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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00617 presentata da ARRIGHINI GIULIO (LEGA NORD) in data 19950726

Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro dell'ambiente per sapere - premesso che: l'avvio alla costruzione da parte dell'Azienda Servizi Municipalizzati di Brescia di un inceneritore ("termoutilizzatore") ha destato la legittima preoccupazione degli abitanti della zona in cui esso sembra destinato a sorgere, zona nella quale gia' esiste una pericolosa concentrazione di fattori inquinanti; esiste sicuramente un generale consenso sul fatto che il problema primario che la costruzione di un inceneritore pone e' quello della sicurezza degli abitanti della zona in cui esso deve sorgere; vi sono tuttavia serie ragioni che inducono a ritenere che nel caso dell'inceneritore ("termoutilizzatore") di cui l'A.S.M. sta per intraprendere la costruzione a Brescia, questo problema non sia stato affrontato compiutamente; la scelta relativa alla locazione dell'inceneritore ("termoutilizzatore") in un'area adiacente alla attuale centrale policombustibile e' stata infatti adottata sulla base di una ponderosa relazione dalla quale pero' non risulta che tale commissione abbia effettuato alcuna indagine relativa allo stato dell'aria, dell'acqua e dell'ambiente umano della zona in cui l'inceneritore deve sorgere: e questo benche' una ricerca del genere fosse imposta, oltre che da elementari ragioni di buon senso, anche dai dettami della legge regionale n. 37/88 e della Direttiva CEE, il cui secondo allegato contempla espressamente questo tipo di opere tra quelle per le quali e' richiesto di effettuare la valutazione di impatto ambientale (V.I.A.); queste omissioni appaiono tanto piu' preoccupanti, in quanto la stessa azienda servizi municipalizzati di Brescia, nel settembre 1988 aveva assunto un preciso impegno ad attuare la procedura V.I.A. per l'inceneritore ("termoutilizzatore"), salvo poi disattendere completamente tale impegno: il che appare del tutto incomprensibile se si pensa che la stessa azienda servizi municipalizzati ha in effetti attuato tale procedura in relazione ad un'opera di assai minore rilievo come la discarica di Calcinato; dalla relazione della commissione tecnico-scientifica risulta in particolare che sono stati completamente omessi i controlli dei fattori inquinanti gia' presenti nella zona ove si intende localizzare l'opera, mentre una corretta procedura - quale quella che viene attuata in tutti i Paesi europei per opere di questo rilievo - avrebbe invece richiesto di effettuare un monitoraggio, protratto per un arco di tempo ragionevole (comprendente almeno un'estate e un'inverno), dei seguenti parametri minimi: Benzene; Benzo(a)pirene; Particelle sospese; Ozono; Piombo; Bromo; Diossine Totali Equivalenti; sempre attenendosi agli standard europei, tale monitoraggio avrebbe dovuto essere effettuato mediante centraline poste a 50, 100, 150, 250, 500 e 900 metri dalla sorgente del potenziale inquinamento (camino). Viceversa, nel caso dell'inceneritore ("termoutilizzatore") azienda servizi municipalizzati non solo questi parametri non sono stati presi in considerazione, ma soprattutto gli unici dati registrati sono stati quelli dalla centralina di Folzano posizionata a 1920 metri dal sito del futuro inceneritore: cosicche' l'unica reale motivazione tecnica portata dalla commissione tecnico scientifica per la localizzazione dell'inceneritore e' stata quella che si legge a pagina 289 della relazione, dove e' scritto che la sua vicinanza alla centrale policombustibile consentira' una maggior produzione di energia elettrica dell'ordine del 3 per cento; la necessita' di procedere ad ulteriori verifiche prima di dare inizio ai lavori per la costruzione del termoutilizzatore, onde evitare e' stata da ultimo confermata ufficialmente dalla U.S.S.L. competente per territorio, che il 12 giugno scorso ha trasmesso al Comitato che rappresenta i cittadini della zona interessata alla costruzione dell'inceneritore ("termoutilizzatore") e per conoscenza agli enti istituzionali locali interessati un documento le cui conclusioni meritano di essere riportate integralmente; la zona a sud della citta' dove dovrebbe sorgere il termoutilizzatore azienda servizi municipalizzati e' inserita di un piu' ampio comprensorio dove insistono notevoli insediamenti civili, agricoli e produttivi; molte di queste attivita' sono potenzialinente in grado di fare risentire, ove non correttamente condotte, i propri effetti sull'ambiente a diversa distanza; le indagini epidemiologiche condotte da questo servizio, per le ragioni sopra spiegate, sull'intera popolazione dell'USSL, dimostrano, sulla scorta dei dati di mortalita' disponibili, situazioni meritevoli di attenzione; non e' possibile circoscrivere, se non per alcuni aspetti particolari, le indagini alla sola zona sud della citta' in quanto la realta' cola' cogente non e' unica, a se' stante o isolata da un contesto giobale; viceversa, come emerso sin dalla fase progettuale dello studio sul territorio, e' necessario prendere in esame una zona piuttosto ampia coincidente con il territorio dell'ex USSL 41 allargata in parte anche ai comuni di Castenedolo e Calcinato; la disponibilita', ormai imminente, di tutti i dati analitici sui campioni raccolti costituira' la base per le nuove e successive indagini da condursi in due