Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00402 presentata da BORDON WILLER (I DEMOCRATICI) in data 19950726
La IX Commissione, premesso che: il corridoio adriatico deve essere valutato per il suo ruolo strategico quale area di fondamentale interesse sia per i rapporti tra l'Italia, la Grecia, i futuri membri dell'Unione europea come Cipro, Malta e la Turchia, sia per le relazioni esterne alla Comunita' Europea, gia' in atto ed in corso di ulteriore notevolissimo sviluppo, con l'Albania, i paesi balcanici, la Romania, l'Ucraina e quelli che si affacciano sul Mediterraneo orientale e con l'Estremo Oriente; il corridoio e' stato considerato di interesse comunitario dallo stesso Parlamento Europeo, che, nella sua proposta di realizzazione di una "Rete transeuropea di trasporti" (Gazzetta Ufficiale n. C236 del 15 settembre 1992) ha individuato un corridoto di collegamento tra l'Italia e la Grecia all'altezza di Patrasso e Brindisi che poi si innesta nella rete italiana di collegamento con il centro Europa e con i nuovi collegamenti terrestri che il governo greco sta progettando; il corridoio adriatico e' sicuramente una scelta di base nell'ambito delle politiche di trasporto per le comunicazioni tra il nord e il sud dell'Europa, l'Est europeo ed i Paesi medio orientali; esso rispetta il progetto Delors, con una concezione articolata per funzione di combinati, molto piu' attenta alle dinamiche ambientali; se l'Italia non vuole essere emarginata rispetto al futuro sistema dei trasporti paneuropeo, e' indispensabile che modifichi la propria ottica, facendosi essa stessa promotrice sul proprio territorio dello sviluppo di un mercato unificato dei trasporti comprendente navi, ferrovia e sistema stradale; quanto sopra appare particolarmente importante per il corridoio adriatico in cui, solo un'organizzazione sistemica degli interventi da effettuare sulle diverse modalita' trasportistiche consente un efficace sviluppo dell'intera area; appare indispensabile evitare l'emarginazione delle regioni del corridoio adriatico considerato che solo una complessiva ristrutturazione del sistema della mobilita' consentira' di evitare le attuali penalizzazioni della zona costiera anche sotto il profilo ambientale, turistico ed urbanistico della Romagna, delle Marche, dell'Abruzzo, della Puglia; il piano regionale dei trasporti delle Marche prevede una serie di progetti a livello stradale, ferroviario e portuale - tra cui l'adeguamento della statale n. 16 alle moltiplicate esigenze del traffico con varianti e complanari - la cui attuazione darebbe un nuovo impulso alla regione; il Parlamento Europeo nella seduta dello scorso 11 maggio ha approvato un emendamento alla proposta di decisione agli "orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete europea dei trasporti" per potenziare il trasporto combinato lungo il corridoio adriatico, posto che esso prevede circa 2 mila miliardi di finanziamenti per il rafforzamento delle tratte ferroviarie, l'eliminazione della strozzatura ferroviaria di Cattolica che rallenta i traffici, il potenziamento delle autostrade da Trieste a Brindisi e dei porti di Trieste, Ravenna e Ancona, e per l'ampliamento degli aeroporti di Bologna, Ancona e Pescara; il Consiglio dei ministri CEE non ha ritenuto di accogliere l'emendamento approvato in Commissione privilegiando altri interventi, ma riconoscendone comunque l'importanza; impegna il Governo a programmare lo studio del progetto integrato degli interventi da realizzare per ristrutturare il sistema del trasporto lungo la direttrice del corridoio adriatico, coinvolgendo tutti i soggetti pubblici (regioni, Camere di commercio, etc.) e privati interessati, per individuare l'ordine di priorita' degli investimenti da effettuare, la tipologia delle opere, le esigenze cui esse devono corrispondere, le caratteristiche generali, la stima sommaria dei relativi costi e dei benefici economico-sociali conseguibili, nonche' le eventuali fonti di finanziamento, ivi comprese le possibilita' di coinvolgimento del capitale di rischio e utilizzando anche delle risorse comunitarie, statali o regionali da destinare alle aree depresse ai sensi del D.L. 23 giugno 1995, n. 244. (7-00402)