, messe a punto anche attraverso la localizzazione di attivita' di ricerca nelle aree di montagna; sinergie e non solo equilibrio tra sviluppo e salvaguardia dell'ambiente, intendendo l'ambiente non come vincolo ma come risorsa da utilizzare nel processo di sviluppo; programmi e progetti integrati di iniziativa e di spesa, superando gli interventi settoriali e l'incentivazione su domanda; auto-organizzazione dello sviluppo, intesa come modalita' di partecipazione delle collettivita' delle aree montane alle scelte ed ai processi di sviluppo; il Congresso dei Poteri locali e regionali d'Europa del Consiglio d'Europa ha adottato all'unanimita', nel corso della III Conferenza europea delle regioni di montagna svoltasi a Chamonix dal 15 al 17 settembre 1994, la cosiddetta "Dichiarazione di Chamonix-Monte Bianco", che approva il progetto di "Carta europea delle regioni di montagna"; detta "Carta" propone quale obiettivo prioritario del Consiglio d'Europa di rinforzare al meglio la coesione economica e sociale degli Stati membri, nella considerazione che le regioni di montagna occupano vasti territori in Europa e assumono importanti funzioni di interesse generale, in particolare a livello ambientale, economico, sociale e culturale; la II Commissione del Comitato delle regioni dell'Unione Europea ha approvato il 31 marzo 1995 un parere in merito alla suddetta "Carta europea delle regioni di montagna" con il quale si invita l'Unione europea ad aderirvi, poste l'importanza geografica e demografica di tali regioni, le funzioni di interesse generale che sono chiamate a svolgere, il grande patrimonio rappresentato dalle montagne europee che va tutelato e preservato e la specificita' delle loro situazioni in relazione alle altre regioni, con una comunanza di problematiche economiche e sociali in ragione delle peculiarita' geomorfologiche e climatiche; la legge 31 gennaio 1994, n. 97, recante "Nuove disposizioni per le zone montane", si e' gia' mossa sul versante della promozione di una nuova specifica politica di sviluppo per la montagna italiana, globale ed integrata, in linea con gli orientamenti comunitari sopra richiamati; il Fondo nazionale contemplato dalla medesima legge all'articolo 2 e' previsto che venga alimentato anche da trasferimenti comunitari; l'Unione Europea deve farsi carico dell'esigenza di pervenire alla omogeneizzazione, estensione e sviluppo delle politiche delle aree montane, con la definizione e la messa in atto di una specifica politica comunitaria; il Governo italiano deve utilmente intervenire in sede comunitaria con la proposta di un apposito regolamento per la montagna, ispirato ai medesimi princi'pi, che contempli specifiche misure di carattere differenziato rispetto alla normale disciplina generale, ad esempio in materia di quote di produzione del latte, che dovrebbero vedere esclusa la montagna dai vincoli oggi in essere, in modo da favorire la predisposizione di azioni di sostegno mirato a favore dell'economia e dei servizi alle popolazioni, anche di natura derogativa e speciale, impegna il Governo ad assumere le opportune iniziative affinche' l'Italia richieda alla Commissione europea l'approntamento di un Regolamento per la montagna d'Europa, volto a dare concreto avvio ad una mirata ed organica politica comune, che contempli altresi' per le zone montane il superamento dell'attuale regime restrittivo delle "quote" di produzione e che preveda lo stanziamento di finanziamenti da destinare, ove costituiti, a Fondi nazionali per la montagna - come gia' fatto dal legislatore italiano - per lo specifico sviluppo di tali territori. (7-00401).

 
Cronologia
venerdì 21 luglio
  • Politica, cultura e società
    I popolari di Rocco Buttiglione, ribadiscono la scelta di allearsi al centrodestra e danno vita a una nuova formazione: i Cristiano Democratici Uniti (CDU).

martedì 25 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia spicca un mandato di cattura per genocidio contro i capi serbo-bosniaci Radovan Karadžić e Ratko Mladić.