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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00203 presentata da PEPE MARIO (PART.POP.ITAL.) in data 19951108

La Camera, premesso che: l'area comprendente i comuni del medio Calore e le comunita' montane del Fortore e dell'Ufita, come tutte le aree interne e' caratterizzata da notevoli squilibri che si evidenziano in modo molto marcato non solo rispetto alle altre aree piu' avanzate del nostro Paese, ma anche rispetto alle aree costiere della regione Campania; il reddito della popolazione deriva in gran parte dal settore agricolo, dalle pensioni e da attivita' commerciali e artigianali, di servizio e di produzione, che producono prevalentemente per il consumo locale, non essendo in grado di far affermare i propri prodotti e di competere al di fuori di ambiti assai ristretti; la tendenza attuale indica un ristagno delle attivita' nei diversi settori produttivi, determinando un aumento della disoccupazione e dell'abbandono delle campagne e dei centri minori. In agricoltura la coltivazione industriale del tabacco, quella del grano e l'allevamento di bovini da latte, che costituiscono le maggiori attivita' del settore, hanno subito negli ultimi anni (o stanno subendo) un netto ridimensionamento per motivi legati alla politica agricola comunitaria. Tale ridimensionamento continuera' anche nei prossimi anni per l'espulsione dai mercati delle imprese marginali. Nell'artigianato le imprese piu' importanti che operano nell'indotto dell'edilizia scontano la crisi che ha colpito il mercato principale e si trovano in enorme difficolta' perche' negli ultimi 15 anni avevano adeguato le lavorazioni ai processi di serie, perdendo, di fatto, le connotazioni artistiche nazionali. Le attivita' artigianali che operano nel settore agroindustriale operano soprattutto per il mercato locale e interprovinciale (punto di vendita diretto e forniture in ambiti geografici limitati) e non utilizzano, in genere, materie prime agricole prodotte nell'area. Nell'industria la presenza di grandi imprese nell'area e' limitata all'insediamento FIAT di Grottaminarda (AV), anch'esso colpito dalla crisi del settore. Le P.M.I. presenti operano con difficolta' in settori tradizionali legati all'edilizia e all'agroindustria con orizzonti di mercato non di molto piu' ampi delle imprese artigiane. Nel commercio l'introduzione di forme moderne della distribuzione sta determinando da un lato, la chiusura degli esercizi marginali e, dall'altro, l'aumento della penetrazione dei prodotti agro-alimentari di marca non locali; l'area non e' adeguatamente fornita di servizi e i collegamenti, soprattutto essi, costituiscono uno dei principali problemi infrastrutturali per lo sviluppo socio-economico del territorio e comportano notevoli disagi per la popolazione, soprattutto per quella residente in comuni distanti dai capoluoghi di provincia; considerato che nell'ambito delle attivita' di programmazione dello sviluppo regionale finanziate dai fondi strutturali della U.E. e cofinanziate da leggi di spesa nazionali e regionali nessuna priorita' per riequilibrare le distanze tra le aree interne e quelle costiere e' stata definita nei piani prodotti negli anni passati (Piani Integrati Mediterranei; POP 1989-1993) ne' in quelli da poco approvati (FSE; PO Monofondo PEOGA; PIC LEADER II) o in quelli in corso di approvazione (PO Monofondo FESR) alle aree interne; gran parte dell'area (comuni del medio Calore e comunita' montana del Fortore, che ricadono nella provincia di Benevento) e' stata riconosciuta nel Regolamento n. 695 del 1994, coordinato con la comunicazione U.E. 40 del 1995, a piu' forte ritardo di sviluppo insieme alle cinque province della Calabria e ad altre otto ricadenti nell'obiettivo 1; valutato che: la fine dell'intervento straordinario non ha corrisposto nem meno un avvio di un intervento ordinario capace di porre le premesse per una riduzione del divario che caratterizza le aree interne rispetto a quelle costiere e rispetto alle altre aree del Paese; il divario va, quindi, affrontato attraverso la sperimentazione di una nuova capacita' di intervento dei poteri ordinari dello Stato, della regione e delle Autonomie locali; lo sviluppo di un maggior rigore finanziario e di una maggiore efficienza e capacita' progettuale delle amministrazioni nazionale e regionale deve sperimentare l'esercizio di nuove funzioni pubbliche, tra cui anche quella dello sviluppo socio-economico di un'area interna, nell'ambito di organismi e di istituzioni misti, che raggruppino soggetti pubblici, privati e cooperative, come suggeriscono le piu' aggiornate indicazioni della U.E. impegna il Governo ad assumere, all'interno dei programmi nazionali di spesa, le decisioni piu' coerenti per ottenere un graduale ma effettivo superamento del divario esistente tra le aree interne e il resto del Paese, per: 1. promuovere e sostenere iniziative di cooperazione tra le aree interne della dorsale dell'Appennino Centro-Meridionale; 2. promuovere e sostenere iniziative di cooperazione interregionale con aree del Nord e con altri Paesi europei; 3. dare corso ad un progetto integrato che preveda la realizzazione, il completamento e/o l'ammodernamento delle reti di comunicazioni e di trasporto; 4. completare e rilanciare le aree industriali parzialmente realizzate con i fondi delle leggi sul terremoto del 1980; 5. valorizzare l'area che ha vocazione di turismo rurale, ambientale e culturale, affrontando innanzitutto strategicamente la sperimentazione di un nuovo rapporto tra le popolazioni dell'area e le risorse agricole e artigianali; 6. recuperare i borghi abbandonati a seguito dei sismi del 1962 e del 1980, al fine di aumentare e qualificare la ricettivita' per le attivita' di turismo rurale, ambientale e culturale; 7. promuovere una imprenditorialita', soprattutto giovanile, sperimentando anche nuove forme di sostegno alle esperienze piu' avanzate del volontariato, della cooperazione, dell'agricoltura e dell'artigianato; 8. completare la rete di metanizzazione delle aree indicate in premessa al fine di creare adeguate fonti di energia per uso civile e per infrastrutture i piani di insediamento produttivo adottati in molti comuni. (1-00203)

 
Cronologia
sabato 4 novembre
  • Politica, cultura e società
    Giulio Andreotti e l'ex senatore DC Claudio Vitalone sono rinviati a giudizio per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli.

sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.