Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00767 presentata da GRITTA GRAINER ANGELA MARIA MARTA (PROG.FEDER.) in data 19951024
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: domenica 22 ottobre la dottoressa Graziella Fumagalli e' stata assassinata e il biologo Francesco Andreoli e' stato ferito, a Merca in Somalia; la ricostruzione del tragico agguato prefigura un'esecuzione premeditata. Merca, a sud di Mogadiscio, si trova al centro della regione agricola compresa tra i fiumi Giuba e Vebi Scebeli, una zona che "sembrava" tranquilla, sede di un porto inattivo da anni ma dove, da alcune settimane, sembra, si alternano diverse imbarcazioni per carico e scarico; il porto di Mogadiscio, invece, e' praticamente chiuso; il centro per la cura della tubercolosi, grazie all'impegno della Caritas (e di persone come la dottoressa uccisa), e' diventato un punto di riferimento importante per la regione: una speranza per gli oltre 400 adulti e 50 bambini ricoverati attualmente; sembra che il corpo centrale del tubercolosario si affacci sul porto e che da li' sia agevole controllare le attivita' che vi si svolgono; non sembra improbabile che Merca possa essere un nodo cruciale, un nuovo territorio "di conquista", sia per quanto riguarda la situazione di conflitto esistente in quel paese, sia per quanto riguarda il controllo commerciale (forse anche per la "guerra delle banane") e il controllo degli aiuti internazionali; il tragico agguato e' l'ultimo di una lunga serie che ha colpito italiani in Somalia. A partire dall'assassinio del vescovo di Mogadiscio Salvatore Colombo (9 luglio 1989) e prima del tragico agguato in cui Ilaria Alpi e Miran Hrovatin furono assassinati il 20 marzo 1994 (mentre il nostro contingente in Somalia stava rientrando in Italia) altri sono morti in circostanze non chiare: il biologo Giuseppe Salvo, il francescano Pietro Turati, i caschi blu Pasquale Baccaro, Andrea Millevoi e Stefano Paolicchi, i paracadutisti Rossano Viscoli e Giorgio Righetti; il maresciallo del SISMI Vincenzo Li Causi; la crocerossina Maria Cristina Luinetti, il tenente Giulio Ruzzi e il giornalista Maurizio Palmisano -: se siano state verificate l'evoluzione del conflitto in atto in Somalia e le condizioni di sicurezza in cui operano le diverse organizzazioni umanitarie e di volontariato; quali misure siano state adottate perche' anche questo assassinio non rimanga un mistero; quale sia, attualmente, lo stato delle relazioni diplomatiche tra i due paesi; se non ritenga di adottare provvedimenti eccezionali adeguati alla situazione, considerato l'elevato numero di cittadini italiani assassinati, che configura uno stato di pericolo non piu' sottovalutabile per la sicurezza dei cittadini italiani presenti in Somalia; quali iniziative intenda promuovere per riportare l'attenzione politica, anche internazionale, sulla Somalia; essendo infatti sceso su questo paese il silenzio dopo il fallimento della missione "Restore hope": fallimento che avrebbe dovuto invece impegnare il nostro Paese e gli altri della Comunita' Europea oltre che a riflettere sulle ragioni di tale fallimento, a intraprendere un rinnovato impegno per contribuire alla pacificazione e allo sviluppo di quel Paese; quali iniziative intenda adottare per fare piena luce sulle tragiche morti. (3-00767)