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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00734 presentata da DORIGO MARTINO (MISTO) in data 19951108

Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: la legge 801 del 1977, all'articolo 9, esclude che il personale dei servizi per le informazioni e la sicurezza (CESIS, SISMI e SISDE) possa rivestire la qualita' di ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria; da quanto risulta, esisterebbe una disposizione del Presidente del Consiglio dei ministri, successiva alla legge 801/77, che attribuisce al personale dei Servizi per le informazioni e la sicurezza la qualifica di agenti ed ufficiali di pubblica sicurezza; la qualifica di agenti ed ufficiali di pubblica sicurezza, implica la possibilita' di compiere tutti gli atti connessi con l'attivita' di tutela dell'ordine pubblico, comprese percio' attivita' di polizia quali indagini e fermo di persone; inoltre, detta disposizione permetterebbe ai dipendenti del servizio di utilizzare tesserini di riconoscimento identici, ai fini di copertura, a quelli utilizzati da ufficiali ed agenti della polizia di Stato; ad abundantiam, tale disposizione verrebbe addirittura interpretata nell'assurdo modo di consentire, ai dipendenti dei servizi, la detenzione ed il porto di qualsiasi arma portatile, senza alcuna licenza di porto d'armi e senza alcuna registrazione presso il registro armi della Pubblica sicurezza, prevista obbligatoriamente dalla legge; l'interrogante ritiene utile sottolineare che la dizione "arma portatile" e' comprensiva di qualsiasi strumento bellico trasportabile e manovrabile da un uomo solo, dalla pistola al lanciafiamme o al lanciamissili anticarro o antiaereo, dal fucile d'assalto alla mitragliatrice; ad avviso dell'interrogante, se venisse confermata l'esigenza di dette disposizioni, risulterebbero con eclatanza diversi profili di illegalita' e incostituzionalita' della normativa sopradescritta quali: il fatto che il divieto di compiere azioni di polizia giudiziaria, previsto dalla legge, sarebbe contraddetto palesemente dal fatto che l'uso di tesserini della Polizia permette agli agenti dei servizi di interferire con le indagini e gli atti di Polizia giudiziaria, dato che consente loro di intervenire nelle situazioni di reato anche millantando una superiorita' gerarchica su eventuali inferiori di grado della Polizia di Stato che stiano conducendo azioni di Polizia giudiziaria, e di tali episodi e' purtroppo piena la storia passata e recente del nostro paese (vedi episodio del suicidio del colonnello Ferraro, dove agenti di Polizia giudiziaria intervenuti sul luogo hanno denunciato la presenza di agenti dei servizi che avrebbero sottratto illegittimamente materiale indiziario); il fatto che la possibilita' di usare qualsiasi arma da guerra portatile, contraddicendo ogni principio e finalizzazione puramente informativa dei servizi segreti, prescritti dalla legge 801/77, conferma la possibile sopravvivenza di squadre di killers o assaltatori da "operazioni di guerra non ortodossa", anche oggi, dopo che il Governo della Repubblica aveva assicurato al Parlamento il definitivo scioglimento dell'organizzazione Gladio e l'assoluta inesistenza di squadre speciali all'interno dei servizi segreti. Inoltre, da quanto risulta all'interrogante, grazie all'ambigua disposizione sopradescritta, si sarebbe comunque consolidata nei servizi la inaudita prassi per cui ufficiali ed agenti detengono, trasportano e si scambiano armi di ogni tipo senza alcun controllo -: se effettivamente esista una disposizione del Presidente del Consiglio dei ministri, emanata dopo la legge 801/77, dai contenuti analoghi a quelli descritti in premessa; se il Presidente del Consiglio dei ministri, in caso affermativo di quanto sopra ipotizzato, non intenda urgentemente informare il Parlamento su detta disposizione, e sulle sue valutazioni in merito; se non ritenga di emanare urgentemente una disposizione soppressiva della normativa che si rivelasse esistente, e di ogni altra norma che tratti di materie di polizia, di sicurezza e di difesa nazionale, che, non sancita per legge, sia in contrasto con le leggi vigenti. (2-00734)

 
Cronologia
sabato 4 novembre
  • Politica, cultura e società
    Giulio Andreotti e l'ex senatore DC Claudio Vitalone sono rinviati a giudizio per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli.

sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.