Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01477 presentata da MAGRONE NICOLA (PROG.FEDER.) in data 19950728
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: recentissime notizie di stampa danno per gia' stanziati 24 miliardi e 500 milioni per la ricostruzione del teatro Petruzzelli di Bari, incendiato, come e' dolorosamente noto, la sera del 27 ottobre 1991; le stesse fonti individuano nella Gepi l'ente pubblico che avrebbe deliberato lo stanziamento della somma in favore della "Teatro Petruzzelli spa"; la "delibera di massima" sarebbe stata approvata all'unanimita' dal consiglio di amministrazione della Gepi; l'onorevole Giuseppe Tatarella ha dichiarato alla stampa: "avendo silenziosamente e costruttivamente partecipato, insieme ad altri, all'impostazione della soluzione, considero questo il momento per invocare un contributo corale delle istituzioni locali, delle forze politiche, del Governo, degli istituti di credito ed assicurativi e della cittadinanza tutta perche' ognuno deve fare la sua parte per risolvere il problema"; le stesse notizie di stampa riferiscono che il finanziamento da parte della Gepi sarebbe destinato ad aumentare il capitale della "Teatro Petruzzelli spa", attribuendo alla stessa Gepi il 49 per cento del pacchetto azionario. Il restante 51 per cento - una volta attuata la ricapitalizzazione della spa - sarebbe frazionato tra privati, enti locali ed altri organismi pubblici; il sindaco di Bari, Giovanni Memola, ha subito dichiarato alla stampa che il comune di Bari ha gia' deciso di aderire all'iniziativa ed ha "chiarito" che la delibera della Gepi prevederebbe la creazione di una fondazione, nella quale far convergere la stessa spa; alla domanda: "chi ha spinto verso la Gepi?", il sindaco di Bari ha risposto: "non possiamo nasconderlo; e' stato l'onorevole Tatarella"; per conto suo, l'avvocato Mario Giannattasio, legale di una delle quattro eredi della famiglia Messeni Nemagna, proprietaria del teatro, ha commentato le notizie di stampa: "Per il momento, siamo esterrefatti e vorremmo chiarimenti perche' non abbiamo avuto alcun contatto con la Gepi"; l'avvocato Giannattasio ha anche dichiarato: "la famiglia Messeni Nemagna non ha ceduto diritti, per cui la "Teatro Petruzzelli spa" non ha la proprieta' e neppure la disponibilita' del teatro. Anzi: la famiglia Messeni Nemagna ha gia' ottenuto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri lo stanziamento di quattro miliardi dal fondo ricavato dall'"otto per mille" e altri 12 miliardi di contributi comunitari nell'ambito del "programma Pop" in base ad un'istanza presentata come privati; sicche', il 50 per cento dei costi per la ricostruzione del teatro e' gia' coperto"; l'avvocato Giannattasio ha anche chiarito alla stampa che una fondazione per la ricostruzione del teatro era stata gia' istituita dagli stessi proprietari per favorire l'accesso a contributi pubblici e privati da trasformare in azioni della spa; il tutto, senza alcun passaggio di proprieta' del teatro; e che, pero', venuto meno l'intervento per 25 miliardi da parte della Caripuglia, l'operazione e' "sfumata" e fondazione e spa sono rimaste "scatole vuote" -: quali siano i reali termini della decisione e dell'intervento della Gepi; quali le intese tra Gepi e "Teatro Petruzzelli spa"; perche' almeno parte della famiglia Messeni Nemagna sia stata tenuta all'oscuro di questo "percorso" Gepi-Teatro Petruzzelli spa; a quale titolo il "Teatro Petruzzelli spa" potrebbe usufruire di partecipazione pubblica dal momento che la proprieta' e la disponibilita' del teatro resta alla famiglia Messeni Nemagna; se sia ammissibile che iniziative di questo genere siano reclamizzate da un deputato ed un sindaco, con reciproche attestazioni di utili "spinte" e "silenziose partecipazioni"; se non ritenga democraticamente e giuridicamente corretto che la Gepi sia chiamata a render pubbliche le sue decisioni su temi di tanta importanza, a motivarle e ad evitare, cosi', che la tragedia del teatro Petruzzelli continui a presentarsi come mistero impenetrabile e occasione di speculazioni di ogni genere, anche politiche. (5-01477)