direttrici: la prima, per meglio definire le caratteristiche della zona dove si ritiene che il termoutilizzatore azienda servizi municipalizzati potrebbe far eventualmente risentire i propri piu' diretti effetti; la seconda, per la definizione di eventuali focolai di inquinamento del territorio che dovessero dimostrarsi a seguito delle prime indagini, ora in corso; "si ritiene quindi opportuno rimandare al commento dei risultati analitici, prossimamente disponibili, alle determinazioni conseguenti ed alla disponibilita' dei dati globali ogni ulteriore commento o deduzione in ordine sia allo stato generale dell'ambito indagato, sia al rilievi su una zona piu' circoscritta che si andra' ad indagare ulteriormente"; da ultimo l'inadeguatezza delle indagini effettuate e' stata infine espressamente riconosciuta dall'ingegner Luigi Mille della provincia di Brescia, nel corso di un incontro pubblico con i cittadini della zona interessata alla costruzione dell'inceneritore ("termoutilizzatore") svoltosi il 14 luglio scorso, come e' documentato dalla registrazione su nastro del suo intervento; in considerazione dell'inequivoca presa di posizione dell'USSL e delle omissioni addirittura clamorose da parte degli enti interessati - ed in particolare della regione Lombardia - si rende dunque necessario un tempestivo intervento del Ministero dell'ambiente, che eserciti il potere cautelare sostitutivo attribuitogli in particolare dalle leggi n. 349/86 e n. 59/87, provvedendo a far verificare lo stato di inquinamento dell'aria e del suolo della zona interessata alla costruzione dell'inceneritore ("termoutilizzatore") e inibendo intanto provvisoriamente la realizzazione dell'opera, che allo stato costituisce sicuramente un grave pericolo di danno ambientale; la necessita' dell'adozione di queste misure urgenti e' confermata anche dalla scelta dell'azienda servizi municipalizzati di Brescia di munire l'inceneritore ("termoutilizzatore") di un sistema di abbattimento degli inquinanti totalmente a secco, tecnicamente non idoneo ad un impianto di grandi dimensioni quale quello in questione, e che non corrisponde tra l'altro a quelli presenti nei due impianti di cui la commissione tecnico scientifica ha visionato i dispositivi di abbattimento degli inquinanti, ossia quelli di Wuzburg e di Darmastdt; nell'impianto in funzione in quest'ultima citta' (gemellata con Brescia), in particolare, e' in funzione un sistema del tipo a secco + umido: ed un impianto analogo sta per essere installato negli inceneritori di Milano (AMSA) e di Cremona; i vantaggi che quest'ultimo sistema comporta sono indirettamente riconosciuti dalla stessa azienda servizi municipalizzati, che dichiara che l'inceneritore ("termoutilizzatore") emettera' ossidi di azoto nella misura di 200 mg/Nm3 (cfr. l'allegato 1), e dalla relazione tecnica della commissione tecnico-scientifica, dalla quale risulta che l'impianto produrra' un quantitativo di diossine totali equivalenti nei fumi di 20 ng/Nm3 prima dell'abbattimento o di 0,1 ng/Nm3 dopo la depurazione (cfr. l'allegato, tratto dalla relazione medesima); il primo dato puo' essere comparato con le tabelle che si allegano, provenienti dagli atti di un convegno recentemente svoltosi a Milano e dovute a due tecnici rispettivamente della Siemens e della Steinmuller (allegati 3 e 4). Da tali tabelle si evince che e' oggi tecnicamente possibile ottenere emissioni di ossidi di azoto pari ad un quarto di quelle che vengono previste per l'impianto azienda servizi municipalizzati, emissioni che gia' oggi sarebbero fuori legge in Olanda e che rischiano di esserlo presto anche a livello CEE; quanto alle diossine, dai dati sopra esposti (sempre di provenienza azienda servizi municipalizzati) risulta che 19,9 ng/Nm3 vengano abbattuti in sede di depurazione e quindi eliminati per il tramite del polverino, per un fenomeno di condensazione. E poiche' l'inceneritore avra' una portata giornaliera di 4.460.000 Nm3, nel polverino si concentreranno 0,0887 g. di diossine al giorno, pari in un anno (considerando un'attivita' di 310 giorni) a 27,49 g. di diossine che andranno ad inquinare il polverino (13.000 t/anno) e che di conseguenza renderanno impossibile la sua eliminazione in discarica senza un adeguato trattamento. Ma di queste problematiche non vi e' traccia nella relazione del comitato tecnico-scientifico: e questo benche' anche tali problemi, cosi' come quello delle scorie, trovino soluzione nei gia' ricordati sistemi di abbattimento degli inquinanti a secco (cfr. ancora le tabelle allegate sub nn. 3 e 4) -: quali provvedimenti urgenti il Ministro intenda adottare per garantire la sicurezza dei cittadini interessati alla realizzazione dell'opera; se in particolare il Ministro non ritenga di esercitare i poteri di cui all'articolo 8 della legge 8 luglio 1986, n. 349 e all'articolo 8 della legge 3 marzo 1987, n. 59, adottando un provvedimento cautelare che contenga le necessarie misure di salvaguardia, in particolare inibendo la realizzazione dall'opera sino a quando non siano state date le opportune garanzie sulle emissioni inquinanti e siano stati compiuti i necessari accertamenti per la sua localizzazione. (2-00617)

 
Cronologia
martedì 25 luglio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Tribunale penale internazionale per l'ex Iugoslavia spicca un mandato di cattura per genocidio contro i capi serbo-bosniaci Radovan Karadžić e Ratko Mladić.