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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00672 presentata da SCHETTINO FERDINANDO (PROG.FEDER.) in data 19951002

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro del bilancio e della programmazione economica, per sapere - premesso che: in data 7 luglio 1994, con interrogazione n. 5-00160 (primo firmatario l'interpellante) e' stata sollevata la questione dell'insediamento Teksid spa in Vallata - prov. di Avellino - definito nel piano progettuale di cui al secondo accordo di programma FIAT nel Mezzogiorno del 5 novembre 1991; in data 7 dicembre 1994 il Ministro del bilancio, nel dare risposta alla predetta interrogazione, dopo aver premesso che "l'improvvisa e profonda crisi dell'auto ha comportato una fase di riflessione circa le scelte originarie effettuate dalla FIAT, quanto meno con riferimento alle tempistiche di realizzazione, di cui si attendono gli sviluppi definitivi", ha annunziato che: "l'attenuazione della crisi nel mercato suddetto e la marcata ripresa ivi registrata nel 1994, fanno intravedere serie possibilita' di una ripresa del progetto originario; in data 29 marzo 1995 con interrogazione n. 4-08899 veniva riproposto il problema ponendo l'accento sul fatto che: "la profonda crisi occupazionale che interessa le regioni del Sud e, nel caso specifico, le zone interne della provincia di Avellino, impone che si imbocchino, con provvedimenti non piu' rinviabili, tutti i possibili percorsi che siano capaci di favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, per cui diventa urgente riprendere l'originario progetto Fiat.... considerata la particolare situazione favorevole che interessa, da quasi un anno, il mercato delle auto...."; in data 19 luglio 1995, con interpellanza n. 7-00391 (primo firmatario l'interpellante) veniva ancora una volta sollecitata la realizzazione dello stabilimento Teksid nel comune di Vallata; in data 1^ agosto 1995 la Camera dei deputati, in occasione della conversione in legge del decreto n. 244 del 1995, ha approvato all'unanimita' un ordine del giorno con cui, tra l'altro, si impegna il Governo a dare esecuzione alla deliberazione CIPE del 18 aprile 1991 relativa al progetto di investimento di cui al secondo contratto di programma FIAT del 5 novembre 1991; in data 21 settembre 1995 il Ministro del bilancio, per delega ricevuta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, in risposta all'interrogazione n. 4-08899, ha comunicato quanto segue: "il CIPE, con delibera del 20 dicembre 1994, ha approvato l'aggiornamento del contratto di programma sottoscritto il 5 novembre 1991 tra il MISM e la FIAT che tiene conto della modifica di alcuni impegni relativi agli impianti per la produzione..... etc. In particolare, premesso che le modificazioni apportate non comportano un mutamento della impostazione originaria del piano progettuale e degli obiettivi del contratto, va rilevato che le rimodulazioni rendono disponibili notevoli risorse pubbliche (per circa 300 miliardi) da utilizzarsi in favore di altre iniziative, e nonostante cio' il piano progettuale aggiornato comporta una occupazione complessiva, nuova e stabile, di 7.850 unita' oltre a 170 ricercatori"; la nota ministeriale appena citata appare all'interpellante sconvolgente per impostazione e contenuto oltre che vaga, non trasparente e tendente a nascondere le verita' sulle cause che hanno indotto all'aggiornamento del contratto di programma ed a perpetrare un autentico "furto" in danno delle popolazioni meridionali e, segnatamente, di quelle dell'Alta Irpinia; la stessa nota risulta in stridente contrasto con i piu' volte solennemente declamati impegni del Governo a risolvere il problema disoccupazionale nelle aree del Mezzogiorno; si ripete cosi' la storia di sempre: tanta demagogia, nessun fatto concreto o addirittura inversioni pericolose di tendenza che la dicono veramente lunga sulle reali intenzioni anche dell'attuale Governo ad essere serio e leale interprete delle esigenze di sviluppo delle aree depresse del nostro Paese e della sete di lavoro dei giovani disoccupati di lunga durata del Mezzogiorno; in occasione della presentazione del proprio Governo il Presidente del Consiglio ha acceso nel Sud, in un suo caldo passaggio sulla "questione meridionale", grandi speranze, per cui diviene imperdonabile l'atteggiamento tenuto nella circostanza citata, soprattutto se si tiene conto che la manovra economica annunziata con l'imminente legge finanziaria, camuffando un sostanzialmente debole impegno per le aree depresse (per le quali ancora una volta i finanziamenti europei ed i coofinanziamenti statali vengono sostanzialmente proposti in termini sostitutivi degli interventi ordinari, che risultano, di contro e come sempre, sovrabbondanti per le aree del Centro Nord), trascura di fatto il riequilibrio territoriale tra Nord e Sud in tema di infrastrutture, insediamenti produttivi e di lotta alla disoccupazione -: come si possa dare giustificazione, con il mutamento dell'impostazione originaria del contratto di programma tra MISM e FIAT sottoscritto il 5 novembre 1991, a questo ulteriore "furto" che, a parere dell'interpellante, riceve il Sud; quale destinazione avranno gli insediamenti produttivi previsti dalle modificazioni apportate; quali siano stati i reali motivi che hanno distratto dal comune di Vallata gli insediamenti produttivi della Teksid; in qual modo il Governo intenda affrontare il problema del riequilibrio territoriale tra Nord e Sud e quali risposte immediate, che non siano declamazioni di intenti, si proponga di dare alla insostenibile situazione disoccupazionale del Sud. (2-00672)

 
Cronologia
venerdì 29 settembre
  • Politica, cultura e società
    Il Consiglio superiore della magistratura proscioglie il pool di Mani pulite dall'accusa, mossagli dal Ministro della giustizia Filippo Mancuso, di aver intimidito gli ispettori inviati a Milano dal suo predecessore Alfredo Biondi.

venerdì 6 ottobre
  • Politica, cultura e società
    E' arrestato a Napoli, per concussione ed estorsione, l'ex Ministro del bilancio Paolo Cirino Pomicino.