Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00683 presentata da SODA ANTONIO (PROG.FEDER.) in data 19951010
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro delle finanze, per sapere - premesso che: in tutta Italia, migliaia di associazioni sociali, cui sono liberamente iscritti oltre dieci milioni di cittadini, e che svolgono attivita' non lucrative, perseguendo finalita' ideali (culturali, morali, sportive), gestiscono un piccolo bar interno generalmente usato dagli associati; secondo l'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 633/72 e l'articolo 111 del decreto del Presidente della Repubblica 917/86 la gestione di un bar interno ad un circolo associativo non da' luogo sempre e comunque ad attivita' commerciali; il Ministero delle finanze, gia' con la circolare n. 25 del 3 agosto 1979 (emanata a chiarimento delle modifiche IVA introdotte dalle leggi 24 e 94, rispettivamente del 29 gennaio e 31 marzo 1979), aveva riconosciuto la differenza tra il bar gestito commercialmente e il bar gestito nel rispetto dei fini statutari dell'associazione; il bar sociale - che somministra consumazioni dietro corrispettivo - non esercita attivita' commerciale, poich! il corrispettivo e' sempre stato considerato, nella eventuale misura eccedente il costo, finanziamento indiretto all'associazione per l'attuazione delle finalita' ideali statutariamente previste; la gestione del bar sociale non rientra fra quelle operazioni che la legge qualifica, in ogni caso, come commerciali, a differenza della gestione di spacci aziendali e mense e della amministrazione di pasti, cosi' come chiarito, fra l'altro, nelle circolari n. 9 del 14 febbraio 1980 e n. 3 del 19 gennaio 1980; non considerando la richiamata normativa risulta all'interrogante che sono in corso in varie parti del Paese accertamenti e verifiche sulla gestione dei bar dei circoli associativi; in particolare, una risoluzione ministeriale, protocollo 12-0166 del 15 ottobre 1994, accoglie, in contrasto con la legge, le tesi secondo cui i circoli associativi che somministrano bevande e pagamento ai propri soci, effettuano operazioni di natura commerciale; la tesi, per la quale le attivita' sussidiarie e strumentali delle associazioni, svolte dietro corrispettivo a favore esclusivo dei soci, sarebbero in ogni caso commerciale, determina gravissime conseguenze per la vita delle associazioni, assoggettandole alla tenuta della contabilita', alla presentazione delle dichiarazioni fiscali, alla emissione degli scontrini fiscali, alla emissione di bolle di accompagnamento, al pagamento dell'IVA e della imposta sui redditi; la tesi, oltre che in contrasto con la richiamata normativa, e' assunta ad avviso dell'interrogante, in violazione della Costituzione, che esalta e promuove tutte le formazioni sociali, nelle quali si manifesta e si realizza la persona umana -: se non ritenga urgente e indispensabile un Suo intervento, anche a mezzo di circolare e direttive, per respingere e contrastare la tesi espressa nella richiamata risoluzione e restituire alle associazioni sociali immediata garanzia di libero svolgimento della loro attivita' senza alcuna vessazione burocratica e fiscale. (2-00683)