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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00485 presentata da DE BIASE GAIOTTI PAOLA (PROG.FEDER.) in data 19951108

La III Commissione, ricordando il ruolo decisivo svolto dalla Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, creata negli anni della guerra fredda con lo scopo di promuovere il dialogo, la comprensione e fiducia reciproca, al fine del superamento dei blocchi e che fin da allora fu posta da parte italiana la questione della sicurezza e cooperazione nel Mediterraneo; consapevole del carattere centrale assunto nel frattempo dall'area mediterranea, in cui rischiano di aggravarsi gli squilibri economici e demografici con effetti destabilizzanti di natura politica, religiosa, sociale, di sicurezza militare; riconfermando dopo la tragica e dolorosa morte del primo ministro Rabin, la volonta' di perseguire la speranza rappresentata, malgrado le persistenti resistenze e difficolta', dall'inizio e dal proseguimento del processo di pace in Medio Oriente, processo che non puo' che essere rafforzato dalla creazione di un clima complessivo di cooperazione nell'area mediterranea; riconoscendo come asse della politica estera e di difesa comune dell'Unione europea l'obiettivo di favorire la cooperazione internazionale, il mutuo rispetto fra culture e popoli diversi, la difesa dei diritti umani, lo sviluppo equilibrato, la tutela dell'ambiente, in un quadro di garanzie democratiche, introducendo nell'attuale fase politica segnata dalla ripresa dei nazionalismi e della violenza, elementi di tutela collettiva caratterizzati dalla ricerca degli interessi comuni, in un mondo di interdipendenze; apprezzando la decisione assunta ai Consigli Europei di Corfu' e di Essen, per una Conferenza euromediterranea che avra' per oggetto la sicurezza e la cooperazione nel Mediterraneo e la sua effettiva convocazione per il 27-28 novembre a Barcellona; ritenendo evidente che l'Unione europea e' interessata a tale politica sia sul proprio versante centrale e orientale sia sul proprio versante meridionale e che il rapporto con tali due aree non deve essere visto in alternativa ma come un unico collegato disegno di costruzione della pace; convinta che la costruzione della sicurezza nel Mediterraneo e' legata anche alla capacita' di stimolare processi di integrazione regionale della sponda sud e che la Conferenza e il suo seguito possono costituire una occasione preziosa in tale senso; condividendo l'impianto tematico della Conferenza intorno ai tre risvolti delle questioni politiche e di sicurezza, delle questioni economiche e finanziarie, delle questioni sociali e umane; sottolineando che la competenza mista, nelle materie di pertinenza della Conferenza, della Commissione e degli Stati membri conferma la necessita' di un piu' stretto coordinamento istituzionale fra la politica economica dell'UE come tale e la sua politica estera e di difesa comune; deplorando tuttavia che, contrariamente alla posizione assunta in piu' sedi internazionali dall'UE, favorevole alla presenza delle ONG e delle associazioni della societa' civile nelle sedi internazionali, non sia stata prevista a Barcellona nessuna forma di coinvolgimento delle medesime sia nella fase preparatoria che nello sviluppo della Conferenza, e cio' malgrado il valore strategico di un dialogo non solo politico ma culturale, sociale e religioso fra le due sponde del Mediterraneo; impegna il Governo in occasione della Conferenza euromediterranea di Barcellona: 1) a sostenere e favorire, a conclusione della Conferenza, la costituzione di strutture politiche e amministrative permanenti, dotate di un adeguato supporto istituzionale e rappresentativo, anche come strumento per stimolare lo sviluppo di processi di integrazione regionale fra i paesi della sponda sud; 2) ad assumere pienamente come base della Conferenza il concetto di sicurezza maturato in sede internazionale che coinvolge, accanto al significato tradizionale, le questioni ambientali, sociali, demografiche, di sviluppo delle risorse umane; 3) a rendere efficace e praticabile ed equo lo stabilimento nel Mediterraneo di un'area di libero scambio, affrontandone anticipatamente, con una forte politica di cooperazione, le conseguenze sul lavoro umano, gli effetti sulle popolazioni, la circolazione delle persone: insistendo a tal fine per la programmazione di consistenti finanziamenti dell'UE per progetti nel settore educativo, sanitario ecc. (TEMPUS, PHARE eccetera); accelerando i tempi di una politica europea comune di governo dei flussi migratori, rispettosa dei diritti dell'uomo, dell'esigenza della sicurezza e tale da favorire la qualita' delle relazioni umane, sociali e culturali nell'area; 4) a esigere reali e concrete garanzie da tutti i paesi dell'area sull'impegno della lotta al terrorismo e, insieme, del rispetto di diritti civili e politici; 5) a sollecitare i paesi europei ad assicurare il rispetto, formale e sostanziale, degli impegni assunti con l'approvazione del TNP, e in preparazione del CTBT, anche come condizione per esigere analoghi impegni da tutti i paesi dell'area; 6) a rendere esplicito, nel quadro degli impegni reciproci in materia di rispetto dei diritti umani, il carattere universale e irrinunciabile dei diritti delle donne; 7) a tenere conto, anche a tal fine, nella programmazione della cooperazione allo sviluppo, degli effetti dei progetti di cooperazione, quanto a valorizzazione delle risorse femminili, a crescita della partecipazione economica e del potere femminile, come condizioni di uno sviluppo sostenibile; 8) a favorire ogni decisione della Conferenza volta ad aprire i suoi lavori anche a una presenza delle ONG e delle associazioni della societa' civile di entrambe le sponde. (7-00485)

 
Cronologia
sabato 4 novembre
  • Politica, cultura e società
    Giulio Andreotti e l'ex senatore DC Claudio Vitalone sono rinviati a giudizio per l'omicidio del giornalista Mino Pecorelli.

sabato 11 novembre
  • Politica, cultura e società
    Ribaltando il precedente giudizio di merito, la terza Corte d'Assise d'appello di Milano condanna Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi a 22 anni di carcere per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi.