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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00204 presentata da BERGAMO ALESSANDRO (FORZA ITALIA) in data 19951108

La Camera, premesso che: l'Italia ha provveduto ad affidare ad un unico gestore il servizio delle telecomunicazioni per potersi allineare agli altri Stati membri dell'Unione Europea in vista del prossimo mercato unico; il riordino del settore ha previsto l'accorpamento delle realta' nazionali SIP-IRITEL-ITALCABLE-TELESPAZIO-SIRM da cui e' nata il 18 agosto '94, grazie alla legge 58/92, la TELECOM ITALIA S.p.A; l'IRITEL di proprieta' dello Stato, ha ceduto un enorme patrimonio di una rete in fibra ottica tra le prime in Europa, valutata in oltre 80.000 miliardi alla TELECOM Italia; gia' a dicembre 1994, la TELECOM ha chiuso il primo bilancio annuale in forte attivo con un utile netto di 1450 miliardi; la nascita di TELECOM prevedeva, tra l'altro: a) lo scorporo di TELESPAZIO a gennaio '95 con la creazione di una s.p.a; b) lo scorporo della divisione radiomobile a luglio '95 divenendo TELECOM ITALIA MOBILE S.p.A.; c) accentramento in 10 presidi regionali di cui solo due operativi nel meridione d'Italia, contravvenendo con i programmi governativi di investimento per il rilancio delle zone economicamente depresse; il progetto che si doveva articolare in una ristrutturazione complessiva, ha comportato: 1) la soppressione di 8 direzioni regionali; 2) la soppressione di 58 unita' territoriali di rete; 3) la soppressione di 262 centri di lavoro; 4) la soppressione di 253 Aria impianti centrali; 5) lo smantellamento totale dei centri impianti di linea; 6) la riduzione dei 18 centri di sorveglianza regionale a 10 centri; 7) la soppressione di 42 centri supervisore esercizio. cio' ha comportato, contravvenendo ai programmi governativi di investimento per il rilancio delle zone concessionarie depresse in esubero di posti di lavoro di circa 12.000 unita' e di circa 6000 mobilitazioni territoriali; in particolare i ricollocamenti territoriali vengono spesso concepiti come se i dipendenti non fossero esseri umani con carichi familiari costretti a trasferirsi da un capo all'altro della Nazione, lasciando oltre agli affetti, anche ii radicamento nel territorio, l'abitazione acquisita con grandi sacrifici, abitudini consolidate; l'azienda non puo' non tener conto, per semplici e assurde logiche di profitto e considerare le difficolta' nella separazione dalle famiglie, il vano pellegrinaggio alla ricerca di una abitazione a prezzi proibitivi per una famiglia monoreddito, ecc.; gia' si e' consumato un feroce dramma con il suicidio di un dipendente di Ancona; l'operazione che sta mettendo in atto la TELECOM e' subdola perche' ha l'intento di provocare dimissioni spontanee con la prospettiva di un futuro non certo roseo; le 10 direzioni territoriali che dovranno sostituire le 18 regionali sono cosi' composte: 2 a Milano per la Lombardia; 2 a Roma per Lazio, Abruzzo e Sardegna; 1 a Torino per Piemonte e Val d'Aosta; 1 a Venezia per il Triveneto; 1 a Bologna per Emilia Romagna, Marche e Umbria; 1 a Firenze per Toscana e Liguria; 1 a Napoli per Campania, Puglia e Basilicata; 1 a Palermo per Calabria e Sicilia; dalla mappa esposta, si evince come viene considerata dall'azienda Telecom, esclusivamente la logica della redditivita' e soprattutto perche' degli investimenti previsti, pari a 26.000 miliardi, solo il 20 per cento pari a 5.000 miliardi sono previsti per il Mezzogiorno d'Italia; tutto cio' comporta un'accentuazione del divario tra le regioni ricche e povere, per cui giunge naturale il sospetto nell'effettivo utilizzo dei 70.000 miliardi impegnati dal Governo Italiano per favorire l'occupazione nelle aree depresse; i lavoratori della Telecom Italia s.p.a. sono da tempo in agitazione anche a causa del tradimento effettuato dalle organizzazioni sindacali del settore che hanno ratificato l'accordo di ristrutturazione della Telecom il giorno 1^ agosto '95 e di fatto questi dipendenti calabresi hanno delegittimato i sindacati chiedendo la revoca dell'accordo perche' cio' ha comportato: 1) lo smantellamento dell'azienda della regione Calabria con conseguente grave perdita di posti di lavoro e smobilitazione i lavoratori verso la Sicilia; 2) l'esclusione della Calabria dai processi di modernizzazione e tecnologia; 3) la discriminazione di fatto delle regioni povere a vantaggio delle regioni ricche e la Calabria, che per effetto di una dissennata trascorsa gestione politica, in pieno accordo con le organizzazioni sindacali che costituiscono ancora oggi la longa manus della partitocrazia nazionale e regionale, e' sicuramente la regione piu' povera d'Italia con punti di disoccupazione, nelle aree interne, fino al 50 per cento della popolazione attiva; in Calabria non vi sono insediamenti industriali e sono scarse le realta' occupazionali per cui le uniche prospettive per i lavoratori in questione sono i lavori socialmente utili che non possono dare alcun impulso produttivo; impegna il Governo a impedire che venga attuato il piano di ristrutturazione della TELECOM s.p.a. cosi' come e' stato ratificato anche alle organizzazioni sindacali perche' contravviene a quanto stabilito nell'accordo del 18 agosto 1994 che prevedeva forti investimenti nelle aree del Paese economicamente depresse ed in particolare di impedire la soppressione del Centro Lavori Impianti Abbonati di Paola (CS) in quanto e' capofila di un territorio ad altissima densita' turistica nel periodo maggio-ottobre con punte fino ad un milione di presenze oltre i residenti. (1-00204)

 
Cronologia
sabato 4 novembre
  • Politica, cultura e società
    Giulio Andreotti e l'ex senatore DC Claudio Vitalone sono rinviati a giudizio per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli.

sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.