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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00196 presentata da MUSUMECI TOTI SALVATORE (CENTRO CRISTIANO DEMOCRATICO) in data 19951025

La Camera, premesso che: il decreto legislativo 19 settembre 1994 n. 626 ha dato attuazione ad una direttiva madre e a sette direttive della Comunita' europea in tema di sicurezza e salute dei lavoratori sul luogo di lavoro; il contenuto prioritario ed essenziale delle direttive predette ed in particolare della cosiddetta "direttiva madre" 89/391/CEE era l'introduzione di un sistema di prevenzione diffuso a carattere partecipativo piu' che sanzionatorio; con l'atto di recepimento n. 626 del 1994 si sono fortemente alterati detti obiettivi primari, introducendo numerosissimi adempimenti, essenzialmente burocratici, tutti sanzionati penalmente in modo rilevante (basti considerare le oltre 200 sanzioni); altri Stati aderenti alla Comunita' europea non hanno ancora recepito il provvedimento (come la Germania) ovvero l'attuazione e' stata non burocratica, ne' penalizzante (come la Francia); l'entrata in vigore degli adempimenti di maggior peso, prevista per il prossimo 27 novembre 1995, rischia pero' di comportare effetti contraddittori e, sovente, disastrosi; di fatto, non si e' instaurato ad oggi il fondamentale sistema partecipativo: un accordo interconfederale in tal senso e' stato possibile soltanto il 22 giugno 1995, mentre in quasi tutte le realta', il rappresentante dei lavoratori non e' stato eletto o designato; le stesse parti sociali hanno previsto che per formare in modo minimo i rappresentanti dei lavoratori (alcuni milioni) occorrera' impegnarsi almeno per tutto il 19968: se gli obblighi entrassero in vigore prima che sia possibile la partecipazione, il decreto legislativo perderebbe quasi del tutto il proprio significato; moltissimi adempimenti, compreso quello "iniziale" della valutazione del rischio, non sono stati in alcun modo chiariti e definiti dalle amministrazioni competenti: in particolare, i molti decreti (oltre 20) che avrebbero dovuto precisare e/o integrare le modalita' di attuazione non sono stati a tutt'oggi emanati, neppure uno; le piccole e medie imprese italiane, sotto i 200 dipendenti (rappresentanti il 95 per cento delle aziende nel nostro Paese), sono in bali'a di consulenti improvvisati, congressi e corsi di formazione piu' o meno affidabili, spesso al costo di svariati milioni, sovente tenuti da sedicenti esperti sulle cui capacita' molto e' da dubitare, ma che trovano spazio visto il loro limitato numero e l'urgenza imposta dalla prossima scadenza; non e' stata attuata alcuna semplificazione per le piccole e medie imprese e per le microimprese, tutte assolutamente impreparate agli adempimenti burocratici, e quindi destinate a sopportare senz'altro notevolissime sanzioni; gli stessi problemi si riscontrano anche nella pubblica amministrazione, la quale e' pure tenuta agli obblighi di cui al decreto legislativo n. 626 del 1994, e non sembra sicuramente in grado di adempiere; impegna il Governo a disporre il rinvio del termine di scadenza del 27 novembre 1995, consentendo un periodo di proroga che si propone in almeno un ulteriore anno, sino al 27 novembre 1996. (1-00196)

 
Cronologia
lunedì 23 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Mauro Ferri è eletto Presidente della Corte costituzionale

giovedì 26 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera respinge, con 310 voti contro, 291 voti a favore e un astenuto, la mozione Berlusconi(FI)ed altri n. 1-00194 di sfiducia al Governo.