Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00628 presentata da CECCONI UGO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950901
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'interno, del bilancio e della programmazione economica e delle risorse agricole, alimentari e forestali per sapere - premesso che: il basso ferrarese, per una estensione di circa 96.000 ettari, e' rappresentato da un bacino sotto il livello del medio mare con picchi di 2.70 metri; per evitare l'impaludamento del basso ferrarese, bonificato nel dopoguerra, e' necessario innalzare meccanicamente con idrovore le acque e scaricarle in collettori a quota superiore a quella del medio mare; le idrovore sono presenti negli impianti di sollevamento di Vallona Vecchia, Vallona Nuova, Balanzetta, Giralda, Seminiato, Mezzogoro e affini; i terreni della bassa bonificata sono destinati ad una attivissima agricoltura di reddito, basata sulla coltivazione di sarchiate industriali da rinnovo quali il pomodoro, la barbabietola da zucchero, il tabacco, la soja, il cocomero, il melone ed altre, e sulla coltivazione di ortaggi annuali e poliennali quali il radicchio, la fragola, la carota e l'asparago; in data 12 e 13 agosto u.s. piogge notevoli si sono abbattute nella bassa, - in agro di Goro sono caduti in un giorno 250 millimetri di pioggia; in agro di Codigoro, localita' Valle Giralda del Bosco Vallona, interessate per circa 6.000 ettari, in 10 ore sono caduti 100 millimetri di pioggia: complessivamente in 36 ore sono caduti 250 millimetri di pioggia, che corrispondono ad un terzo delle precipitazioni che normalmente cadono in un anno - sommergendo i territori dei comuni di Mesola, Goro, Codigoro, Comacchio, Jolanda di Savoja, intensamente coltivati a sarchiate industriali e ad ortaggi, distruggendo completamente o danneggiando notevolmente le coltivazioni agricole praticate ed arrecando, inoltre, danni anche ai fabbricati agricoli ed alle abitazioni; in data 25 giugno u.s. il comprensorio della Valle Giralda e' rimasto sommerso per oltre 24 ore a causa delle forti precipitazioni, cadute con una intensita' di 140 millimetri in 24 ore; le autorita' competenti erano state avvisate di quanto accaduto, ed anche della circostanza che gli impianti di sollevamento avevano manifestato problemi di funzionamento; le cronache giornalistiche - "La Nuova Ferrara" del 13 e del 19 agosto ed "Il Resto del Carlino" del 20 agosto - hanno riportato notizie con descrizione dei danni e del fatto che si sono verificati ritardi nella attivazione e interruzioni nel funzionamento delle idrovore, rispettivamente per mancanza di personale (assente per ferie) e per black out delle linee elettriche; in cronaca, su "Il Resto del Carlino" del 20 agosto, il direttore del consorzio di bonifica, intervistato, ha affermato che il 50 per cento degli impianti idrovori secondari aveva subito interruzioni di energia elettrica e che, avendo chiamato l'ENEL, si era sentito rispondere dalla segreteria telefonica; in particolare, gli impianti idrovori della Giralda non erano dotati di tutte le pompe preventivate e quelle presenti hanno manifestato problemi nel funzionamento; il prefetto aveva allertato i consorzi di bonifica; si sono dovuti attendere diversi giorni perche' venisse richiesta e messa in uso una pompa della regione Veneto per potenziare l'impianto idrovoro denominato Giralda -: se non si ritenga doveroso dichiarare lo stato di calamita' naturale per le zone allagate ed attivare di conseguenza tutte le forme di solidarieta' previste; se le notizie riportate dalla stampa abbiano correttamente tratteggiato la situazione, specialmente in merito alle disfunzioni degli stabilimenti idrovori, alle disfunzioni ed alle interruzioni nella erogazione dell'energia elettrica ed alla vetusta' ed obsolescenza degli impianti di sollevamento; nell'ipotesi di vetusta' ed inadeguatezza degli impianti, poiche' gli stessi devono soddisfare esigenze non occasionali ma strutturali del territorio bonificato, quali iniziative si intendano assumere per adeguare gli impianti alle necessita'; se non si ritenga opportuno di intervenire direttamente a favore delle aziende agricole duramente colpite con provvedimenti specifici ed urgenti; se non si debba istituire una commissione di indagine per identificare le cause del fenomeno alluvionale e le eventuali responsabilita', nella loro forma di atti dovuti non eseguiti o non tempestivamente eseguiti, delle istituzioni che sarebbero dovute intervenire nella fattispecie; se sia stato chiesto alla protezione civile di intervenire e dove fossero le pompe in dotazione alla stessa. (2-00628)