Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01496 presentata da MICHIELON MAURO (LEGA NORD) in data 19950802
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: l'otto giugno scorso il Sindacato Autonomo della polizia penitenziaria SINAPPE ha proclamato lo stato di agitazione dei Direttori penitenziari avverso la decisione dipartimentale di ridurre di piu' del 50 per cento della disponibilita' finanziaria per l'espletamento delle prestazioni di carattere straordinario da parte dei direttori che operano negli istituti; il risparmio sarebbe utilizzato per le attivita' lavorative straordinarie dei dirigenti amministrativi che non prestano servizio nei penitenziari; i direttori delle carceri, pur soffocati giornalmente da innumerevoli responsabilita' oggettive (istituto anacronistico alle soglie del 2000 in una societa' democratica e che non trova conforto nella giurisprudenza ormai consolidatasi), gestiscono detenuti in cronico sovraffollamento con personale in sottorganico, percependo stipendi inadeguati e certamente non conformi al carico di lavoro ed ai rischi professionali, e che sono addirittura inferiori ad alcune figure professionali alle loro dipendenze; i compensi straordinari al personale direttivo ed agli altri collaboratori civili vengono retribuiti con cadenza annuale in un'unica soluzione o, nelle migliori delle ipotesi, semestralmente; vi sono, in particolare, alcuni direttori penitenziari in tutta Italia, per i quali ancora non e' stata data piena applicazione all'articolo 40 della legge n. 395 del 1990, che prevede uguale loro trattamento giuridico ed economico a quello dei funzionari di polizia e per i quali, quindi, forti, inique, ed illegittime penalizzazione si stanno verificando, impedendo, in questo modo, a tali soggetti, il diritto alla carriera, al ricevimento di relativo adeguato compenso economico, alla partecipazione ai concorsi presso altre realta' lavorative con il riconoscimento del giusto profilo professionale, sancito dalla legge; nella maggior parte degli istituti del nord - centro nord vi e' una carenza di operatori appartenenti principalmente a figure professionali gia' civili (vice direttori, educatori, ragionieri, coadiutori, dattilografi, bibliotecari, archivisti) e che da alcune strutture gia' in sottorganico si attinge per sopperire carenze piu' profonde di altre carceri con provvedimenti di missione che durano anni a dispetto del requisito della eccezionalita' che tale istituto dovrebbe possedere; trasferire un ristretto da una sede ad un'altra nel rispetto dei princi'pi di ordine e sicurezza che in uno stabilimento penitenziario sono primari e' divenuto impresa che ha del miracoloso e che esistono strutture che pur sottoposti a lavori pregnanti di ristrutturazione non solo non si provvede a sfollarli ma, nientemeno, sono costretti a contenere circa l'8O per cento dei detenuti in piu' di quelli previsti; alcuni, se non la maggior parte dei direttori, pur avendo alle proprie dipendenze piu' di cento collaboratori di polizia penitenziaria di vario grado e qualifica, piu' operatori gia' civili, un rilevante numero di personale non di ruolo (medici-psicologi-cappellani-ed altro), gestendo annualmente miliardi ed essendo funzionari delegati fino a 5.200 milioni, mantenendo contatti, chiaramente con tutti gli altri organi ed Autorita' esistenti nella realta' locale con la doverosa autorevolezza, professionalita' e con competenze manageriali non comuni, essendo responsabili della sicurezza, dell'ordine, della disciplina, della corretta gestione del fabbricato e di ogni mobile ed immobile di pertinenza dell'amministrazione e di tutti i lavori ordinari e straordinari che in un Istituto vengono quotidianamente effettuati, essendo responsabili del trattamento e del regolare contenimento di una popolazione detenuta che quasi mai e' inferiore alle 150 unita', sono ancora fermi all'VIII livello della carriera ex direttiva, quando funzionari con uguali incarichi e responsabilita' di una qualsivoglia altra amministrazione statale o locale rivestono almeno la qualifica di I dirigente; se si e' a conoscenza dei fatti -: quali ragioni giustifichino un sottorganico di personale sia civile che di polizia penitenziaria a fronte di un sovraffollamento detenuti costante, e quali ragioni giustificano una retribuzione cosi' misera e mortificante nei confronti di una categoria che dovrebbe essere, invero, messa in condizione di rappresentare lo Stato in modo decoroso a fronte di un cosi' pregnante carico di responsabilita'; per quali motivi il corrispettivo del compenso straordinario alle categorie dei direttori venga retribuito non mensilmente come per tutte le altre forze di polizia; per quali motivi non si ritenga opportuno dotare di apparecchi telefonici cellulari che consentono una immediata reperibilita', i direttori, con le enormi responsabilita che vengono loro imputate, quando risulta che attualmente, giustamente, anche ad un sottufficiale di qualsiasi Forza di polizia viene concessa tale possibilita', perche', ad oggi, a distanza di circa cinque anni dall'entrata in vigore della Legge 395 ad alcuni direttori non e' stata effettivamente applicata la norma non effettuando il relativo inquadramento giuridico ed economico, e cio' non potrebbe configurare addirittura una mancanza di rilevanza penale, oltre che certamente atti manifestamente ingiusti ed illegittimi; perche' negli Istituti del nord non si cerca di sopperire alle croniche carenze di organico bandendo concorsi necessari per cercare di tamponare almeno detta disfunzione, perche', inoltre, si consentono servizi di missione con carattere di continuita' che non fanno altro che danneggiare la Sede di provenienza e minare nel fisico il dipendente, senza effettivamente provvedere su scala nazionale ad un riordino degli organici; perche' e se sia giusto che vi siano istituti che pur effettuando lavori di ristrutturazione che alterano la sicurezza e l'ordine delle strutture sono obbligati a detenere una utenza penitenziaria che raggiunge in qualche realta' addirittura il doppio di quella prevista; perche' e per quali ragioni i direttori penitenziari con tali compiti-responsabilita' e carichi di lavoro sono ancora inquadrati all'VIII qualifica funzionale e se sia giusto che debbano rapportarsi con le altre realta' lavorative pubbliche che pur avendo meno incombenze e meno dipendenti rivestono una qualifica superiore, con tutti i disagi e le facilmente intuibili ripercussioni sul proprio stato psicofisico lavorativo; se non sia giusto finalmente il momento di rivalutare la professionalita' di tale categoria e di tutti i dipendenti dell'amministrazione penitenziaria che pure svolgono nella societa' un compito di cosi' elevata importanza e di delicatezza non comune. (5-01496)