Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01465 presentata da NARDONE CARMINE (PROG.FEDER.) in data 19950726
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso: che in data 7 marzo 1984 il CIPE approvava il piano bieticolo-saccarifero nazionale predisposto dal Ministro dell'agricoltura e delle foreste in attuazione del decreto-legge 12 agosto 1983, n. 371, convertito, con modificazioni, nella legge 11 ottobre 1983, n. 546; che detto piano si proponeva, attraverso l'intervento pubblico, di raggiungere, nell'arco di un quinquennio, un durevole assetto del settore, caratterizzato da economicita' ed efficienza sia nella componente agricola, sia in quella industriale; che, a tal fine, il piano precisava gli obiettivi ed indicava le linee guida per il risanamento del settore; che il piano individuava inoltre i vincoli a cui e' sottoposto il settore bieticolo-saccarifero nei Paesi CEE (oggi Unione Europea), segnatamente per quanto riguarda il regime dei prezzi e delle quote di produzione; che le determinazioni del piano avrebbero dovuto rappresentare le linee guida per l'erogazione di finanziamenti pubblici in favore della ristrutturazione dell'industria saccarifera, ai sensi della legge 19 dicembre 1983, n. 700, a fronte della quale era previsto un fabbisogno finanziario complessivo fra i 350 ed i 450 miliardi; che, con legge 30 luglio 1990, n. 209, al fine di completare la ristrutturazione del settore, veniva dato incarico al Ministro dell'agricoltura e delle foreste di predisporre un aggiornamento del Piano bieticolo-saccarifero nazionale, aggiornamento che fu approvato dal CIPE in data 20 dicembre 1990; che, per l'attuazione delle linee guida e per il conseguimento degli obiettivi indicati nel Piano bieticolo-saccarifero nazionale e nel suo aggiornamento sono state erogate, complessivamente, lire 437 miliardi a fronte degli interventi previsti dalle citate leggi 19 dicembre 1983, n. 700 e 30 luglio 1990, n. 209; che le organizzazioni professionali e gli organismi associativi dei bieticoltori hanno da tempo manifestato l'esigenza di una revisione del piano bieticolo-saccarifero nazionale, anche in relazione alla riduzione apportata agli aiuti nazionali in favore della bieticoltura dal nuovo regolamento dell'Unione Europea, e che una richiesta in tal senso e' stata rivolta ufficialmente dall'Associazione nazionale dei bieticoltori al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali; che, in particolare, secondo le indicazioni degli operatori interessati, tra i principali problemi da risolvere attraverso la revisione del piano bieticolo-saccarifero nazionale figurano: la riorganizzazione dei bacini, la ridistribuzione delle quote di produzione dello zucchero tra le varie unita' produttive e l'attuazione di interventi in difesa della bieticoltura meridionale; che la risoluzione di detti problemi, unitamente al raggiungimento di costi unitari di produzione il piu' vicino possibile a quelli europei, costituiva l'obiettivo centrale del Piano bieticolo-saccarifero 1984 -: se, nella predisposizione dei piani specifici di intervento aziendali di cui alle leggi 19 dicembre 1983, n. 700 e 30 luglio 1990, n. 209, nonche' in sede di attuazione degli stessi, siano state rispettate, per quanto riguarda l'assegnazione delle quote di produzione A e B, le disposizioni del Piano bieticolo-saccarifero nazionale 1984 e del suo aggiornamento; se sia stato rispettato il principio della "massima intensita' degli sforzi per sostenere la produzione bieticolo-saccarifera del Mezzogiorno", cosi' come indicato al punto 50 del citato piano; se, in relazione ai vincoli derivanti dalla regolamentazione comunitaria del mercato dello zucchero, nonche' da quella sulla concorrenza, tutti i piani specifici di ristrutturazione di zuccherifici che abbiano fruito di finanziamenti pubblici, nonche' le disposizioni relative all'assegnazione delle quote di produzione A e B, siano stati notificati alla Commissione Comunitaria nei tempi e modi dovuti; se siano stati raggiunti tutti gli obiettivi indicati dal Piano come prioritari, ed in particolare: il risanamento dei Gruppi saccariferi che erano stati posti in Amministrazione straordinaria nel 1983, mediante la cessione degli impianti a societa' di nuova costituzione; il conseguimento di un livello minimo di produzione annuo di 600.000 quintali per zuccherificio, considerato essenziale per l'economicita' di esercizio degli impianti; lo sviluppo della partecipazione dei bieticoltori alle attivita' di trasformazione, al fine di conseguire lo spostamento del potere societario a vantaggio della componente agricola; lo sviluppo dell'irrigazione e l'assitenza ai bieticoltori, ed in particolare a quelli del Sud, nel campo della ricerca, sperimentazione, diffusione di tecnologie e tecniche colturali, da realizzarsi anche attraverso la costituzione di un apposito organismo interprofessionale; la costituzione di un "polo unico industriale" nell'Italia Centrale; il raggiungimento, per gli zuccherifici ubicati nel Mezzogiorno continentale, della soglia minima di economicita' indicata dall'aggiornamento del Piano bieticolo-saccarifero fra 700.000 e 1.200.000 quintali/anno per stabilimento; se ci siano cause dirette e/o indirette, nonche' eventuali responsabilita', di ogni divergenza che fosse rilevata. (5-01465)