Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00688 presentata da CICU SALVATORE (FORZA ITALIA) in data 19951012
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dei lavori pubblici ed ambiente, per sapere - premesso che risulta all'interpellante che: con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 giugno 1995 e' stato dichiarato lo stato di emergenza idrica a norma dell'articolo 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in ordine alla situazione idrica determinatasi nella regione Sardegna; con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 giugno 1995, n. 2409, il Presidente della Giunta regionale della Sardegna, dottor Federico Palomba, e' stato nominato Commissario governativo delegato a definire un programma straordinario di interventi necessari a fronteggiare la situazione di emergenza idrica determinatasi in Sardegna; il programma in parola doveva essere definito entro 60 giorni dalla pubblicazione dell'ordinanza, ossia entro il 6 settembre 1995, sottoponendolo alla presa d'atto da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della protezione civile - nonch! del Ministero dei lavori pubblici e dell'ambiente, anche ai fini della compatibilita' delle opere con la situazione di emergenza e con i tempi di attuazione dei suindicati interventi; allo stato attuale persiste il disagio per le popolazioni per effetto della siccita' accentuando quel malessere sociale generato anche per effetto dei danni prodotti all'economia agro pastorale a causa della mancanza d'acqua influendo anche sull'occupazione per effetto del ridimensionamento di iniziative imprenditoriali; fino ad oggi l'opinione pubblica, a oltre tre mesi dalla dichiarazione dello stato di calamita', non ha riscontrato alcun intervento diretto a fronteggiare l'emergenza idrica, n! tanto meno si e' avuto notizia circa gli impedimenti che hanno frenato la predisposizione delle misure atte a contenere i disagi per la mancanza d'acqua; di recente il Commissario per l'emergenza idrica e il sub commissario hanno reso pubblico un programma di interventi che prevede la spesa di circa 1300 miliardi di lire. Detto piano, presumibilmente non concentrato con l'organismo tecnico di cui all'articolo 7 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 2409, presenta non solo carenze di ordine tecnico ma anche concettuale in quanto la progettazione degli interventi e' delegata a funzionari regionali, dell'ESAF (Ente Sardo Acquedotti e Fognature) e dell'EAF (Ente Autonomo del Flumendosa), che, in base alla legge n. 421 del 1992 peraltro non ancora recepita dalla regione Sardegna, dovranno ottemperare ai compiti demandati al di fuori dell'orario ordinario di lavoro. In questo modo gli interventi programmati vengono subordinati alla normale routine di lavoro ordinario, non assolvendo al principio di straordinarieta' dell'intervento di emergenza che richiede tempestivita' operativa; altresi' lo stesso programma prevede interventi inquadrabili, per almeno all'80 per cento, a opere per la cui attuazione avrebbero dovuto assolvere per statuto gli enti strumentali regionali mediante la programmazione di spesa delle risorse finanziarie disponibili nei relativi capitoli di spesa del bilancio regionale. Tali interventi non possono essere inquadrati in una necessita' straordinaria, bensi' rientrano in una efficace programmazione di manutenzione, ammodernamento e potenziamento degli impianti; gli interventi proposti comportano inoltre un costo a metro cubo delle risorse recuperate di circa 5500 lire, al netto degli ulteriori oneri di trattamento presumibilmente quantificati in 1500-2000 lire a metro cubo, con un onere complessivo che ammonta a circa 8000 lire a metro cubo d'acqua. L'elevato costo unitario non puo' essere giustificato con la necessita' di acquisire un bene primario per la vita umana e le attivita' produttive poich! interventi meno onerosi avrebbero indotto, non solo a soddisfare le esigenze idriche delle popolazioni e delle attivita' imprenditoriali, ma anche ad un razionale sfruttamento delle risorse idriche disponibili e la salvaguardia e tutela delle stesse; stante la situazione di stallo evidenziata, la popolazione sarda deve ancora soffrire la sete-: quali elementi ostativi hanno precluso l'operativita' dell'apposito comitato di esperti a cui e' demandato il compito della pianificazione degli interventi straordinari per l'emergenza idrica (articolo 7 dell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 2409 del 28 giugno 1995); in quale ottica si inquadra e quali finalita' riveste il documento di programmazione degli interventi per l'emergenza predisposti dal Commissario governativo per l'emergenza idrica; in considerazione della non rispondenza alle esigenze reali del programma predisposto dal Commissario governativo per l'emergenza idrica che in ogni caso esprime gli orientamenti programmatici tesi alla risoluzione dell'emergenza siccita', al fine di intervenire efficacemente, tempestivamente, ma con equita' in modo da soddisfare sia i fabbisogni civili che quelli industriali e agricoli, senza generare forme di assistenzialismo e disparita' di trattamento, se non si intenda destinare in prima battuta i finanziamenti tesi a fronteggiare la siccita' in Sardegna alla formazione di un piano regionale che definisca l'entita' del patrimonio idrico sardo, le potenzialita' e un razionale suo sfruttamento. In considerazione dell'esistenza di studi, ricerche, gia' conclusi da parte di societa' private a totale capitale pubblico per conto della regione Sardegna, tale intervento puo' essere attuato in tempi ristrettissimi con un onere di circa 20 miliardi; se non si intendano assumere le seguenti iniziative: su richiesta dei privati, si proceda a finanziare opere tese allo sfruttamento di acque sotterranee ivi compresi gli oneri degli impianti di irrigazione compatibili con il piano di sfruttamento precedentemente citato; dopo la definizione di comprensori irrigui, si proceda al finanziamento di serbatoi artificiali (laghetti collinari) in grado di soddisfare esigenze di piu' utenti consorziati comprendendo gli oneri relativi agli impianti di irrigazione; a fronte dell'intervento pubblico i privati dovranno corrispondere un canone commisurato al volume d'acqua effettivamente utilizzato e al piano di ammortamento degli oneri sostenuti dallo Stato per la realizzazione. (2-00688)