Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01473 presentata da MAGRONE NICOLA (PROG.FEDER.) in data 19950728
Ai Ministri di grazia e giustizia, degli affari esteri e dell'interno. - Per sapere - premesso che: alle ore 5,50 del 2 giugno 1993, nelle acque internazionali antistanti la costa jugoslava, e piu' in particolare Serbo-Montenegrina prospiciente il porto di Bar-Antivari, il motopesca Antonio e Sipontina (iscritto nel registro "navi minori" della Capitaneria di porto di Manfredonia), subi' un'aggressione armata ad opera di una motovedetta militare non meglio identificata; alle ore 9,10 del 2 giugno 1993, un elicottero militare appartenente all'incrociatore della Marina Militare Italiana V. Veneto trasporto' al Policlinico di Bari due marinai feriti a seguito dell'aggressione militare; uno dei quali, Antonio Gigante, nato a Molfetta il 3 marzo 1937, mori' subito dopo il ricovero; di altri tre marinai componenti l'equipaggio del motopesca non si conobbe, sulle prime, la sorte. Il 3 giugno 1993, a seguito dell'interessamento della Capitaneria di porto di Manfredonia e dello Stato Maggiore della Marina, i tre marinai "scomparsi" vennero liberati; il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Bari, dottor Alessandro Messina, avvio' tempestivamente le indagini e innanzitutto dispose che l'imbarcazione Antonio e Sipontina (in navigazione presso le coste italiane) facesse scalo al porto di Bari; nel pomeriggio dello stesso 3 giugno 1993 il p.m. effettuo', assistito dal suo consulente balistico, l'ispezione del natante e procedette a raccogliere dichiarazioni dai tre marinai liberati e tornati in Italia; le indagini del dottor Messina consentirono di accertare che: l'aggressione militare fu opera di una motovedetta della Marina militare Serbo-Montenegrina; all'aggressione "assistette" la nave militare di nazionalita' spagnola Andalucia; il comandante della nave spagnola aveva dichiarato che l'aggressione del motopesca era avvenuta "ai limiti delle acque internazionali"; le dichiarazioni delle vittime e la documentazione di bordo del motopesca, invece, deposero per un'aggressione compiuta al di fuori delle acque territoriali montenegrine e quindi in acque internazionali; il 9 agosto 1993, il p.m. dottor Alessandro Messina, allo scopo di accertare definitivamente se l'aggressione fosse avvenuta nei limiti delle acque territoriali montenegrine o in acque internazionali (accertamento necessario al fine di definire la "competenza giudiziaria") chiese all'Autorita' Giudiziaria della Federazione Serbo-Montenegrina l'espletamento di una Commissione Rogatoria Internazionale per l'identificazione del Comandante e del personale della motovedetta militare Serbo-Montenegrina tipo Mirna 177 coinvolta nell'azione di fuoco; il 30 agosto 1994, non avendo sortito alcun effetto la richiesta del 9 agosto 1993, il p.m. dottor Alessandro Messina sollecito' il Ministero di grazia e giustizia, il Ministero degli affari esteri e il Ministero dell'interno a sollecitare a loro volta l'Autorita' Giudiziaria della Federazione Serbo-Montenegrina a dare riscontro alla richiesta di commissione rogatoria internazionale; il 30 settembre 1994, il Ministero di grazia e giustizia (ufficio II) sollecito' il Ministero degli affari esteri a "dare notizie circa lo stato di esecuzione della richiesta di assistenza giudiziaria internazionale formulata in data 9 agosto 1993 dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari nel procedimento penale a carico di ignoti (uccisione di Gigante Antonio) e diretta alle Autorita' della Repubblica Serbo-Montenegrina"; il 13 ottobre 1994 l'avvocato Leonardo Iannone invio' al Ministro di grazia e giustizia e al Ministro degli affari esteri una sollecitazione-protesta, a nome dei figli del marinaio ucciso Antonino Gigante, con la quale denunciava "l'inerzia dei competenti uffici" nella procedura di rogatoria internazionale avviata dal p.m. dottor Messina e chiedeva "formalmente al p.m. presso il Tribunale di Roma di accertare se vi siano estremi di reato nella persistente mancata risposta alla richiesta ed ai relativi solleciti di rogatoria e di perseguire i responsabili secondo quanto prescrivono le vigenti leggi penali"; in realta', risulta all'interrogante (per averlo formalmente segnalato lo stesso p.m. dottor Messina) che i termini per le indagini preliminari stanno per scadere con l'inevitabile conseguenza dell'archiviazione delle indagini; l'intera vicenda costituisce una gravissima violazione non solo dei diritti piu' elementari del cittadino ma anche delle regole fondamentali dell'Ordinamento che non possono tollerare la paralisi dell'azione giudiziaria a causa di inerzie amministrative -: quali siano le iniziative intraprese dai tre Ministri interrogati per assicurare il regolare corso della giustizia e la tutela dei diritti dei familiari della vittima di una arbitraria e feroce aggressione armata; quali siano i passi che i Ministri interrogati intendono intraprendere immediatamente per scongiurare la vanificazione delle investigazioni compiute dalla Procura di Bari; a chi siano specificamente attribuibili le vistose omissioni finora compiute (5-01473)