Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00691 presentata da LO PORTO GUIDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19950912
Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: la stampa siciliana da' notizia dell'annullamento da parte dell'assessore regionale ai lavori pubblici della Regione Siciliana, della delibera di licenziamento di Eraldo Luxi e Orazio Mazzeo, direttore e vice direttore generale del Consorzio autostradale Messina-Catania; la vicenda giudiziaria che ha portato nel 1993 agli arresti di Luxi e Mazzeo rientra nell'ambito dei reati contro la pubblica amministrazione, compiuti nell'esercizio delle funzioni di direttore e vicedirettore del Consorzio, con sentenza di condanna passata in giudicato; a seguito di tale sentenza il commissario straordinario del Consorzio autostradale Messina-Catania, dott. Rocco Robberto, dopo avere acquisito il parere di esperti professori universitari e dell'ufficio legale della Regione Siciliana, forte anche di un pronunciamento del TAR di Catania, emetteva provvedimento di licenziamento nei confronti dei due; la revoca del licenziamento effettuato dall'Assessore regionale appare in aperto contrasto con le leggi in vigore, che prescrivono la rimozione dei funzionari responsabili di reati compiuti nell'esercizio delle proprie funzioni; peraltro anche sotto l'aspetto funzionale l'opera di Luxi e di Mazzeo risulta essere stata assai carente, al punto che l'autostrada Messina-Catania si trova in testa alle classifiche di pericolosita' fra tutte le autostrade d'Italia, con una media di quattro morti l'anno e venti invalidi permanenti; la riqualificazione dell'importante arteria, con una spesa gia' in cassa di settanta miliardi, non puo' essere affidata ai medesimi dirigenti condannati in quanto tali per corruzione; l'ANAS rimane proprietaria dell'autostrada Messina-Catania, sebbene in regime di concessione con la Regione Siciliana -: se non ritenga il Ministro di intervenire a tutela degli interessi dell'ANAS, revocando la concessione, dopo che la Regione Siciliana si e' resa responsabile dell'inaudita revoca dei licenziamenti, calpestando cosi' non solamente il prestigio e gli interessi dell'ANAS ma anche i diritti dell'utenza, in tal modo riposti nelle mani di coloro che hanno disamministrato e sottratto denari all'epoca in cui detenevano gli incarichi cui li ha ricollocati l'improvvida revoca del licenziamento. (3-00691)