Documenti ed Atti
XII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00768 presentata da ZAGATTI ALFREDO (PROG.FEDER.) in data 19951025
Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: pochi mesi or sono si e' realizzata una joint-venture fra Enichem e Union Carbide Corporation; rispondendo in quella occasione ad una interpellanza parlamentare presentata dai sottoscritti, il Governo giudico' quell'accordo positivo ai fini dello sviluppo della chimica nel nostro Paese, assicurando fra l'altro che il settore della ricerca, che ha nel sito di Ferrara un tradizionale punto di forza, non avrebbe subito ripercussioni negative; il centro ricerche di Ferrara fu conferito da Enichem sulla base di quell'accordo, nell'ambito dell'insediamento di Polimeri Europa; Polimeri Europa, la nuova societa' del polietilene insediata nel petrolchimico ferrarese, ha recentemente annunciato la chiusura del centro ricerche causando un esubero di 90 addetti; con un atto di forza si vuole ora distruggere un patrimonio culturale, scientifico, tecnico ed industriale italiano che ha radici profonde a Ferrara; questa scelta appare sbagliata oltre che per l'area ferrarese, per l'intera industria chimica nazionale che e' gia' all'ultimo posto in Europa per l'ammontare degli investimenti in ricerca ed innovazione. Una azienda che rinuncia alla risorsa ricerca non costruisce futuro ma si colloca passivamente nel mondo industriale dei polimeri che nei prossimi anni sara' oggetto di profondi mutamenti tecnologici; appare evidente, d'altra parte, la confusione di strategie ed obiettivi: dal 1990 ad oggi Enichem aveva ripetutamente dichiarato la centralita' della ricerca di Ferrara come unita' piu' importante per lo studio sulle poliolefine. Gli investimenti fatti (oltre 40 miliardi) ed il potenziamento degli organici (in previsione 180) ne sono la riprova; il disimpegno dalla ricerca appare la premessa di una strategia che puo', in pochi anni, minare le basi delle attivita' produttive e condurre la deindustrializzazione di tutto il sito ferrarese, con ripercussioni anche sull'indotto. La sofferenza delle principali attivita' produttive a Ferrara, in assenza di strategie e di investimenti, perdura da alcuni anni e le preoccupazioni per il destino del petrolchimico sono piu' volte state manifestate non solo dalle organizzazioni sindacali, ma da tutte le forze sociali e politiche e dalle istituzioni locali; e' evidente la necessita' di scelte industriali che possano invertire il declino in atto e porre le basi di un nuovo ciclo di sviluppo. Infatti, degli impianti produttivi esistenti, nessuno ha una previsione di investimenti e potranno pertanto proseguire l'attivita' solo nel breve-medio periodo; si comprende quindi che quello che si profila non e' semplicemente l'esigenza di ricollocare gli esuberi della ricerca, bensi' di gettare le basi di un piano di investinenti che possa creare le premesse di un nuovo ciclo di sviluppo -: quali iniziative intenda il Governo adottare su Eni ed Enichem, affinche' vengano riconsiderati i termini dell'accordo Enichem-Union Carbide, per evitare di disperdere il patrimonio tecnico culturale esistente e di mettere in pericolo le realta' produttive esistenti; se non si ritenga utile da parte del Governo delineare credibili prospettive per lo sviiuppo della chimica italiana considerato il ruolo strategico di questo settore e l'assenza, fino ad ora, di coerenti e chiare scelte di politica industriale. (3-00768)